lunedì 22 febbraio 2016

L’arresto del rom che entrò a casa di Mattielli scuote la politica. ‘Questo ladro ora verrà risarcito comunque?’



“L’arresto di uno dei Rom del ‘caso Mattielli’, sorpreso a rubare a Nogarole Vicentino , dimostra ancora una volta come le Leggi dello Stato italiano siano vere e proprie barzellette che, purtroppo, hanno fatto e fanno tanto male ai cittadini perbene come il povero Ermes , che subì un calvario giudiziario proprio per colpa di uno di questi ladri nomadi. Perché le assurde Leggi dello Stato Italiano questo hanno prodotto: il povero Ermes è stato condannato ed è morto, mentre il rom, pluripregiudicato, continua a rubare sicuro di farla franca, nell’attesa di ricevere l’eredità di Ermes. Una vera e propria schifezza”. Lo dichiara l’europarlamentare vicentina della Lega Nord, Mara Bizzotto, dopo la notizia che uno dei due ladri nomadi coinvolti nel famoso ‘caso Mattielli’ è stato arrestato in flagranza di reato, assieme al padre, dai Carabinieri di Valdagno.
“Cosa succederà adesso a questo ladro nomade? Starà in galera o verrà velocemente rimesso in libertà? E dopo questo arresto in flagranza di reato avrà ancora diritto al risarcimento e all’eredità di Mattielli? – chiede l’eurodeputata Bizzotto – La verità è che l’Italia è davvero una Repubblica delle Banane con Leggi folli che premiano i delinquenti e puniscono le vittime. Mi auguro almeno che ora il nomade finisca veramente in carcere e che perda il vergognoso diritto a ricevere l’eredità del povero Mattielli”.
Sulll’arresto di Cris Cari e del padre, entrambi residenti al campo nomadi di Santorso e presi dopo aver rubato all’interno di una baita, è intervenuto anche Alex Cioni, leader di Prima Noi. ‘E’ notizia di queste ore dell’arresto di due rom per essere stati colti in fragranza di reato mentre stavano compiendo un furto. I due sono padre e figlio. Il primo si chiama Enzo Caris mentre il secondo Cris che molti ricorderanno per essere stato ferito da Ermes Mattielli mentre assieme a Blu Helt si introduceva nella sua proprietà. ‘Questi nuovi arresti rappresentano un ulteriore colpo al cuore perchè la sentenza di cui ancora oggi si parla ha nei fatto ribaltato i ruoli elevando i ladri in vittime e l’aggredito in aggressore”. Per i rappresentanti del comitato, che nelle ultime settimane di vita erano stati particolarmente vicini a Mattielli, la notizia non è nemmeno particolarmente sorprendente visto che lo stesso Helt era stato anche lui pizzicato per il medesimo reato mesi dopo essere stato ferito da Ermes Mattielli. “Possiamo testimoniare per averlo sentito con le nostre orecchie di quanto Cris Cari si lamentasse per essere inabile al lavoro a causa del ferimento, il che lascia basiti visto che quando questi soggetti parlano di lavoro evidentemente non fanno riferimento ad un’onesta professione”.
PrimaNoi sostiene quindi che non ci sia molto da discutere e non ci dovrebbe nemmeno essere bisogno di perdere tempo in inutili chiacchiere: “non sosteniamo la libertà di sparare indiscriminatamente, ma bisogna creare le condizioni affinché la legge tuteli concretamente la legittima difesa che deve essere sempre tale quando viene violata la proprietà privata”.
Per spiegare meglio il concetto portano un esempio calzante: “se una persona cardiopatica vuole salire sulle montagne russe sa bene che può rischiare un infarto lasciandoci le penne, lo stesso deve valere per i delinquenti perché la prima legittima difesa è di prendere coscienza del rischio cui si può incorrere in conseguenza ad un’azione. Se entro in casa di qualcuno per commettere dei reati devo sapere che posso uscirne accoppato. Casus belli come quelli accaduti al povero Ermes o al tabaccaio padovano non devono più accadere in uno Stato di diritto nel quale si determina in modo incontrovertibile e chiaro il ruolo della vittima e dell’aggressore”.
Altovicentinonline

