venerdì 4 settembre 2015

Vicenza. Minaccia di morte una ragazzina. Profugo denunciato

VICENZA. Martedì sera l'aveva trovata in via Medici e l'aveva minacciata: "O mi dai i soldi o ti ammazzo". Il giorno dopo l'ha rivista al supermercato Prix di via Monte Asolone. Ma la ragazzina di 15 anni, sempre accompagnata dal fratellino più piccolo, ha avuto i riflessi pronti e si è rifugiata nella pizzeria di fronte, da dove ha avvertito i genitori e la polizia. Gli agenti della volante hanno così potuto denunciare l'uomo, un nigeriano del 1984 arrivato a metà luglio e residente all'Hotel Adele, per tentata rapina. L'hanno inoltre segnalato per farlo uscire dal programma di accoglienza. 
GdV 04.09.2015

Castelgomberto (VI). Fedeli e profughi. Dietrofront del parroco

CASTELGOMBERTO. Due ore e mezza infuocate. Due ore e mezza di discussione in chiesa, per dire «No ai profughi e no all’accoglienza in parrocchia».
Assemblea dai toni accesi, l’altra sera a Valle di Castelgomberto, sulla questione migranti. A far alzare il livello dei toni, in chiesa, è stata la proposta del parroco di ospitare in canonica una mezza dozzina di profughi, con la possibilità di arrivare a dieci.
L’ACCOGLIENZA. Apriti cielo: la serata organizzata con l’obiettivo di condividere la scelta operata dalla parrocchia si è rivelata un boomerang, al punto che il parroco si è trovato quasi obbligato a fare dietrofront (...)
Aristide Cariolato GdV 04.09.2015

giovedì 3 settembre 2015

Tornado Riviera del Brenta. Attivo numero solidale. Zaia fa appello a tutti i veneti

“Grazie a tutti, insieme ce la possiamo fare”. Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia esprime la sua gratitudine per l’attivazione, annunciata dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, su richiesta della Regione, del numero solidale 45500.
Il 45500 sarà attivo da domenica 6 settembre a martedì 15 settembre e consentirà di donare da tutta Italia 2 euro per contribuire, tra l’altro, alla ricostruzione della Riviera del Brenta, travolta da un tornado l’8 luglio scorso.
“Ringrazio – dice Zaia – il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile per la sinergia che è stato possibile attivare in fretta, gli operatori telefoni che vi aderiscono rendendo così possibili le donazioni, e tutti i media della carta stampata, della televisione e del web che partecipano a questa preziosa iniziativa di solidarietà. Invito tutti, Veneti e non Veneti, a manifestare concretamente la solidarietà a un territorio così gravemente ferito”.
“La Riviera del Brenta – ricorda il Governatore – è stata colpita da una tragedia di enormi dimensioni, con 100 milioni di danni, un centinaio di feriti e, purtroppo, anche una vittima. Dopo pochi minuti gli abitanti e gli operatori economici dell’area, i Sindaci, le pubbliche Istituzioni, ognuno per la propria parte si era già rimboccati le maniche per la ricostruzione, imbracciando pale e stanziando fondi. Ma l’entità dei danni è stratosferica: è per questo che il numero solidale 45500 è una fondamentale mano tesa verso chi soffre, non ha più una casa, non ha più la propria attività di lavoro”.

mercoledì 2 settembre 2015

Alto Vicentino. Scoperti 40 cani in un campo nomadi. Prigionieri in gabbie per conigli senza acqua nè cibo

Quello che le guardie zoofile hanno trovato avrebbe scioccato il più duro degli uomini. Scene raccapriccianti con quelle povere bestie sofferenti, che ora cercano famiglia. Decine di cani, tra cui cuccioli ancora da svezzare, ammassati come sardine in scatola. La terribile scoperta all’interno di un campo nomadi dell’Alto Vicentino, dove circa 40 cani vivevano in condizioni indescrivibili. Le foto, un pò forti per chi ama gli animali e ne verrà colpito, danno il senso di quanto scoperto dalle guardie e dai volontari dell’Enpa che domenica, hanno liberato 32 povere bestie, di ogni taglia, e le hanno ricoverate al canile municipale di Marano.

