martedì 5 agosto 2014

Patto di stabilità, Ciambetti: nessun vincolo deve esistere per sicurezza territorio

Regione Veneto - “Non si può annegare per il Patto di stabilità”: l’assessore veneto al bilancio e agli Enti locali, Roberto Ciambetti, a margine dei lavori della Conferenza delle Regioni a Roma,  dà pienamente ragione al presidente Luca Zaia che ha chiesto di escludere dal Patto di stabilità le spese sostenute per la messa in sicurezza del suolo e per la salvaguardia dal rischio idrogeologico.
“Zaia ha ragione – spiega Ciambetti –, avere i soldi e non poterli spendere è una follia, a maggior ragione se muoiono delle persone. Stando ai dati Bankitalia, la Pubblica amministrazione italiana spende complessivamente in Veneto il 15,21 per cento in meno della media nazionale e siamo la Regione dove lo Stato spende meno in assoluto. A causa del tetto obiettivo di spesa del Patto di Stabilità, fissato dal governo e votato dal Parlamento, la Regione del Veneto può spendere per cittadino solo 312 euro. Se riuscissimo a escludere dal Patto di Stabilità le somme per la sicurezza ambientale e la mitigazione dei rischi idrogeologici e magari, come suggerisce il presidente Zaia, garantire corsie preferenziali a chi ha lavori immediatamente cantierabili, nel volgere di pochi anni potremmo dare inizio a una svolta epocale. Anche solo assicurando al Veneto un tetto di Patto pari alla media nazionale, potremmo da subito mettere in circuito 760 milioni di euro che abbiamo bloccati”.
“Ho ritrovato la mia prima dichiarazione in cui chiedo da assessore regionale al bilancio la revisione del Patto di stabilità – ricorda Ciambetti, che ben conosce anche dal punto di vista professionale i temi della Protezione civile –: era il 5 luglio del 2010 e da allora ho sempre sollevato il problema della necessità di una svolta anche finanziaria per  mitigare i rischi ambientali in tutte le sedi. Ho scritto al presidente della Repubblica, ho informato i primi ministri e i ministri dell’economia, ho scritto anche ai Commissari per la spending review. Ho sempre sostenuto con tutti la necessità di togliere dal Patto di Stabilità le spese sostenute per la messa in sicurezza ambientale: in una Regione che è contribuente netta sia dello Stato che dell’Unione Europea, è troppo chiedere un tetto di spesa medio pari a quello delle altre Regioni per interventi che mitighino i rischi idrogeologici?”

Ebola: Lega Nord deposita una richiesta per controllare i migranti

La Lega Nord ha presentato un'interrogazione per sapere quali iniziative la Regione Lombardia ha adottato in merito alla diffusione dell'epidemia Ebola, che in pochi mesi ha contagiato l'intera Africa e ora si teme l'esportazione in giro per il mondo per mezzo dei migranti, ma anche degli alimentari.
Le misure della Lega - Il capogruppo del Carrocio Fabio Rolfi ha depositato un'interrogazione nel Consiglio regionale all'assessore lombardo alla Salute, Mario Mantovani, e a nome di Lega Nord ha spiegato che: "L'obiettivo è di istituire una quarantena preventiva per i clandestini in arrivo. Alcuni stati europei hanno aumentato le misure di sicurezza. Riteniamo che le medesime procedure debbano essere adottate anche in Lombardia. In particolare se pensiamo che l'invasione di immigrati che sta subendo l'Italia a causa della scellerata operazione di raccolta in mare denominata 'Mare Nostrum', ha come destinazione ultima, nella gran parte dei casi, proprio la nostra Regione".
Selvaggina di sottobanco a Londra - La preoccupazione di Lega Nord su questa faccenda è aumentata da quando hanno iniziato a giungere notizie sull'individuazione di carne africana venduta sottobanco a Londra e potenzialmente contagiosa. A rivelarlo è stato il Daily Telegraph, che ha condotto un'inchiesta speciale sul commercio illegale di carne di scimmia, gorilla, antilope e roditori vari che popolano le savane africane. Charles Campion, esperto di alimentazione contattato dal Telegraph, malgrado questo ha calmato le acque: "Certo, questa carne viene affumicata in modo non igienico ed e' di dubbia provenienza. Ma per ora non si è trovata alcuna traccia di Ebola" c'è tanta paura e preoccupazione.
Da Libero Quotidiano

Moschea a Vicenza. Celebron (Ln): "Esiste ancora una maggioranza?"

