martedì 29 novembre 2016

Vicenza. Profugo ruba bici e poi con gli amici accerchia la vittima

VICENZA. Prima si è visto portare via la bici poi, come se non bastasse, il ladro, spalleggiato dai suoi amici, lo ha pure minacciato. È accaduto sabato sera. La vittima, un ragazzo di 18 anni, ha raccontato alla polizia di aver lasciato la bicicletta in piazza Castello. Tornato dopo un po’ di tempo non l’ha più trovata: qualcuno aveva tranciato il lucchetto e se l’era portata via. Ha deciso di andare a controllare a Campo Marzo ed, effettivamente, l’ha subito trovata. Il nuovo “proprietario”, un ragazzo di colore, sosteneva di averla appena comprata per dieci euro. Era disposto a restituirla se gliene avesse dati venti. E quando il ragazzo gli ha risposto che non ci pensava proprio di pagare per la sua bicicletta si è visto accerchiato e minacciato dagli amici dello straniero, accorsi per spalleggiarlo. Non si è dato per vinto e, dopo un po’, è tornato con un amico ma anche questa volta gli è andata male: lo sconosciuto lo ha spinto con forza e se n’è andato via. Ha chiamato allora gli agenti delle volanti. I poliziotti hanno trovato il ragazzo: oltre alla bici rubata aveva in tasca una piccola quantità di marijuana e si è scoperto che si tratta di un nigeriano di 22 anni, richiedente asilo e che avrebbe dovuto essere a Cagliari. Nei suoi confronti è scattata la denuncia per ricettazione e per la detenzione di droga.
GdV 29.11.2016

Legge Madia, Luca Zaia replica al premier Matteo Renzi: "non abbiamo mai cercato la rissa"

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia replica al premier Matteo Renzi in merito alla sentenza della Corte Costituzionale sulla legge Madia. 
Una cosa sia chiara. Non abbiamo mai cercato la rissa, ma soltanto difendere l'autonomia della Regione. Se qualcuno cerca la rissa da noi non avrà grandi soddisfazioni. Temiamo peraltro che il Presidente del Consiglio sia stato male informato e che se la prenda con chi proprio non c'entra nulla. Vuole licenziare statali, dipendenti di Comuni, Province, Città metropolitane? La competenza è chiara e lo può fare senza chiedere il parere di Zaia o altri presidenti di Regione.
La nostra causa davanti alla Corte costituzionale è stata promossa dalla Regione Veneto per l’invasione delle competenze regionali assegnate alle Regioni, soprattutto riguardanti la sanità, che è appunto materia regionale.
Smettiamola quindi, caro Governo, di dire cose assolutamente false e strumentali sugli effetti della sentenza della Consulta. Non è vero che se un dipendente non timbra un cartellino per licenziarlo sia necessaria l’intesa con le Regioni. Su quello non c’è nessuna competenza regionale e quindi il Governo può fare tutto quello che vuole: licenziare, adeguare gli stipendi (del tutto impropriamente il ministro Madia ha detto che per fare gli adeguamenti adesso ci vorrà l’intesa) o quant'altro. Soltanto per i dipendenti regionali il Governo dovrà chiedere una intesa, che però, come ha precisato la Corte, è superabile se si va in stallo. La Corte, cioè, ha detto che il governo, se vuole intervenire su materie regionali, deve sentire seriamente le Regioni e non solo fare finta di farlo, come con il parere, ma poi può andare avanti comunque.
Il ricorso del Veneto riguardava infatti i dirigenti della sanità, che in base alla riforma Madia sarebbero stati nominati da una commissione nazionale che avrebbe imposto al presidente della Regione (e quindi a me) di scegliere da una rosa di tre nomi, dalla stessa selezionati, sulla base di un elenco nazionale, cui peraltro si accede prevalentemente per titoli e poco per esperienza professionale. Quindi alla Regione Veneto sarebbero potuti essere imposti (e il Presidente sarebbe stato costretto a nominarli) tre dirigenti magari provenienti da Regioni con una qual certa vocazione allo sfascio dei conti, dei bilanci, con attitudine allo spreco perenne. E questo, lo sostiene anche Renzi, è andare contro l'auspicata managerialità che si vorrebbe imporre alla Pubblica amministrazione. A un Governatore attento ai conti imponi il manager sprecone? Andiamo...
Imporre al Veneto, il cui sistema sanitario è una eccellenza mondiale una simile soluzione voleva dire distruggere il modello Veneto. La sfortuna di Renzi è che la causa l'ha proposta e vinta una Regione efficiente e non una Regione sprecona. Dispiace che il premier la butti sul personale. Un personaggio che è un suo grande sostenitore, l'ex Presidente della Repubblica Napolitano, disse: il federalismo è una vera assunzione di responsabilità. Lo lascio con questo pensiero. 
Da Vicenzapiù

lunedì 28 novembre 2016

Marano. Votare ‘no’ al referendum costituzionale. La politica regionale spiega il perché.




