lunedì 17 agosto 2015

L'accoglienza dei profughi ci costa due miliardi di euro

Dal 2013 lo Stato ha speso più di due miliardi per accoglierli e dar loro vitto e alloggio: solo nel 2015 prevista una spesa di un miliardo e 100 milioni.
L'emrgenza profughi e gli sbarchi senza sosta sulle nostre coste continuano a far sentire il loro peso anche sulle casse dello Stato. 
Nel 2013 a soli 200 milioni. Nel 2015 invece le stime parlano di un esborso di circa un miliardo e cento milioni. Di fatto il conto è salato: negli ultimi tre anni il governo ha speso 2 miliardi per l'accoglienza dei profughi. Gli immigrati ospiutati in Italia, come ricorda il Tempo, sono circa 80mila. Ma con i nuovi flussi in arroivo e i nuovi sbarchi, il numero dei profughi dovrebbe arrivare presto a quota 90mila entro la fine dell'anno. La spesa media per accogliere un prfugo è di 35 euro al giorno. Soldi che non vanno nelle tasche degli immigrati (ricevono circa 2,5 euro al giorno), ma nelle tasche di chi gestisce le strutture per l'accoglienza.
Di fatto la quota versata per ogni immigrato può variare da un minimo di 35 euro ad un massimo di 45. Moltiplicando 45 euro per gli 80000mila profughi presenti in Italia per 365 giorni si arriva alla cifra di quasi un miliardo e 100 milioni. A questi vanno aggiunte le somme degli anni precedenti e si arriva appunto ad un totale di circa due miliardi. Metà del gettito dell'Imu. Intanto sono stati 719 i migranti tratti in salvo nelle ultime ore in tre diverse operazioni che hanno riguardato due barconi e un gommone coordinate dalla centrale operativa della Guardia Costiera presso il ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Su un barcone con 201 persone a bordo, ora in viaggio verso Pozzallo - conferma la Guardia Costiera - è intervenuta la nave Phoenix del Moas (Migrant Offshore Aid Station). Su un altro barcone con 415 persone a bordo sono intervenuti un pattugliatore della Guardia Costiera croata, un pattugliatore della Guardia di Finanza e una nave inglese, tutti e tre inseriti tra gli assetti Triton e ora diretti verso il porto di Augusta. Sul gommone, con 103 persone a bordo, è intervenuta la nave militare tedesca Werra che ha tratto in salvo i migranti. Successivamente, li trasborderà sulla nave norvegese Siem Pilot. Il porto di rientro dovrebbe essere Porto Empedocle.
di Mario Valenza (Giornale)

sabato 15 agosto 2015

Quegli esuli istriani costretti a lasciare l'Italia

Prima hanno dovuto lasciare l'Istria, poi persino l'italia. Per la prima volta le loro storie hanno voce grazie al libro di Viviana Facchinetti di cui pubblichiamo alcuni stralci.
Protagonisti sconosciuti, dimenticati, denigrati dagli illusi del “sol dell’avvenire”, senza alcuna voglia di apparire e neppure ricordare per decenni.
Gli esuli fuggiti dall’Istria, Fiume e Dalmazia alla fine della seconda guerra mondiale, di fronte alle violenze di Tito, sono stati italiani senza protagonismo costretti a disperdersi non solo in Italia, ma in mezzo mondo.
Viviana Facchinetti ha il pregio di raccontare nel suo libro “Protagonisti senza protagonismo” le loro storie con 400 biografie e quasi 300 foto, che fanno rinascere ricordi ed emozioni. Un’opera di 500 pagine che finalmente, a settembre, dovrebbe venir presentata in una sede istituzionale a Roma. Le testimonianze meno note, ma più importanti, riguardano gli esuli che hanno scelto di non rimanere in Italia, patria matrigna, ma di tentare l’avventura in giro per il mondo.
Edoardo Mazzucca, nato a Dignano in provincia di Pola, che ha scelto il Canada scoprendo dopo “50 anni di domande e di attesa” di essere cittadino italiano.
Amedeo Sala, che sulla sua casa fece sventolare per l’ultima volta il tricolore a Zara. Con la moglie Lidia non dimenticherà mai quella domenica di sole, il 28 novembre 1943, quando i bombardieri alleati rasero al suolo la città. “Attraversammo un piccolo parco dove c’era la giostra per i bambini: era stata centrata e dappertutto si vedevano corpicini mutilati” ricorda con orrore nel libro sulla “storia della memoria di Giuliani, Istriani, Fiumani e Dalmati nel mondo”. Sala si trasferì in Australia e collaborò con la Nasa per lo sbarco del primo uomo sulla Luna.
Il sito de il Giornale pubblica le loro storie raccontate anche in video o registrate dalla viva voce dei protagonisti, come le memorie della nipote di una pioniera istriana, prima ancora dell’esodo, arrivata in Sudafrica da Lussino nel primo 900, con due figlie via Trieste, Parigi, Londra, Southampton, Città del Capo.
Una lettura alternativa, ai libri di svago sotto l’ombrellone, per non dimenticare.
di Fausto Biloslavo (Giornale)

