martedì 30 gennaio 2018

Quarto raid squadrista contro la Lega a Marano. Il paese è in mano ai violenti.

Ieri pomeriggio, lunedì 29 gennaio, si è registrato il quarto attacco alla bacheca della Lega di Marano, in poco più di una settimana. Compiuto, senza ombra di dubbio, dai soliti violenti che imperversano per il paese convinti di poterla fare franca all’infinito. Ancora una volta sotto il raggio della telecamera ad alta definizione, installata di recente all’esterno dell’edificio comunale, che ne ha registrato le azioni.
Fanno fermati e puniti gli autori di queste scorribande che hanno la finalità di colpire chi esprime democraticamente le proprie idee. Reati che tra l’altro sono compiuti contro una proprietà pubblica, visto che le bacheche sono del Comune di Marano Vicentino, e date in comodato d’uso a formazioni politiche ed associazioni. 
Oltre al furto ricordiamo, inoltre, che atti vandalici di questo tipo infrangono la legge sia dal punto di vista del Codice civile che penale, il quale, nell’articolo 294, recita: “Chiunque con violenza, minaccia o inganno impedisce in tutto o in parte l’esercizio di un diritto politico, ovvero determina taluno a esercitarlo in senso difforme dalla sua volontà (nel caso specifico la lacerazione dei manifesti ndr) è punito con la reclusione da uno a cinque anni”.
Sezione della Lega Nord – Liga Veneta di Marano Vicentino

sabato 27 gennaio 2018

Terzo manifesto strappato. Ora è sfida ma anche pericolosità sociale a Marano Vicentino.

 
Non c’è due senza tre. Così è stato strappato ed asportato dalla bacheca della Lega Nord di Marano il terzo manifesto in meno di una settimana. Questa volta il gesto è avvenuto in modo ancora più provocante perché compiuto in pieno giorno, sempre sotto le telecamere del municipio, a pochi metri di distanza dal luogo del fatto. 
Il manifesto era stato affisso nella serata di giovedì 25 ed è riuscito a resistere fino ad oggi. Questa volta i vandali hanno agito in un lasso di tempo che va dalle 10,00 di mattina fino alle 15,00 del pomeriggio, incuranti di chi li poteva vedere e con il massimo disprezzo verso la vigilanza pubblica installata nell’edificio comunale. 
Un nostro militante ha scoperto che il manifesto, dopo lo strappo, è stato gettato nel cestino dei rifiuti a fianco della vicina edicola, dove era appena stato sostituito il sacco, riuscendo a fotografare il tutto.  
Nel frattempo il segretario di sezione ha avvisato telefonicamente il comando della Polizia Urbana, che, come gestore dei controlli sulle registrazioni delle telecamere, provvederà al più presto alla visione dei filmati. Mentre una segnalazione via PEC è stata inoltrata al Comune di Marano.
Nella ricorrenza del Giorno della Memoria vedere tanto odio e sfrontatezza, da parte di questi personaggi della politica estremista, ci invita a combattere con tutte le nostre forze contro le loro intimidazioni. Ci fa anche riflettere sul livello di pericolosità sociale raggiunto da questi individui. Cosa sono in grado di fare ancora? Fin dove possono arrivare le loro azioni violente.   
Questa sera sarà ripristinata per la quarta volta questa settimana, l’ennesima affissione sulla nostra bacheca, ma non ci fermeremo certo qui. Se ci hanno lanciato una sfida la porteremo a termine, sicuri di vincere nel nome della legalità e della libertà di espressione.
Sezione della Lega Nord – Liga Veneta di Marano Vicentino