Si muove la politica regionale del Veneto per spiegare le motivazioni del ‘no’ al referendum costituzionale del 4 dicembre. Lunedì 28 novembre alle 20.30, all’auditorium comunale di Marano, le indicazioni per il voto arrivano da Venezia.
Elena Donazzan (assessore a Lavoro e Istruzione), Marino Finozzi, Antonio Guadagnini e Jacopo Berti, rispettivamente consiglieri regionali di Lega Nord, Siamo Veneto e Movimento 5 Stelle, affiancheranno il consigliere di Marano Vicentino Erik Umbero Pretto, responsabile provinciale del comitato ‘Donne e uomini liberi votano no’ per motivare i cittadini a mettere una crocetta sul simbolo del ‘no’ quando saranno all’urna a votare.
‘No alla riforma truffa’ è il titolo dell’incontro, organizzato dalla Circoscrizione 10 della Lega Nord in collaborazione con la Segreteria Provinciale Lega Nord di Vicenza. 
Da Altovicentinonline 28.11.2016

Marano Vicentino (VI). Le ragioni del NO al referendum costituzionale. NO alla riforma truffa

Invito all’incontro organizzato dalla Sezione di Marano Vicentino  in collaborazione con la Segreteria Provinciale Lega Nord Liga Veneta di Vicenza:  

referendum costituzionale NO alla riforma truffa”. Le ragioni del NO
 

lunedì 28 novembre 2016, alle ore 20,30
a Marano Vicentino (VI)
presso Auditorium Comunale Via Marconi

Parteciperanno in qualità di relatori:

Marino Finozzi            Consigliere Regionale Lega Nord
Elena Donazzan          Assessore Regionale
Antonio Guadagnini   Capogruppo in Cons.Reg.Siamo Veneto
Jacopo Berti               Capogruppo in Cons.Reg.Movimento 5 Stelle
Erik Umberto Pretto   Responsabile Provinciale Comitato per il NO

martedì 22 novembre 2016

Vicenza. Nigeriano spacciava droga ai ragazzini, davanti alle scuole. Scappa in Germania spacciandosi per profugo

VICENZA. Una latitanza in Germania durata mesi e che adesso è finita: nei suoi confronti era stato emesso un mandato di arresto europeo e ora lo attende il carcere. La polizia ha arrestato un nigeriano di 34 anni, Kelvin Osarobo, accusato di aver spacciato droga ai ragazzini, davanti alle scuole. Gli agenti avevano cercato di arrestarlo lo scorso 21 aprile, lui però aveva aggredito un poliziotto ed era riuscito a fuggire. Nella sua abitazione erano stato trovati un amico (finito in cella sempre per spaccio) e la moglie, che era stata denunciata. Dell'immigrato, invece, nessuna traccia. Erano scattate le indaginidella questura. Indagini che hanno portato fino in Baviera. Si era rifugiato in Germania, spacciandosi per profugo.
GdV 22.11.2016

giovedì 17 novembre 2016

Luca Zaia a Vicenza mercoledì 23 novembre 2016 per parlare del Veneto e le modifiche costituzionali



Mercoledì 23 novembre evento da non mancare !
il nostro Governatore Luca Zaia parlerà del Veneto e le modifiche costituzionali a Vicenza ridotto del Teatro Comunale alle ore 20,15, Viale Mazzini, 39

Evento organizzato dalla Sezione di Vicenza in collaborazione con il responsabile regionale del Comitato per il NO Paolo Franco e il responsabile provinciale del Comitato per il NO Erik Umberto Pretto.

Busin all’attacco di Renzi: ‘Manovra, misere astuzie elettorali’

“Un decreto fiscale sbagliato che nasconde misere astuzie elettorali opportunistiche e strumentali che pero’ non salveranno Renzi”. Lo ha detto il vicepresidente della Lega alla Camera Filippo Busin sottolineando che sono “illusioni pro referendum come la finta soppressione di Equitalia, mera operazione di facciata che lascia tutto inalterato, persino le modalita’ di riscossione. Male anche le norme volte a contrastare l’evasione dell’Iva – aggiunge – che produrranno piu’ danni che soluzioni. Nonostante infatti le aziende italiane abbiano gia’ il triste primato in Europa per numero di adempimenti burocratici legati al fisco, il governo ha pensato bene di introdurre anche la dichiarazione trimestrale di tutte le fatture. Alla faccia dell’annuncio renziano di mettere al centro le imprese”. Si tratta, denuncia Busin, di “un appesantimento che altro non fa che gravare ancor piu’ sulle aziende e sulla produttivita’.
Un provvedimento che soprattutto non elimina la componente piu’ vessatoria del nostro fisco: l’aggio, sul quale e’ palesemente prevalso l’interesse di incassare e non il principio di equita’. Uno scempio a cui si aggiungono le marchette elettorali del provvedimento come i 690 mln regalati alle regioni dove sembra prevalere il NO alla riforma costituzionale. In questo contesto – conclude – l’unica emergenza che sembra stare veramente a cuore al governo e’ l’accoglienza dei  profughi. 600 milioni per accogliere ma nulla per fermare questo flusso incontrollato”. (ANSA)