venerdì 14 agosto 2015

Autodemolizione abusiva,pezzi rivenduti in Africa

ZIMELLA. Smontava illegalmente camion e ciclomotori a Bonaldo di Zimella e rivendeva poi i pezzi in Africa. Per questo un cittadino di origini ghanesi, O. C., 25 anni, da tempo residente a Montebello Vicentino, è stato denunciato ieri dalla polizia locale dei Comuni dell'Adige-Guà. In via Baffa 460, a Bonaldo, gli agenti hanno trovato sette camion in parte demoliti, quattro cassoni, due rimorchi, tre ciclomotori, oltre a decine di pneumatici, motori, serbatoi e telai. Tutti i veicoli e gli autoricambi, per un valore di alcune migliaia di euro, sono stati posti sotto sequestro su ordine della magistratura. Sul posto sono intervenuti anche gli uomini delle Fiamme Gialle di Verona per le verifiche patrimoniali e tributarie dell'azienda amministrata dal venticinquenne, iscritta alla Camera di commercio ma priva di qualsivoglia autorizzazione per svolgere l'attività di autodemolizione. Anche sull'area dove sorge il capannone, di proprietà di alcuni cittadini zimellesi e nella quale O. C. è in affitto, sono stati posti i sigilli.
Il blitz dei vigili urbani è scattato ieri alle 8 ed è durato per l'intera mattinata. Nell'azienda si trovavano nove persone, tutti familiari e parenti del cittadino ghanese. Tra di essi, anche il padre di O. C., costretto un paio di anni fa a chiudere una medesima attività abusiva di autodemolizione a Montebello. Evidentemente la prima batosta legale non era bastata e la famiglia aveva deciso di spostarsi altrove e di proseguire con lo smantellamento di mezzi e motori. Oltre agli autoricambi, gli africani spedivano nel loro paese anche frigoriferi, freezer e pannelli solari, rinvenuti dai vigili urbani ma non sequestrati perché acquisiti regolarmente.
P.BO. (GdV 14.08.2015)

giovedì 13 agosto 2015

Marostica, immigrato abusivo lancia mobili dalla finestra: mamma e bimbo salvi per miracolo

L'episodio è avvenuto mercoledì sera, in via Beato Lorenzino, in pieno centro storico. Un giovane immigrato, non nuovo ad episodi del genere, ha dato in escandescenze nel suo appartamento occupato.
Attimi di paura per una mamma che passeggiava con il suo bimbo in carrozzina, mercoledì sera, lungo via Beato Lorenzino a Marostica. Erano circa le 20.15 quando da una finestra, al civico 34, sono volati sulla strada vetri rotti, infissi e mobili. Solo la buona sorte ha fatto sì che la famiglia non ne fosse colpita. 
Il responsabile del gesto è un giovane immigrato che, come riferisce Il Gazzettino, da tempo occupa abusivamente un appartamento abbandonato. I vicini avrebbero riferito che non sarebbe la prima volta che in quella casa avvengono risse violente, probabilmente provocate dall'abuso di alcol e droga del ragazzo e delle sue compagnie. 
da Vicenza Today

mercoledì 12 agosto 2015

Pove (VI). Cittadini in piazza. I nomadi vanno via «Non li vogliamo»

Zingari a Pove, i cittadini scendono in piazza per protestare contro il parroco don Flaviano Giupponi che li aveva accolti, i nomadi capiscono l’antifona e se ne vanno il giorno dopo.
La protesta pacifica, ma ferma, si è svolta lunedì sera proprio davanti alla canonica di piazza degli Scalpellini. L’’obiettivo dei povesi era chiaro: riprendersi il paese e cacciare i nomadi che da oltre una settimana sostavano nei pressi del centro, in un campo di proprietà della parrocchia messo loro a disposizione dal parroco.
Già dal loro arrivo anche il primo cittadino Orio Mocellin aveva fatto di tutto per scacciarli, ma senza riuscirci. L’area privata in cui erano stati accolti, infatti, non dava al sindaco alcun potere d’intervento. E allora, a seguito anche di alcuni episodi poco piacevoli, ci hanno pensato i cittadini, seppur con le buone maniere e senza prevaricazioni. Lunedì sera una cinquantina di abitanti si sono dati appuntamento in piazza Degli Scalpellini, proprio di fronte alla canonica, per ribadire a don Flaviano la loro assoluta contrarietà a all’accoglimento. (...)
Francesca Cavedagna (GdV 12.08.2015

Schio. Profughi pentiti della fuga. Tornano alla Colonia con l’aiuto dei Carabinieri