giovedì 25 gennaio 2018

Vicenzapiù. Attacchi ai manifesti della Lega Nord di Marano Vicentino


Due manifesti strappati e asportati dalla bacheca della Lega Nord di Marano in soli tre giorni. Il tutto sotto le telecamere del municipio, che dista solamente circa 20 metri in linea d'aria. Il primo nella notte tra domenica e lunedì 22 ed il secondo, solo qualche ora dopo essere stato affisso, nella tarda serata di martedì 23 gennaio. Un vero e proprio record di inizio d'anno per i soliti fanatici estremisti che, da diverso tempo, compiono indisturbati questi odiosi atti vandalici, all'interno del territorio comunale.
Il segretario di sezione ha già provveduto ad inoltrare la segnalazione al Comune di Marano perché si attivino i controlli sulle registrazioni delle telecamere, da parte della Polizia Urbana, sperando di riuscire, almeno questa volta, a scoprire il volto, o i volti, degli anonimi ladri.
Sono anni che subiamo il metodico ripetersi di questi episodi intimidatori e se questi violenti personaggi della politica estremista credono di farci paura si sbagliano di grosso. Questa sera sarà esposto, per la terza volta questa settimana, l'ennesimo manifesto sulla nostra bacheca e continueremo a farlo all'infinito.
Ma è chiaro che, se continueranno a ripetersi questi attentati al libero pensiero, ci attiveremo con i nostri militanti per sorvegliare direttamente la zona e contribuire ad assicurare alla giustizia i responsabili.
Sezione della Lega Nord - Liga Veneta di Marano Vicentino
Da Vicenzapiù del 25.01.2018

mercoledì 20 dicembre 2017

ARRIVANO I NUOVI SERVI DELLA GLEBA: IL RITORNO ALL’ETA’ FEUDALE

La Segreteria Provinciale Lega Nord – Liga Veneta di Vicenza ritiene surreale la vicenda che si sta consumando a Longare, con riferimento all’ipotesi di arrivo di 15 presunti profughi che si apprestano a soggiornare presso il complesso storico della pieve di San Mauro abate, ai piedi delle colline di Costozza, luogo incantevole che dovrebbe essere un volano per il turismo.

Per l’ennesima volta, la locale Amministrazione comunale è stata scavalcata da opinabili accordi stipulati fra la Prefettura ed i privati interessati a prendere parte all’appetitoso business della cosiddetta “accoglienza diffusa”, nonostante il crescente malcontento dei cittadini.

In questa circostanza, però, il fatto sembra ancora più grave: la proprietaria del complesso storico, la nobildonna Federica Thiene, ha dichiarato di aver preso precisi accordi con la cooperativa modenese L’Angolo, affinché sia avviato un “progetto di inserimento sociale attraverso l’insegnamento di un mestiere, che riporterà ad antico splendore un edificio storico”. La verità che si nasconde dietro questa elegante dichiarazione è però un’altra: l’intento da parte della proprietà è quello di formare nuovi “artigiani, falegnami, muratori e giardinieri”, che possano prendere parte alla ristrutturazione dello stesso complesso storico in cui soggiorneranno.

Ci troviamo innanzi ad un incredibile ritorno all’epoca feudale: il reclutamento di nuovi servitori, che lavoreranno in una nobile dimora in cambio di vitto e alloggio. Un perverso meccanismo di sfruttamento di manodopera non qualificata, che potenzialmente farà concorrenza sleale ai nostri lavoratori ed alle nostre imprese. Un’evoluzione del sistema di accoglienza, che sempre più diventa intreccio di affari e convenienze private, pagate però con i soldi pubblici.

Sarà quindi intenzione della Segreteria Provinciale della Lega Nord – Liga Veneta di Vicenza organizzare una manifestazione, invitando importanti personalità politiche, che sia di supporto ai cittadini di Longare nel difendere giustamente il territorio e la comunità in cui vivono da queste nuove speculazioni.

Erik Umberto Pretto – Segretario Provinciale Lega Nord Vicenza
Denis Frison – Segretario Circoscrizione 13 Lega Nord
Sergio Cisco – Segretario Sezione Longare
Sebastiano Busin – Responsabile Consulta “Sicurezza e Immigrazione”

