lunedì 4 agosto 2014

Cancellati sconti benzina nel Veneto? La Lega: responsabilità di Pd e Fi

"La responsabilità della cancellazione degli sconti benzina per i veneti è di Forza Italia, che ha presentato l'emendamento, e di tutti i partiti della maggioranza che lo hanno sostenuto. Nelle commissioni riunite Ambiente e Attività produttive del Senato la Lega Nord si è opposta con i suoi senatori alla cancellazione. L'emendamento presentato da un senatore leccese di FI è il tipico esempio di scambio clientelare a danno dei veneti tra il governo e la finta opposizione che gli fa da stampella.
Ridicole sono poi le strumentalizzazioni di qualche parlamentare veneto del Pd che ha il coraggio di gridare allo scandalo quando è proprio il suo partito ad essere al governo e alla luce di questo vergognoso provvedimento cerca di scaricare su altri la responsabilità che è imputabile proprio al Pd. Il decreto non è ancora in vigore, e i parlamentari della Lega Nord faranno di tutto in ogni sede per ripristinare il giusto diritto che spetta ai veneti".

Lo scrivono in una nota congiunta i senatori veneti della Lega Nord, Emanuela Munerato, Raffaela Bellot, Patrizia Bisinella, Erika Stefani, Paolo Tosato e i deputati veneti Matteo Bragantini, Filippo Busin, Roberto Caon, Marco Marcolin ed Emanuele Prataviera.

DL competitività, Busin: da Forza Italia un furto al Veneto


Basta un "codicillo" come quello contenuto nell’emendamento del senatore Francesco Bruni, leccese di Forza Italia, un partito che in teoria dovrebbe essere all'opposizione, che recita: Art. 30-bis. «All’articolo 45, comma 2, della legge 23 luglio 2009 n. 99, sopprimere le parole: “nonché dalle attività di rigassificazione anche attraverso impianti fissi offshore”; per mandare in fumo 30 milioni di euro all'anno dovuti al Veneto.
Un bonus dovuto alla Regione per la presenza del rigassificatore di Porto Viro, unica alternativa ai gasdotti per soddisfare il fabbisogno dell'intero Paese di gas naturale, e limitare la totale dipendenza dalle forniture provenienti dalla Libia e dall'Ucraina, oggi più che mai a rischio.
Da ricordare anche che il governatore Luca Zaia ha fatto ricorso al Consiglio di Stato contro il Governo in merito a tale bonus riportando una piena vittoria.
Da notare che tale emendamento è stato presentato da un Senatore pugliese, Francesco Bruni residente a Otranto in provincia di Lecce, giusto appunto la Regione che non ha voluto l'impianto di rigassificazione nel proprio mare per l'impatto ambientale negativo che avrebbe comportato. Quindi implicitamente ammette l'impatto ambientale ma nega che al Veneto, in conseguenza di questo, spettino delle compensazioni! Il massimo dell'incoerenza, un esempio lampante di voto clientelare.
La Lega si impegnerà a far fronte a questa porcheria della maggioranza e di Forza Italia con tutti i mezzi a sua disposizione compreso il blocco dei lavori in Aula.
Filippo Busin, capogruppo della Lega Nord in commissione Finanze