La missione degli infaticabili animalisti sarà adesso quella di curare i cani e farli adottare affinchè possano avere una vita con l’affetto e l’amore che meritano.
I fatti. La scoperta è nata da una segnalazione ricevuta da una responsabile della sezione Enpa Thiene Schio che, valutata l’emergenza della situazione, ha immediatamente allertato le guardie zoofile.
Le guardie, dopo indagini nel territorio nelle vicinanze del campo nomadi e dopo aver parlato con alcuni residenti, si sono recate nell’accampamento, dove erano parcheggiate due roulotte. ‘Quello che hanno trovato è stato a dir poco sconvolgente – spiega la presidente Enpa Fabiola Bertoldo –  Una quarantina di cani detenuti in gabbie per conigli, in condizioni igenico-sanitarie precarie, senza acqua e cibo, in spazi ristrettissimi ammassati uno sull’altro o legati con corte catene ad alberi circostanti.
Quello che ha colpito di più  è stata la situazione di quattro cani che erano immobilizzati in un unico groviglio di catene e stavano rischiando il soffocamento’.
‘Le guardie zoofile hanno immediatamente richiesto la collaborazione del servizio veterinario e 32 cani sono stati trasportati al canile sanitario.
Sono tutti cani di piccola taglia, cuccioli o giovani adulti, anche cagnoline in allattamento – conclude Fabiola Bertoldo –  Ora questi 32 cani cercano famiglia con urgenza, il canile è pieno e un numero così elevato è di difficile gestione.
I volontari di Enpa Thiene-Schio si stanno occupando di trovare famiglie adottanti, il lavoro sarà molto impegnativo’.
L’appello per l’adozione
‘Chi fosse interessato ad avere in casa uno di questi cani, che fanno bisogno di una famiglia pronta a volere loro bene, contatti Enpa Thiene-Schio 3491535722-3472796801 (al pomeriggio) oppure invii una mail all’indirizzo adozionienpathiene@libeo.it con i propri dati per essere contattato.

da Altovicentinonline




martedì 1 settembre 2015

Vicenza, il profugo senza identità colpisce ancora: ricoverato in psichiatria

Domenica in poche ore aveva collezionato due denunce scatenando un putiferio prima all'ospedale e poi all'Hotel Adele. A piede libero, lunedì ha preso di mira un bar e i suoi avventori. Il profugo è stato ricoverato in psichiatria.
E' arrivato sabato notte ma in poco più di due giorni ha già collezionato quattro denunce. Non si sa ancora nulla del passato del profugo ricoverato forzatamente nel reparto di psichiatria all'ospedale San Bortolo da lunedì sera. 
Domenica urlando: "In Italia non ci voglio stare" aveva danneggiato la stanza dell'albergo dove era stato alloggiato, minacciato con una spranga il personale, e danneggiato due motorini nel parcheggio dell'ospedale. Nonostante le denunce, però, la sua espulsione non era stata possibile. Il richiedente asilo, infatti, potrebbe provenire dal Chad, stato troppo politicamente instabile che non riaccoglie i suoi profughi. 
Per questo dopo essere stato in questura più volte, l'uomo era tornato a piede libero, ance se clandestino e senza possibilità di rientrare nel programma dei richiedenti asilo. Lunedì matina è tornato a sfogare in pubblico la sua rabbia. Questa ad essere preso di mira è stato un bar di viale Trento. Per bene due volte,in ore diverse del pomeriggio, il profugo è entrato dentro il locale creando un putiferio. Visibilmente in stato di alterazione, l'uomo rubava i bicchieri e le tazze dei clienti mentre erano ancora seduti ai tavoli, agguantava tutte le bustine di zucchero per mangiarlo avidamente, e infastidiva personale e avventori con urla ed imprecazioni.
Sul posto sono intervenuti gli uomini delle volanti che dop aver espletato le osservazioni di rito, lo hanno fatto ricoverare in psichiatria. A breve, però, potrebbe tornare in strada. 
da Vicenza Today

Immigrati al De Lellis, Lega Nord: pronti ad occupare l’ex ospedale e la Prefettura

