sabato 31 dicembre 2016

Che squallore Obama! Ora capite che uomo è

Eh sì, ora potete verificare di persona che tipo di persona sia Barack Obama. E soprattutto potete rendervi conto di quanto importante e destabilizzante sia stata la vittoria di Trump, che ha posto fine a un lunghissimo periodo di potere esercitato da un gruppo élitario – neoconservatore ma non solo – che, ha dominato Washington, rovinando sia gli Usa sia il mondo.
Circa tre settimane fa in un’intervista al blog di Beppe Grillo affermavo che l’establishment di Obama, che riva le sue radici strategiche e ideologiche nell’amministrazione Bush, avrebbe fatto di tutto per mettere in difficoltà o addirittura impedire l’elezione di Trump.
Avete visto cos’è successo negli Stati Uniti: manifestazioni di piazza, riconteggio dei voti in alcuni Stati, pressioni senza precedenti sui Grandi Elettori affinché rinnegassero il voto popolare. Tutto inutile, per fortuna. Per fermare Trump restano solo due modi: un colpo di stato parlamentare o l’eliminazione fisica. Entrambi non ipotizzabili, al momento.
La reazione scomposta di Obama in questi giorni, però, non rivela solo la stizza di un presidente uscente e la scarsa caratura di un uomo ampiamente sopravvalutato, evidenzia soprattutto la frustrazione di un clan che vede svanire il perseguimento dei propri obiettivi strategici. Infatti: gli Usa hanno perso la guerra in Siria, combattuta la fianco dei peggiori gruppi fondamentalisti.
Nessun rappresentante dell’establishment uscente è stato eletto nei posti chiave dell’Amministrazione Trump.
La globalizzazione e il continuo smantellamento delle sovranità nazionali non sono più garantite, anzi rischiano di essere fermate da Trump che crede nei valori e negli interessi nazionali.
L’obiettivo di conquistare il controllo dell’Eurasia, facendo cadere Putin, sostituendolo con un presidente filomaericano, è fallito; Putin oggi è più forte che mai.
Persino Israele, che si è subito allineata a Trump, è diventata ostile. Il via libera alla Risoluzione Onu rappresenta un’inversione a “U” clamorosa e dai chiari intenti punitivi.
Le ultime decisioni dell’Amministrazione Obama segnalano il tentativo di far deragliare il nuovo corso di Trump o perlomeno di metterlo in fortissima difficoltà sia con Israele, sia, soprattutto, con la Russia. La speranza segreta della Casa Bianca era che Putin potesse cedere a una reazione impulsiva, tale da mettere davvero in imbarazzo Trump. E invece il presidente russo ha tenuto i nervi a posto. Anzi ha dato a Obama l’ennesima lezione di stile, rifiutandosi di espellere a propria volta 35 diplomatici americani. Le nuove sanzioni e l’espulsione di 35 diplomatici russi sono comunque un colpo basso, tale da provocare tensioni con il Congresso, ma non così gravi da far desistere Trump dall’avviare un nuovo corso con Putin.
Quanto alle accuse di ingerenze russe nel voto americano sono risibili, pretestuose, come spiego nella breve intervista al blog di Beppe Grillo.
Quel che conta, alla fine di un incredibile 2016, è la sostanza. Ovvero: il clan che ha governato l’America per almeno 16 anni lascia per la prima volta il potere. E chi si è opposto, dentro e fuori gli Usa, a politiche egemoniche autenticamente neoimperiali trova motivi di speranza.
Ed è un’ottima notizia per il mondo.
Auguri a tutti. 
MarcelloFoa (Il Giornale)

Vicenza. Nomadi, solo una famiglia su 37 paga il canone


VICENZA. Dopo le bollette il canone. Non si può dire che le aspettative di palazzo Trissino siano andate a buon fine. Solo una famiglia sulle 37 residenti all’interno dei campo nomadi di viale Cricoli e Diaz ha infatti versato la prima rata del canone per il mantenimento della piazzola introdotto dalla giunta a inizio anno. La conferma arriva direttamente dal Comune che spiega come «dalle verifiche contabili risulta che solo un concessionario dei 37 totali (28 concessioni al Cricoli e 9 al Diaz) ha pagato la prima rata entro la scadenza di novembre»; vale a dire 50 euro rispetto ai 100 annuali. L’amministrazione ha inoltre aggiunto che «nei primi giorni di gennaio saranno inviate dal Comune ai concessionari le lettere di sollecito per il versamento della prima rata
Nicola Negrin GdV 31.12.2016

giovedì 29 dicembre 2016

Marano, quale futuro per il park a piazza Silva?