domenica 3 agosto 2014

Matteo Renzi dà la mancia anche ai detenuti

Arriva il risarcimento di 8 euro per i carcerati. Insorge la Lega: "Indulto mascherato".
Roma - Otto euro di risarcimento per ogni giorno trascorso in carcere in «condizioni disumane». Con il voto di fiducia (il numero 17) il Senato converte in legge il decreto sul sistema penitenziario che, oltre agli indennizzi per i detenuti, contiene una stretta sulle misure cautelari, un aumento del numero di magistrati di sorveglianza e agenti penitenziari, interventi che riguardano il settore minorile.
Il testo, già approvato dalla Camera, completa il pacchetto di norme per affrontare il sovraffollamento delle celle, che ha portato alla condanna dell'Italia da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo, con la sentenza «Torreggiani».
Il governo tira un sospiro di sollievo dopo i162 sì a palazzo Madama (39 no ed un astenuto) e il ministro della Giustizia Andrea Orlando invita a riflettere su quanto avrebbe pesato per il nostro Paese una nuova condanna per violazione dei diritti umani, proprio quando si apriva il semestre di turno di presidenza dell'Ue.
Ma le polemiche non mancano, anche per il nuovo ricorso al voto di fiducia. La Lega che accusa l'esecutivo di stare «dalla parte di Caino», il M5S vede nel decreto solo un «indulto mascherato» e anche qualcuno del Pd parlano di norma «perfettibile», di migliori soluzioni da trovare nell'ambito di quella «riforma organica della giustizia» di cui parla Orlando, ora che l'emergenza è stata tamponata e continua a diminuire il numero dei detenuti: scesi a 54.414 quando a giugno erano oltre 58mila e la capienza sarebbe di 49.402 posti.
Ai senatori del Carroccio, che distribuiscono finte banconote da 8 euro e ai grillini che protestano, il Guardasigilli risponde che è ingiusto parlare di «paghetta» ai detenuti, che non ci sono amnistie striscianti» e che deve diminuire «il tasso di propaganda» per affrontare insieme i gravi problemi del settore.
Oltre ai soldi per chi è già fuori sono previsti sconti di pena per i detenuti : se la pena è ancora da espiare è previsto un abbuono di un giorno ogni 10 passati in celle sovraffollate. Fino al 2016 per i risarcimenti saranno disponibili 20,3 milioni di euro.
C'è poi il divieto del carcere per chi va incontro ad una pena non superiore ai 3 anni: il giudice, per esigenze cautelari, potrà applicare solo gli arresti domiciliari, salvo che manchi un luogo idoneo. Ma vengono esclusi gli accusati di delitti ad alta pericolosità sociale, come mafia e terrorismo, rapina ed estorsione, furto in abitazione, stalking e maltrattamenti in famiglia e ribadito il divieto assoluto di carcere preventivo e domiciliari nei processi che si chiuderanno con la sospensione condizionale della pena.
Quanto ai minori, le norme di favore sui provvedimenti restrittivi si estendono a chi non ha ancora 25 anni, mentre oggi era 21. Sempre che il giudice non ritenga gli interessati socialmente pericolosi.
Non sarà più necessaria la scorta per chi lascia il carcere e va ai domiciliari, salvo esigenze processuali o di sicurezza.
Se l'organico dei magistrati di sorveglianza è scoperto di oltre il 20 per cento, il Csm in via eccezionale destinerà a questo ruolo anche i giudici di prima nomina. È anticipata al 31 luglio la scadenza del commissario straordinario per l'edilizia penitenziaria.
Gli agenti penitenziari aumentano di 204 unità, con meno ispettori e più agenti. Per due anni vietati comandi e distacchi del personale Dap presso altri ministeri o amministrazioni pubbliche.
di Anna Maria Greco (Giornale)

venerdì 1 agosto 2014

Mare Nostrum. Disposti controlli sui migranti. Zaia: 'Lo Stato è fermo'


“Su mio diretto incarico il direttore generale della sanità veneta Domenico Mantoan ha formalizzato un decreto attraverso il quale attiveremo controlli igienico sanitari sulle strutture che ospitano i migranti di Mare Nostrum e verificheremo puntualmente con il massimo scrupolo il loro stato di salute. Su questa vicenda l’organizzazione dello Stato continua ad essere confusionaria e borbonica, ma la salute pubblica dei veneti è un bene prezioso e rappresenta per me una priorità assoluta di fronte a una situazione nella quale il Governo questi problemi non se li pone. Per cui, alla fine, mi sono attivato io e come Regione ho deciso di prendere in mano la situazione”.
Così il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia informa di un’iniziativa volta a garantire la salute pubblica e quella delle persone nell’ambito dell’afflusso in Veneto di migranti dell’operazione Mare Nostrum
“Fermo restando il nostro no netto e assoluto all’accoglienza di nuovi extracomunitari, considerando che il Veneto ha già dato ospitando 500.000 extracomunitari di cui 30.000 senza lavoro – prosegue Zaia - i controlli saranno effettuati nell’interesse prioritario dei veneti ma anche di questi poveri disperati, che possono non sapere di essere malati e devono essere curati in caso di necessità. Penso anche ai cittadini e ai volontari che, inutile nasconderselo pur senza fare allarmismi, potrebbero essere esposti all’ipotetico contagio di malattie da tempo pressoché scomparse qui da noi, come tbc o scabbia, o di patologie caratteristiche dei Paesi di provenienza dei profughi che loro potrebbero incolpevolmente importare. Non sono l’unico a porsi questo problema, perché gli Usa hanno innalzato ieri di un grado il loro stato di attenzione su Ebola e il Ministro degli Esteri britannico ha dichiarato oggi che si tratta di un problema reale per il suo Paese”.
“E’ una tutela a 360 gradi – dice Zaia – che parte dalla garanzia sulla salute dei migranti e di fatto costituisce una doverosa azione di prevenzione della diffusione di malattie, soprattutto quelle trasmissibili per via aerea e per contatto. Va anche verificato – prosegue il Governatore – lo stato igienico delle strutture ospitanti, perché le voci che sono circolate parlano troppo frequentemente di stabili dismessi, vere e proprie discariche a cielo aperto, e perché la repentinità caotica con la quale questi migranti arrivano potrebbe costringere ad ‘arrangiare’ alcune soluzioni logistiche”.