Pentiti di essere fuggiti dalla Colonia, 15 profughi si sono rivolti oggi ai Carabinieri di Schio per essere riportati a Pian delle Fugazze.
Erano fuggiti dal Passo di Valli del Pasubio solo da un giorno, ma si sono presto resi conto che rimanere per strada, senza cibo e con il caldo era troppo perfino per ragazzi come loro.
Dopo aver percorso migliaia di chilometri a piedi in Africa e dopo aver rischiato la vita sul barcone nel Mediterraneo, probabilmente i giovani migranti si aspettavano qualcosa di meglio della ex Colonia del Comune di Schio e appena ne hanno avuto la possibilità, se ne sono allontanati.
Ma quando si sono sentiti attanagliati dai morsi della fame e si sono resi conto che il loro girovagare non li avrebbe portati in nessun posto utile, si sono rivolti direttamente ai Carabinieri per chiedere loro aiuto.
Le forze dell’ordine, in collaborazione con il Comune di Schio, hanno quindi organizzato un paio di pullmini e hanno riportato gli africani alla ex Colonia di Schio, al Pian delle Fugazze.
Dei 70 profughi (capienza massima) presenti nei giorni scorsi, una gran parte se n’è comunque andata facendo perdere le tracce.
Il problema delle fughe dei profughi era stato evidenziato lunedì mattina anche da Eugenio Soldà, Prefetto di Vicenza e da Achille Variati, Presidente della Provincia, durante un vertice sull’immigrazione organizzato da Franco Balzi, Sindaco di Santorso.
“Questi ragazzi arrivano in Italia pensando che sia l’Eldorado – aveva commentato Variati – Credono di arrivare in un paese che ha le opportunità per dare loro un futuro quando la realtà è ben diversa. Sono persone che non sanno lavorare nel nostro modo per non si può parlare di possibilità di inserimento nella società. E’ chiaro– ha concluso Variati – che quando scappano finiscono nelle reti della malavita”.
Anna Bianchini (Altovicentinonline)

martedì 11 agosto 2015

"Profughi" in fuga da Pian del Fugazze, intercettati a Santorso


Segnalati dal comitato "Prima noi", i giovani ragazzi africani sono rimasti in attesa di un addetto della cooperativa che li ha riportati presso la struttura messa a disposizione dal Comune di Schio al Passo Pian delle Fugazze.
Sale l'esaperazione dei residenti nei confornti dei richiedenti asilo. “Ieri sera – raccontano alcuni membri del comitato di cittadini Prima Noi” - passando nelle vicinanze dell'hotel Duca d'Este, struttura alberghiera di Santorso adibita all'accoglienza dei sedicenti profughi abbiamo trovato un gruppetto di giovani africani abbandonati a se stessi. Pensavamo fossero stati scaricati e lasciati fuori dalla struttura che accoglie 20/30 immigrati, invece abbiamo scoperto che erano stati portati al Passo Pian delle Fugazze assieme ad altri 16 compagni di sventura, quest'ultimi però hanno fatto perdere le proprie tracce”.
"Ragazzi giovanissimi pieni di fame colmata in parte – spiegano i ragazzi del Comitato – grazie ad un po' di cibo preso in una vicina pizzeria mentre gli altri ospiti africani del Duca d'Este non parevano molto interessati sulla sorte di queste persone". “Mentre attendevamo i carabinieri abbiamo parlato con loro ascoltando la classica storia, dall'arrivo a Lampedusa fino al trasferimento alla colonia Città di Schio al Passo”. "Cìò che risulta evidente – spiegano Giuseppe De Marchi, Alex Cioni, Filippo Costabber, John Maja e Cristina Saccardo presenti ieri sera – è che questi ragazzi non sono profughi ma rientrano in quella che viene generalmente definita immigrazione per ragioni economiche”.
Una volta arrivati i carabinieri e il Sindaco di Santorso, interpellato dagli stessi membri del Comitato, i giovani ragazzi africani sono rimasti in attesa di un addetto della cooperativa che li ha riportati presso la struttura messa a disposizione dal Comune di Schio al Passo Pian delle Fugazze.
Tuttavia per “Prima Noi” alcuni quesiti rimangono inespressi: “Se è vero che chi che ha accettato di farsi fotosegnalare ha dei documenti provvisori per circolare liberamente, è altrettanto vero che coloro che abbandonano volontariamente le strutture messe a disposizione per l'accoglienza se non diventano automaticamente clandestini, il che è tutt'ora poco chiaro, rompono lo schema di protezione a loro riservato - e proseguono - Nel contempo non possiamo fare a meno di denunciare la vergognosa gestione di quella che non si può nemmeno più definire un'emergenza. Una gestione criminosa sia verso gli immigrati ai quali si danno pie illusioni, ma sopratutto verso gli italiani che non possono certo stare tranquilli dal momento che persone di cui non si sa nulla vengono parcheggiate sotto la propria casa o sono lasciate a bivaccare indisturbate per le strade”.
da Vicenza Today 11.08.2016