A chiederlo è il segretario cittadino della Lega Nord Matteo Celebron, in merito alla dura presa di posizione del Partito Democratico contro il Sindaco Variati sul caso moschea. «Le uscite di questi giorni - afferma il segretario leghista - hanno portato alla luce del sole le fratture interne alla maggioranza che governa Vicenza, rimettendo così in discussione la leadership di Variati, anche in vista delle prossime elezioni provinciali». «In merito al caso moschea - continua il segretario leghista - la nostra posizione non può che essere in linea con quando affermato dal governatore Zaia, che ha tutto il diritto di intervenire su un tema quando mai attuale, replicando così a quanto dichiarato da un esponente della giunta Variati il 30 luglio scorso sul Giornale di Vicenza». «In merito alle dichiarazioni di Poletto - evidenzia Celebron - ci tengo a precisare che sì la Costituzione tutela la libertà religiosa, ma non quella islamica. Questo lo si evince proprio dall’articolo 8 della Carta Costituzionale quando si afferma che ‘I rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze’. Ad oggi l’Islam in Italia non ha raggiunto alcun tipo di accordo con lo Stato, proprio perché al loro interno non sono in grado di riconoscere un referente unico universale che li rappresenti. Questo lo si può verificare anche dall’intervista rilasciata da Abd al-Ahad al Giornale di Vicenza il 30 luglio scorso quando afferma che ‘…Nonostante molti tentativi manca ancora una legge che definisca i rapporti tra Stato e comunità islamiche’ ».
«Politicamente - conclude il segretario cittadino - va fatta una seria riflessione sull’Islam, che oggi più che mai non è solo una confessione religiosa ma soprattutto politica. Mi piacerebbe sapere come la pensano gli esponenti democratici sulla pena di morte, sull’amputazione della mano per i ladri, sulla lapidazione delle donne sposate che commettono adulterio e sul matrimonio poligamico, principi sacrosanti per molte comunità islamiche».

GdV 05.08.2014

lunedì 4 agosto 2014

Cancellati sconti benzina nel Veneto? La Lega: responsabilità di Pd e Fi

"La responsabilità della cancellazione degli sconti benzina per i veneti è di Forza Italia, che ha presentato l'emendamento, e di tutti i partiti della maggioranza che lo hanno sostenuto. Nelle commissioni riunite Ambiente e Attività produttive del Senato la Lega Nord si è opposta con i suoi senatori alla cancellazione. L'emendamento presentato da un senatore leccese di FI è il tipico esempio di scambio clientelare a danno dei veneti tra il governo e la finta opposizione che gli fa da stampella.
Ridicole sono poi le strumentalizzazioni di qualche parlamentare veneto del Pd che ha il coraggio di gridare allo scandalo quando è proprio il suo partito ad essere al governo e alla luce di questo vergognoso provvedimento cerca di scaricare su altri la responsabilità che è imputabile proprio al Pd. Il decreto non è ancora in vigore, e i parlamentari della Lega Nord faranno di tutto in ogni sede per ripristinare il giusto diritto che spetta ai veneti".

Lo scrivono in una nota congiunta i senatori veneti della Lega Nord, Emanuela Munerato, Raffaela Bellot, Patrizia Bisinella, Erika Stefani, Paolo Tosato e i deputati veneti Matteo Bragantini, Filippo Busin, Roberto Caon, Marco Marcolin ed Emanuele Prataviera.