Santorso. Arrestati due rom, uno è il ladro che rubò a casa di Mattielli



Uno dei due ladri acciuffati   è uno di quelli che dieci anni fa,entrò a rubare in casa di Mattielli ad Arsiero e contro il quale l’artigiano fece fuoco con l’intero caricatore. Non c’è pace per il povero Ermes, del quale si torna a parlare dopo mesi dal suo decesso e dalla sua condanna a 5 anni per tentato omicidio per quella drammatica notte. In manette è finito Cris Caris, 31 anni, residente a Santorso.
In manette anche il padre Enzo Caris di 56 anni. Vivevano nel campo nomadi prima di finire in cella per il furto in una baita di Nogarole. I due, a bordo di una utilitaria, grazie alla preziosa segnalazione di alcuni cittadini attenti, sono stati intercettati dai carabinieri che hanno fatto scattare l’arresto.
I loro nomi sono subito balzati alla mente degli investigatori. Cris Caris venne condannato a 4 mesi di reclusione per il furto di rame in casa Mattielli. Ma lui aveva denunciato Mattielli, che venne condannato ad un risarcimento nei suoi confronti di 135mila euro.
N.B. (Altovicentinonline)

lunedì 15 febbraio 2016

Veneto. Crollano i contratti a tempo indeterminato. Donazzan: “Il jobs act crea anomalie”


Nel giro di un mese, in Veneto i contratti a tempo indeterminato sono crollati del 64%. E se si paragonano al gennaio dello scorso anno, il crollo si assesta al 34%. Dati preoccupanti, che rispecchiano una situazione economica che non fa sperare nulla d buono.
Il dato arriva dal report mensile dell’Osservatorio & Ricerca di Veneto Lavoro sulle dinamiche contrattuali del mercato del lavoro regionale, istituito nel 2015 per iniziativa dell’assessore al lavoro Elena Donazzan con lo scopo di monitorare l’impatto delle novità normative, in particolare del Jobs Act, introdotte nel corso dell’anno.
“Un anno fa le statistiche evidenziavano un anomalo picco di assunzioni – ha commentato l’assessore Donazzan – infatti il 2015 si è chiuso con 23.766 assunzioni e 16.685 trasformazioni di contratto. Un vero e proprio boom, dettato dagli incentivi previsti fino al 31 dicembre 2015 (fino a 8.060 euro per tre anni), che hanno indotto gli imprenditori ad anticipare la stipula di rapporti di lavoro già programmati. Ora, per effetto della legge di stabilità 2016 che ha ridotto sia l’importo che la durata delle agevolazioni, prevedendo un massimo di 3.250 euro per due anni, il saldo positivo di nuovi contratti a tempo indeterminato si riduce a 1.226. Un risultato nettamente inferiore non solo in confronto a dicembre, ma anche rispetto agli stessi mesi degli anni precedenti”. A gennaio 2015 i posti in più erano stati 5.658, in linea con i 5.323 di gennaio 2014.
“Gli incentivi sono uno strumento utile ma determinano delle anomalie”, ha continuato Elena Donazzan che tuttavia invita ad attendere la fine del 2016 per valutare correttamente gli effetti del Jobs Act sul mercato del lavoro.
“Solo nel lungo periodo – ha rilevato l’assessore veneto – si potrà capire davvero se e in che modo gli incentivi introdotti con il Jobs Act possano aver influito sul mercato del lavoro regionale, contribuendo a far ripartire l’occupazione”. “Se gli incentivi possono essere attrattivi – conclude – è pur vero che la priorità per una lungimirante politica di sviluppo dell’economia deve essere incentrata su strumenti atti a rendere le nostre imprese più forti e competitive. A mio giudizio, la riduzione delle tasse e della burocrazia sono misure più efficaci degli incentivi per sostenere l’occupazione e la competitività delle imprese. In particolare per le imprese venete, che godono di un contesto economico regionale più solido di quello nazionale per propria capacità e per il supporto focalizzato delle politiche regionali”.
Altovicentinonline

In Veneto crescono del 22% le persone che non possono curarsi per disagio economico



Nelle sette province del Veneto sono oltre 45.000 le persone in stato di disagio economico e sociale che nel 2015 si sono rivolte ai 142 enti caritativi operativi sul territorio e convenzionati con la Fondazione Banco Farmaceutico onlus per avere medicinali che non possono permettersi. L’aumento rispetto allo scorso anno è del 22%.
La provincia in cui è stato maggiore l’aumento di assistiti è l’area metropolitana di Venezia, dove si è passati dai quasi 1.550 ai 4.300 del 2015. La conseguenza di questo forte aumento della povertà sanitaria è ben visibile nella crescita sensibile della richiesta di farmaci, che ha superato le 74.000 confezioni nel 2015 con una crescita di oltre il 15%. Fra le persone assistite nel 2015 in Veneto dagli enti convenzionati con il Banco Farmaceutico, il 39,7% sono donne, il 56,5% sono stranieri, il 18,7% sono minorenni e il 22% sono anziani.
I dati sono stati forniti dalla Regione Veneto.
Altovicentinonline.