La scorsa settimana il Comune di Marano Vicentino aveva dato notizia della restituzione ai privati dell’area sterrata a lato di piazza Silva. Si tratta di un parcheggio sterrato che per un decennio è stato usato come parcheggio pubblico provvisorio, secondo quanto previsto dal Piano urbanistico, ma che sarà restituito ai proprietari, come da loro insindacabile richiesta.
“Nel 2004 – spiega una nota del comune che ripercorre in sintesi la vicenda – i proprietari acconsentirono ad aprire l’area e ad usarla come parcheggio pubblico, dato che quella sarebbe stata la futura destinazione prevista dal piano di recupero. Nel 2015 hanno poi voluto indietro l’area, chiedendo al Comune anche il pagamento di un affitto, impossibile da pagare da parte dell’amministrazione secondo la legge finanziaria, che blocca la possibilità degli enti locali di prendere in affitto immobili”.
“L’area quindi ritorna a pieno titolo alla proprietà che ne ha fatta esplicita richiesta. Un eventuale e futuro utilizzo dell’area a uso parcheggio, così come previsto dal vigente Piano urbanistico, sarebbe praticabile solo tramite una remota possibilità di esproprio. In ogni caso, l’amministrazione ha in programma di incontrare di nuovo la proprietà, per verificare la possibilità di una mediazione tra i bisogni dei proprietari dell’area e del Comune”.
In questi giorni sulla vicenda è intervenuto Erik Umberto Pretto, capogruppo consiliare “Noi di Marano”, presentando un’interrogazione. “Considerato – ha spiegato Pretto – che è stato chiuso, all’improvviso e senza un congruo preavviso, il parcheggio sterrato posto a lato di piazza Silva, e ritenuta questa area di strategica importanza per le necessità dei cittadini maranesi che, soprattutto nel giorno di mercato, vi parcheggiavano le automobili, chiediamo che al consiglio comunale vengano illustrati alcuni punti”.
“In particolare – ha proseguito – i termini dell’accordo siglato nel 2004 fra la proprietà dell’area ed il Comune, la destinazione urbanistica dell’area secondo il Pat ed eventuali altri appositi strumenti vigenti, i motivi concreti che hanno spinto la proprietà a chiederne la restituzione. E ancora, quali siano state le richieste avanzate dalla proprietà al Comune per la prosecuzione dell’uso pubblico del bene, come l’amministrazione comunale intenda ovviare al disagio improvvisamente arrecato alla cittadinanza e, infine, quale sia lo stato di fatto del piano di recupero all’interno del quale l’area in oggetto sarebbe stata definitivamente adibita a parcheggio pubblico”. 
Ilaria Martini (Vicenza Report 29 dicembre 2016)

Discorso di fine anno di Mattarella, Mara Bizzotto: non è il mio presidente!

"Mattarella non è il mio Presidente! Non ascoltiamo il discorso di fine anno di un Presidente della Repubblica che non ci rappresenta e che, con Gentiloni, ha appena nominato l'ennesimo Governo abusivo mai eletto dal popolo italiano". Lo dichiara in una nota che pubblichiamo l'europarlamentare della Lega Nord Mara Bizzotto che lancia la campagna di fine anno per boicottare il discorso del 31 dicembre del Capo dello Stato Sergio Mattarella. "Non esiste un solo valido motivo per ascoltare le chiacchiere a rete unificate di Mattarella - dichiara l'eurodeputata Bizzotto- Siamo stanchi di sentire la solita aria fritta di chi, dimostrando totale disinteresse per la volontà popolare, ha dato il via libera al quarto Presidente del Consiglio consecutivo non eletto dai cittadini. Cosa potrà mai insegnarci di buono a fine anno il cattocomunista Mattarella che, in combutta con Renzi, Napolitano e il PD, ha appena varato un Governo che rappresenta l'ennesimo furto di democrazia ai danni dei nostri cittadini?"
"Mattarella ha tutto il diritto di dire e fare ciò che vuole, e purtroppo lo sta dimostrando proprio in questi giorni con un Governo, quello ‘Gentiloni-Renziloni', assolutamente scandaloso, pieno zeppo di personaggi impresentabili sonoramente bocciati dal voto degli italiani al referendum del 4 dicembre - spiega l'europarlamentare Bizzotto- E noi abbiamo il sacrosanto diritto di non ascoltarlo, di dissentire dalle sue azioni e dalle sue prediche, e di non sentirci rappresentati da un Presidente sempre più distante dalla volontà e dai bisogni reali dei cittadini e del Paese".
"E poi il Presidente degli italiani dovrebbe pensare a tutelare gli italiani: Mattarella invece, ha occhi e orecchie solo per gli immigrati, meglio se clandestini - continua l'on. Bizzotto - Fiumi di parole e di pelosa retorica per extracomunitari e clandestini, silenzio totale per milioni di italiani poveri e disoccupati, per gli esodati, per i nostri imprenditori che si suicidano per colpa della crisi. E questo sarebbe il Presidente degli italiani?"
"Basta quindi con il predicozzo di fine anno di chi, al pari del suo predecessore Napolitano, è da annoverare politicamente tra i responsabili della deriva del nostro Paese - conclude l'europarlamentare Mara Bizzotto - La sera del 31 dicembre spegniamo la televisione e dedichiamoci a qualcosa di meglio del cattocomunista Mattarella".
 Vicenzapiù

sabato 24 dicembre 2016

Da Vicenza a tutti un augurio di Buon Natale


Assicurazione obbligatoria per i clandestini pagata dagli italiani? Bizzotto (Ln): «Assurdo assicurare i migranti»