“L’ex ospedale De Lellis di Schio non diventerà mai un campo profughi o un rifugio per clandestini. Il Prefetto di Vicenza, o chi per lui ha individuato questa assurda soluzione, sta compiendo un gravissimo errore e non si rende conto che sta soffiando sul fuoco dell’esasperazione della nostra gente: il Veneto e il Vicentino hanno già dato e, come insegna il recente caso di Quinto di Treviso, siamo pronti alla ribellione per difendere il nostro territorio e i diritti dei nostri cittadini.
I clandestini nell’ex ospedale di Schio non ci devono venire”.
Lo dichiara l’europarlamentare vicentina della Lega Nord, Mara Bizzotto, sulla proposta del Prefetto di Vicenza Eugenio Soldà di utilizzare l’ex Ospedale di Schio (VI) per creare il centro di accoglienza per i profughi.  
“Ci stiamo già organizzando per occupare le strutture dell’ex ospedale di Schio e per impedire che la folle idea del Prefetto si realizzi – spiega l’eurodeputata Bizzotto – E se questo non bastasse, occuperemo anche la Prefettura di Vicenza: del resto, come ha giustamente rimarcato il nostro leader Matteo Salvini annunciando l’occupazione delle Prefetture di Brescia e Bergamo, se i nostri territori sono invasi dai clandestini la colpa è soprattutto delle Prefetture che si sono trasformate in vere e proprie agenzie turistiche per immigrati a cui trovano vitto e alloggio a spese nostre. Il Prefetto di Vicenza si porti i clandestini nei suoi eleganti uffici in Prefettura!”
“La scandalosa proposta del Prefetto sull’ex ospedale di Schio dimostra, ancora una volta, la   dissennata gestione dell’emergenza immigrazione da parte del Governo Renzi – Alfano che sta riempiendo i nostri territori di migliaia di clandestini dall’identità sconosciuta, che non sono profughi e che si macchiano pure di tremendi reati” – conclude l’europarlamentare leghista Mara Bizzotto. 
Nota dell'on. Mara Bizzotto, Parlamentare Europeo Lega Nord

Schio. Profughi al De Lellis. La rabbia di Orsi. “Siamo pronti ad alzare un muro”

La notizia che l’ex ospedale De Lellis di Schio diventerà un centro di smistamento per i profughi ha scatenato la rabbia del Sindaco Valter Orsi.
“Siamo pronti ad alzare un muro – ha commentato – perché non è ammissibile che ci cadano dall’alto decisioni di questo tipo e noi, amministratori e portavoce dei cittadini, non possiamo fare nulla per impedire queste scelte scellerate”.
In merito all’emergenza profughi e al numero di migranti che si sarebbe riversato nell’Alto Vicentino, solo un paio di settimane fa il Prefetto Eugenio Soldà aveva annunciato un ‘autunno di fuoco’. E così sembra sia.
Non si sa ancora quanti saranno esattamente gli extracomunitari che troveranno alloggio nell’immobile di proprietà dell’Ulss4, quel che è certo è che arriveranno a breve.
E a questo punto, il tentato accordo tra i 32 Sindaci dell’Ulss 4 e il Prefetto, che pareva disposto a firmare un documento di accoglienza diffusa in cui ogni Comune avrebbe accolto al massimo 2 profughi ogni mille abitanti, svanisce come una bolla di sapone.
Ce l’avevano messa tutta i Sindaci per trovare un accordo con il Prefetto (rappresentate diretto dello Stato nel territorio) per porre dei limiti ai numeri di profughi da ospitare nel territorio. E volevano a tutti i coti creare un’accoglienza diffusa (4 o 5 persone in piccoli alloggi), in modo da tenerli sotto controllo e farli integrare piano piano nelle abitudini locali.
“Se il De Lellis diventerà un centro di smistamento è chiaro che il nostro tentativo di conciliazione non ha più nessun senso – ha sottolineato Orsi amareggiato – Domani andrò a Vicenza a incontrare il Prefetto per la terza volta, ma sono deluso perché ogni volta mi ha fatto promesse che poi sono state smentite con i fatti. Non è giusto – ha continuato – che i cittadini debbano subire un affronto di questo tipo dopo che da mesi chiedono di mettere un freno a quest’accoglienza dissennata. La popolazione viene presa in giro e con i fatti chi governa dimostra che i cittadini non hanno diritto di essere ascoltati. Da parte nostra, come amministrazione, faremo di tutto per dire no a questa decisione. E ritengo – ha concluso – che visto come stanno andando le cose, sia arrivato il momento che anche la popolazione cominci a farsi sentire”.
Anna Bianchini (Altovicentinonline)