giovedì 31 luglio 2014

Moschea a Vicenza? Zaia: NO


“Come la penso non è una novità, ma ogni tanto, di fronte a richieste e ipotesi di questo tipo, è bene ribadirlo: dico no alla Moschea fino a che non sarà affermato aldilà di ogni ragionevole dubbio il criterio della reciprocità, il che significa poter aprire una Chiesa cattolica in un paese dove vengono applicate rigorosamente le leggi islamiche.
Le religioni vanno rispettate tutte, nessuna esclusa, ma il rispetto deve essere reciproco e non mi pare sia ancora così”.
Con queste parole, il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta l’ipotesi di realizzare una Moschea Vicenza.
“E poi – aggiunge Zaia – ci sono altre priorità delle quali la pubblica amministrazione ha l’obbligo di occuparsi prima di spendere energie e magari soldi per una Moschea: assistere per quanto possibile le persone in difficoltà, i disoccupati e le loro famiglie travolte dalla crisi, la sicurezza, gli anziani, l’arredo urbano, l’organizzazione dei servizi in generale. Questo chiedono prima di tutto i cittadini ai loro amministratori e noi tutti abbiamo il dovere di rispettare le priorità reali, non quelle piazzate mediaticamente da chi fa la voce più grossa perché, se la mettiamo così, la voce più grossa sanno farla i veneti, su queste questioni come su molte altre”.

Riforme, la Lega batte il governo con lo scrutinio segreto

Voto segreto al Senato e il governo va subito sotto. Lo spauracchio dello scrutinio segreto alza un velo sulla fragilità dell'esecutivo Renzi. L' Aula di Palazzo Madama ha approvato a voto segreto l’emendamento 1.1979 presentato dal senatore della Lega Stefano Candiani. Favorevoli 154, contrari 147, 2 astenuti. Il Governo aveva espresso parere negativo mentre i relatori avevano presentato pareri contrastanti: favorevole quello di Roberto Calderoli (Ln), contrario quello di Anna Finocchiaro (Pd). 

Il voto - La proposta di modifica dell’articolo 55 della Costituzione interviene sulla competenza del Senato sui temi della famiglia e del matrimonio, su quelli della salute e su quelli etici previsti dagli articoli 29 e 32 della Carta.  Dopo la votazione il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha sospeso la seduta. Una battuta d'arresto secca e dura da digerire per Renzi e per la Boschi. Lo sgambetto a scrutino segreto sull'emendamento della Lega mette in allarme il governo. Sale dunque la tensione anche sul fronte delle riforme.
L'allarme - Se dovesse passare la linea di un voto segreto anche sulle riforme istituzionali come aveva annunciato lo stesso presidente del Senato Pietro Grasso, allora la strada per Renzi si complica. I frondisti avrebbero gioco facile per affossare il piano del premier. Va detto che non è la prima volta che l'esecutivo va sotto in uno scrutinio segreto. Ma se dovesse accadere anche sulla strada delle riforme le conseguenze a questo punto sono inimmaginabili. Il premier ora trema...
I 101 di Prodi - Intanto attacca subito da Bruxelles, l’europarlamentare Pd Pina Picierno, con un tweet:"A volte ritornano. La ricarica dei 101". Le fa subito eco da Roma, il compagno di partito Davide Faraone, membro della segreteria, con un alto tweet: "Si conferma la legislatura dei 101. Ma noi siamo più determinati. Serenamente andiamo avanti", mentre Ivan Scalfarotto, sottosegretario alle Riforme, a sua volta affida al social il suo disappunto: "La norma votata dal Senato non intacca la riforma, ma crea danno alle battaglie per i diritti civili, costrette al pantano bicameralista".


da Libero Quotidiano

mercoledì 30 luglio 2014

Gli 80 euro “costano” a Vicenza mezzo milione

Il Governo ha obbligato i Comuni a diminuire la spesa corrente.
VICENZA. Stop agli acquisti. Nuovo semaforo rosso a palazzo Trissino. Non bastavano i 12 milioni di euro di mancati trasferimenti “sottratti” dallo Stato al Comune dal 2008 al 2013; ora il Governo chiude anche il portafoglio dell'amminsitrazione, obbligandola a limitare al minimo la spesa per i beni e i servizi. L'obiettivo non è stato ancora messo nero su bianco da Roma. «Ma con ogni probabilità - afferma l'assessore al bilancio Michela Cavalieri - rischiamo di dover risparmiare anche mezzo milione».
IL MOTIVO. Se non è una vera doccia fredda, poco ci manca. Non tanto perché lo Stato ha chiesto all'ente locale di tirare i cordoni della borsa ma per il fatto che la decisione è arrivata solo a fine maggio; più di qualche settimana dopo, cioè, che l'amministrazione aveva dato il via libera al bilancio. «E tutto ciò - confessa Cavalieri - ci mette in difficoltà». «È un bel guaio», aggiunge il Ragioniere capo, Mauro Bellesia. Ma per quale motivo Renzi ha spedito a Variati la richiesta di risparmiare ulteriori quattrini sulla spesa corrente? La risposta si chiama “Bonus da 80 euro”. (...)

GdV del 30.07.2014