DL competitività, Busin: da Forza Italia un furto al Veneto


Basta un "codicillo" come quello contenuto nell’emendamento del senatore Francesco Bruni, leccese di Forza Italia, un partito che in teoria dovrebbe essere all'opposizione, che recita: Art. 30-bis. «All’articolo 45, comma 2, della legge 23 luglio 2009 n. 99, sopprimere le parole: “nonché dalle attività di rigassificazione anche attraverso impianti fissi offshore”; per mandare in fumo 30 milioni di euro all'anno dovuti al Veneto.
Un bonus dovuto alla Regione per la presenza del rigassificatore di Porto Viro, unica alternativa ai gasdotti per soddisfare il fabbisogno dell'intero Paese di gas naturale, e limitare la totale dipendenza dalle forniture provenienti dalla Libia e dall'Ucraina, oggi più che mai a rischio.
Da ricordare anche che il governatore Luca Zaia ha fatto ricorso al Consiglio di Stato contro il Governo in merito a tale bonus riportando una piena vittoria.
Da notare che tale emendamento è stato presentato da un Senatore pugliese, Francesco Bruni residente a Otranto in provincia di Lecce, giusto appunto la Regione che non ha voluto l'impianto di rigassificazione nel proprio mare per l'impatto ambientale negativo che avrebbe comportato. Quindi implicitamente ammette l'impatto ambientale ma nega che al Veneto, in conseguenza di questo, spettino delle compensazioni! Il massimo dell'incoerenza, un esempio lampante di voto clientelare.
La Lega si impegnerà a far fronte a questa porcheria della maggioranza e di Forza Italia con tutti i mezzi a sua disposizione compreso il blocco dei lavori in Aula.
Filippo Busin, capogruppo della Lega Nord in commissione Finanze

domenica 3 agosto 2014

Matteo Renzi dà la mancia anche ai detenuti

Arriva il risarcimento di 8 euro per i carcerati. Insorge la Lega: "Indulto mascherato".
Roma - Otto euro di risarcimento per ogni giorno trascorso in carcere in «condizioni disumane». Con il voto di fiducia (il numero 17) il Senato converte in legge il decreto sul sistema penitenziario che, oltre agli indennizzi per i detenuti, contiene una stretta sulle misure cautelari, un aumento del numero di magistrati di sorveglianza e agenti penitenziari, interventi che riguardano il settore minorile.
Il testo, già approvato dalla Camera, completa il pacchetto di norme per affrontare il sovraffollamento delle celle, che ha portato alla condanna dell'Italia da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo, con la sentenza «Torreggiani».
Il governo tira un sospiro di sollievo dopo i162 sì a palazzo Madama (39 no ed un astenuto) e il ministro della Giustizia Andrea Orlando invita a riflettere su quanto avrebbe pesato per il nostro Paese una nuova condanna per violazione dei diritti umani, proprio quando si apriva il semestre di turno di presidenza dell'Ue.
Ma le polemiche non mancano, anche per il nuovo ricorso al voto di fiducia. La Lega che accusa l'esecutivo di stare «dalla parte di Caino», il M5S vede nel decreto solo un «indulto mascherato» e anche qualcuno del Pd parlano di norma «perfettibile», di migliori soluzioni da trovare nell'ambito di quella «riforma organica della giustizia» di cui parla Orlando, ora che l'emergenza è stata tamponata e continua a diminuire il numero dei detenuti: scesi a 54.414 quando a giugno erano oltre 58mila e la capienza sarebbe di 49.402 posti.
Ai senatori del Carroccio, che distribuiscono finte banconote da 8 euro e ai grillini che protestano, il Guardasigilli risponde che è ingiusto parlare di «paghetta» ai detenuti, che non ci sono amnistie striscianti» e che deve diminuire «il tasso di propaganda» per affrontare insieme i gravi problemi del settore.
Oltre ai soldi per chi è già fuori sono previsti sconti di pena per i detenuti : se la pena è ancora da espiare è previsto un abbuono di un giorno ogni 10 passati in celle sovraffollate. Fino al 2016 per i risarcimenti saranno disponibili 20,3 milioni di euro.
C'è poi il divieto del carcere per chi va incontro ad una pena non superiore ai 3 anni: il giudice, per esigenze cautelari, potrà applicare solo gli arresti domiciliari, salvo che manchi un luogo idoneo. Ma vengono esclusi gli accusati di delitti ad alta pericolosità sociale, come mafia e terrorismo, rapina ed estorsione, furto in abitazione, stalking e maltrattamenti in famiglia e ribadito il divieto assoluto di carcere preventivo e domiciliari nei processi che si chiuderanno con la sospensione condizionale della pena.
Quanto ai minori, le norme di favore sui provvedimenti restrittivi si estendono a chi non ha ancora 25 anni, mentre oggi era 21. Sempre che il giudice non ritenga gli interessati socialmente pericolosi.
Non sarà più necessaria la scorta per chi lascia il carcere e va ai domiciliari, salvo esigenze processuali o di sicurezza.
Se l'organico dei magistrati di sorveglianza è scoperto di oltre il 20 per cento, il Csm in via eccezionale destinerà a questo ruolo anche i giudici di prima nomina. È anticipata al 31 luglio la scadenza del commissario straordinario per l'edilizia penitenziaria.
Gli agenti penitenziari aumentano di 204 unità, con meno ispettori e più agenti. Per due anni vietati comandi e distacchi del personale Dap presso altri ministeri o amministrazioni pubbliche.
di Anna Maria Greco (Giornale)