Bizzotto (Ln): «Assurdo assicurare i migranti» 
«Assicurazione obbligatoria per i clandestini presunti profughi pagata dagli italiani per risarcire i danni causati dagli immigrati? Sarebbe ennesima grave ingiustizia contro i nostri cittadini». Non usa mezze parole l'europarlamentare della Lega Nord Mara Bizzotto commentando così l'ipotesi emersa nei giorni scorsi proprio nella città del Palladio.«Per quale assurdo motivo i nostri cittadini, che già sono tartassati di tasse da uno Stato che funziona poco e male e che già subiscono i pesanti costi sociali ed economici di questa immigrazione fuori controllo, dovrebbero pagare di tasca propria anche un'assicurazione a questi immigrati? - si chiede l'europarlamentare -. Ma si è mai visto in nessuna parte del mondo che chi causa un danno non paghi e che siano invece le vittime a risarcire se stesse pagando un'assicurazione a chi i danni li crea? Il nostro Paese è scivolato ben oltre i limiti del ridicolo».«A questi presunti profughi, a cui viene regalata anche la carta d'identità senza sapere neppure chi sono veramente - continua - già paghiamo vitto, alloggio e servizi vari per svariati anni, senza contare i disagi e i problemi di sicurezza e ordine pubblico che creano nel territorio e che sono sempre a carico di noi contribuenti».
GdV

Nessuno paga per i danni dei migranti. Se i soldi non ci sono? «Pazienza»

La legge impone a chi ferisce qualcuno o danneggia qualcosa di rimborsare personalmente. Se i soldi non ci sono? «Pazienza». 
Migranti o non migranti la legge parla chiaro. Chi causa un danno risponde personalmente con il proprio patrimonio. È una questione che appartiene alla sfera del diritto civile. Stop. D'altra parte, affermano gli addetti ai lavori, ci sono molti italiani che pur ritenuti responsabili non risarciscono il danno perché privi di mezzi economici o patrimoniali. La domanda, sollevata in questi giorni da alcuni lettori che raccontano di aver vissuto l'esperienza in prima persona, è semplice. Premesso che notoriamente sembrano non avere un euro in tasca, chi paga per i richiedenti asilo che, anche fosse in maniera colposa, provocano danni a terzi? E se, per superare il problema, un domani il governo creasse una copertura assicurativa per i migranti a carico dei contribuenti? LA NORMATIVA. Le risposte necessitano un passo indietro. La norma di riferimento che, come un ombrello copre tutte le fattispecie, è l'art. 2043 del codice civile. E il parere degli addetti ai lavori, come detto, è unanime perché lo stesso riferimento difficilmente lascia spazio a scappatoie. Il comandante della polizia locale del capoluogo berico Cristiano Rosini sostiene che «il perno della questione non è nell'essere o non essere profugo, perché in materia civilistica i codici sono sufficientemente esaustivi e non discriminano». Insomma, a fin dei conti se il portafogli è vuoto inutile insistere. «Se però - continua l'ufficiale - il migrante al momento dell'incidente viaggiasse per conto della cooperativa che lo ospita o per un ipotetico datore di lavoro potrebbero essere proprio questi ultimi a essere chiamati a rispondere dei danni». TRA TEORIA E PRATICA. «In linea teorica - afferma l'avvocato Daniele Accebbi - chi ha ricevuto un danno da un migrante potrebbe chiedersi: "Posso rivalermi sullo Stato?". In fin dei conti, si potrebbe imputare la presenza dell'irregolare in Italia alla disattenzione dello Stato». In realtà, continua il legale esperto in materia di infortunistica, «il collegamento, il nesso di causalità è così lontano da rendere il ragionamento troppo sofisticato». E perciò inutile nelle aule di tribunale. E allora la riflessione proposta sposta la prospettiva, iniziando proprio dall'indossare i panni di chi, il danno, lo ha subito. «Di fronte all'impossibilità di essere risarciti, indipendentemente dal fatto che chi causa il danno sia migrante o meno - spiega - la ricetta è una sola: rassegnarsi. Semmai dovrebbe intervenire il legislatore». L'ASSICURAZIONE. Già, ma in che modo il legislatore potrebbe intervenire? La risposta dell'avvocato è immediata. «Creare un'assicurazione obbligatoria per i richiedenti asilo a carico dei contribuenti», afferma. Anche in questo caso il ragionamento dell'avvocato sembra essere, almeno dal suo punto di vista, lapalissiano. Dice: «Se in qualche modo finanziamo con le nostre imposte i 20 miliardi che servono per salvare alcune banche, perché non farlo anche per creare una copertura assicurativa per queste persone? Perché poi, uno alla fine se lo chiede, perché dovrei pagare per tamponare gli incauti investimenti di alcuni?». Tra molti "perché", un'ultima considerazione: «Non possiamo illuderci di fermare il fenomeno migratorio. Se perdessimo anche il valore della mutua solidarietà che giustificherebbe un'assicurazione, le cose potrebbero essere peggio di quanto già non sono».
Federico Murzio (GdV)