domenica 22 ottobre 2017

In Veneto trionfa il ‘sì’: l’autonomia ottiene il 98%

Il 98% dei 2.328.949 veneti che hanno votato per il referendum sull’autonomia ha detto ‘Sì’.
Sì alla richiesta del governatore Luca Zaia di esprimersi favorevolmente, in modo che a Roma si sappia che la maggioranza dei cittadini della regione vuole vedere avviato un percorso che la porti in direzione di regioni come il Friuli Venezia Giulia o il Trentino Alto Adige.
“Vogliamo trattenere il 90% delle tasse nel nostro territorio”, ha commentato Zaia a caldo, subito dopo aver specificato che “questo dato è il nostro big bang”.
2.273.985 sono i ‘sì’ che hanno dato ragione al governatore, contro i 43.938 ‘no’ di coloro che non hanno voluto astenersi e si sono recati alle urne per esprimere la loro scelta.
“Noi chiediamo tutte le 23 materie, e i nove decimi delle tasse – ha sottolineato Zaia, confermando che già oggi avrebbe dato il via ufficiale al progetto -Incontreremo il presidente del consiglio Gentiloni appena saremo pronti. Nelle ultime 48 ore ci arrivavano le fatture dal ministero, ma è storia passata. Il Veneto è disponibile al dialogo col governo e a diventare laboratorio dell’autonomia”.
“Aperti al dialogo” è la risposta del governo.
A.B. (altovicentinonline.it)

Orgoglio Lombardo-Veneto: è il giorno del referendum

Oggi oltre undici milioni di elettori tra Lombardia e Veneto possono rivendicare al governo una maggiore autonomia e la possibilità di trattenere più risorse possibili sul territorio. Basta un sì. Si vota per il referendum consultivo dalle ore 7 alle 23, nella Regione governata da Roberto Maroni i cittadini chiamati alle urne sono 7,8 milioni, quasi il doppio del Veneto (4 milioni) dove il presidente Luca Zaia deve raggiungere il quorum, pari alla metà più uno degli aventi diritto. «Se non si raggiunge la soglia non mi dimetto» ha già avvertito Zaia. Non serve il 50% più uno in Lombardia e l'obiettivo che si è posto Maroni è di pareggiare almeno il referendum costituzionale sull'articolo V del 2001, quindi «un'affluenza del 34% sarebbe un successo» ha ammesso alla vigilia. In compenso l'ex ministro si è imbarcato nel primo test di voto elettronico in Italia, i lombardi andranno in cabina con i tablet (ce ne sono 24.700 suddivisi tra le 9.224 sezioni e rimarranno in dotazione alle scuole). Gli esperti assicurano che sono a prova di hacker anche se il Pd e la sinistra fino a ieri hanno sollevato dubbi sulla sicurezza e la tenuta del sistema. Oggi la prova sul campo.
«Volete voi che la Regione Lombardia in considerazione della sua specialità nel quadro dell'unità nazionale intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi è per gli effetti di cui all'articolo 116, terzo comma della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all'articolo richiamato» è il quesito a cui devono rispondere i lombardi. Più breve nella forma, ma è la stessa sostanza, quello del Veneto: «Vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?».
Si vota nella sezione indicata sulla tessera elettorale ma questa volta non è necessario portarla con sé, basta presentare agli scrutatori un documento di identità valido (dalla carta d'identità alla patente, passaporto, porto d'armi, libretto della pensione, tesserino di un ordine professionale).
Luca Zaia aprirà alle 7 il seggio di San Vendemiano, in provincia di Treviso, Maroni voterà intorno alle 11 nella sua Lozza, in provincia di Varese mentre il leader della Lega Matteo Salvini si presenterà quasi alla stessa ora al seggio di via Marinetti a Milano. E il segretario che sta costruendo un progetto di Lega nazionale, ben lontano dalla secessione promessa per anni dal senatur Umberto Bossi, anche nelle ultime ore di campagna elettorale si è trovato a frenare la spinta autonomista dei governatori lumbard. «Se passa il sì - ha precisato - comincia un percorso legittimo e costituzionalmente previsto. Non sarà come per Barcellona e Madrid dove si stanno scannando. Noi non vogliamo uscire da niente e da nessuno, è un referendum nell'ambito dell'unità nazionale che prevede che su alcune competenze (scuola, sanità, ricerca) la Regione Lombardia e il Veneto possano scegliere autonomamente». Maroni gli ha ricordato che «il nostro movimento si chiama Lega Nord e nell'articolo 1 dello Statuto c'è scritto che l'indipendenza della Padania è tra le finalità».
Da Il Giornale