venerdì 1 agosto 2014

Mare Nostrum. Disposti controlli sui migranti. Zaia: 'Lo Stato è fermo'


“Su mio diretto incarico il direttore generale della sanità veneta Domenico Mantoan ha formalizzato un decreto attraverso il quale attiveremo controlli igienico sanitari sulle strutture che ospitano i migranti di Mare Nostrum e verificheremo puntualmente con il massimo scrupolo il loro stato di salute. Su questa vicenda l’organizzazione dello Stato continua ad essere confusionaria e borbonica, ma la salute pubblica dei veneti è un bene prezioso e rappresenta per me una priorità assoluta di fronte a una situazione nella quale il Governo questi problemi non se li pone. Per cui, alla fine, mi sono attivato io e come Regione ho deciso di prendere in mano la situazione”.
Così il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia informa di un’iniziativa volta a garantire la salute pubblica e quella delle persone nell’ambito dell’afflusso in Veneto di migranti dell’operazione Mare Nostrum
“Fermo restando il nostro no netto e assoluto all’accoglienza di nuovi extracomunitari, considerando che il Veneto ha già dato ospitando 500.000 extracomunitari di cui 30.000 senza lavoro – prosegue Zaia - i controlli saranno effettuati nell’interesse prioritario dei veneti ma anche di questi poveri disperati, che possono non sapere di essere malati e devono essere curati in caso di necessità. Penso anche ai cittadini e ai volontari che, inutile nasconderselo pur senza fare allarmismi, potrebbero essere esposti all’ipotetico contagio di malattie da tempo pressoché scomparse qui da noi, come tbc o scabbia, o di patologie caratteristiche dei Paesi di provenienza dei profughi che loro potrebbero incolpevolmente importare. Non sono l’unico a porsi questo problema, perché gli Usa hanno innalzato ieri di un grado il loro stato di attenzione su Ebola e il Ministro degli Esteri britannico ha dichiarato oggi che si tratta di un problema reale per il suo Paese”.
“E’ una tutela a 360 gradi – dice Zaia – che parte dalla garanzia sulla salute dei migranti e di fatto costituisce una doverosa azione di prevenzione della diffusione di malattie, soprattutto quelle trasmissibili per via aerea e per contatto. Va anche verificato – prosegue il Governatore – lo stato igienico delle strutture ospitanti, perché le voci che sono circolate parlano troppo frequentemente di stabili dismessi, vere e proprie discariche a cielo aperto, e perché la repentinità caotica con la quale questi migranti arrivano potrebbe costringere ad ‘arrangiare’ alcune soluzioni logistiche”.