giovedì 30 marzo 2017

Lega Nord. Venezia: sventato un attentato di matrice islamica.

La Lega Nord – Liga Veneta vicentina, apprende con estrema amarezza ma non con stupore la notizia per cui a Venezia è stato sgominato un gruppo terroristico di matrice islamica che aveva l’intenzione di compiere un attentato terroristico nei pressi del Ponte di Rialto.
Non possiamo essere stupiti che, in uno Stato come l’Italia, vi siano allarmi di questo genere. Non potrebbe essere altrimenti, visto che il nostro Governo non è palesemente in grado di gestire la pressione migratoria lungo i propri confini, accogliendo chiunque, impegnando tempi e risorse spropositati per l’identificazione di persone spesso non collaborative, che vengono successivamente sparse nei nostri territori con imposizioni sui Sindaci e sulle Amministrazioni Comunali. Metodi che sembrano lontani dalla democrazia.
La Lega Nord Liga Veneta da sempre è convinta che i gruppi fondamentalisti utilizzino i flussi migratori, soprattutto clandestini, per fare entrare in Europa persone il cui unico progetto è destabilizzare la nostra società. Riteniamo che in Europa ed in Italia debbano trovare spazio solamente persone che accettano le nostre usanze, tradizioni, e regole civili, di identità, provenienza e passato certo, che intendano trovare un futuro nei nostri paesi e contribuiscano al loro sviluppo mediante il lavoro onesto. Proprio come avveniva decenni fa per i nostri padri, e come sta avvenendo purtroppo anche adesso per molti nostri giovani, costretti a cercare delle prospettive di lavoro migliori all’estero.
Non dimentichiamo il prezioso lavoro delle forze dell’Ordine che, nonostante le difficili situazioni in cui si trovano ad operare a causa dell’inerzia governativa, ogni giorno si adoperano per garantire la nostra sicurezza. 
Erik Umberto Pretto -  Segretario Provinciale Lega Nord Liga Veneta di Vicenza.

martedì 28 marzo 2017

Sarcedo. ‘No’ della Lega ai profughi. Giovedì incontro con Marcato e Pretto

‘Immigrazione: accoglienza o business?’. E’ questo il tema dell’incontro che la Lega Nord di Sarcedo ha organizzato giovedì 30 marzo alle 20.30 nella Sala Polifunzionale delle scuole elementari di via Vecellio.
Relatori della serata saranno Roberto Marcato, assessore regionale allo Sviluppo Economico ed Erik Umberto Pretto, segretario provinciale della Lega Nord.
Il loro vuole essere un ‘no’ secco all’accoglienza dei richiedenti asilo, che dopo l’annuncio dell’arrivo di 50 profughi a Sarcedo (poi bloccato dalla prefettura grazie ad un accordo di temporanea sospensione con il sindaco Luca Cortese) aveva sconvolto il paese.
“Siamo da sempre sensibili nei confronti dei cittadini e delle Amministrazioni Comunali che vedono il loro territorio invaso da presunti profughi – spiega Pretto – per questo vogliamo esprimere la nostra contrarietà all’arrivo di presunti profughi-clandestini a Sarcedo”. Lega Nord-Liga Veneta lamentano la scarsa lungimiranza politica dei sindaci del Pd o vicini ad esso, che hanno sottoscritto e promosso il protocollo d’intesa per l’accoglienza diffusa (ora scaduto). “Per mesi hanno tentato di illudere i cittadini affermando che l’accettazione degli accordi con la Prefettura di Vicenza avrebbe impedito l’arrivo sul territorio di altri richiedenti asilo – ha sottolineato Pretto – Parole vane, prive di fondamento. Da mesi la Lega Nord–Liga Veneta sostiene che queste modalità di gestione dei presunti profughi non possono essere considerate valide, ma si rivelano piuttosto degli strumenti per aumentare in modo spropositato i fatturati delle cooperative sociali, nate e prosperate rapidamente sul nostro territorio anche grazie al tacito sostegno di numerosi amministratori locali che hanno visto in esse uno strumento per la gestione di un fenomeno epocale che dovrebbe essere invece fronteggiato dallo stato. Uno stato che, purtroppo, non trova soluzione migliore che spargere queste persone nei nostri comuni, per un tempo indefinito, senza conoscerne l’identità ed il passato, lasciandoli liberi di vagare per i nostri paesi. Un sistema assurdo – ha concluso il segretario provinciale – che deve necessariamente trovare la nostra decisa contrarietà”.
Da Altovicentinonline.it

lunedì 27 marzo 2017

Lega Nord. Incontro pubblico a Sarcedo: immigrazione: accoglienza o business? Relatori Marcato e Pretto


La Lega Nord di Sarcedo dice NO all’arrivo dei presunti profughi-clandestini in paese.

La Lega Nord – Liga Veneta vicentina, da sempre sensibile nei confronti dei cittadini e delle Amministrazioni Comunali che vedono il loro territorio invaso da presunti profughi, esprime la propria contrarietà all’arrivo di presunti profughi-clandestini a Sarcedo.
Per ribadire il proprio no al business dell’accoglienza, compresa quella diffusa,  la Lega Nord Liga Veneta  di Sarcedo organizzerà un incontro pubblico dal titolo: “Immigrazione: accoglienza o business?” con Roberto Marcato – Assessore Regionale e Erik Pretto Segretario Provinciale, che si terrà  giovedì 30 marzo alle ore 20,30 presso la Sala Polifunzionale delle Scuole Elementari in Via Tiziano Vecellio a Sarcedo.
Per la Lega Nord Liga Veneta è Impossibile dimenticare la scarsa lungimiranza politica dei Sindaci del Pd o vicini ad esso, che hanno sottoscritto e promosso il protocollo d’intesa per l’accoglienza diffusa (ora scaduto). Per mesi hanno tentato di illudere i cittadini affermando che l’accettazione degli accordi con la Prefettura di Vicenza avrebbe impedito l’arrivo sul territorio di altri richiedenti asilo. Parole vane, prive di fondamento.
Da mesi la Lega Nord – Liga Veneta sostiene che queste modalità di gestione dei presunti profughi non possono essere considerate valide, ma si rivelano piuttosto degli strumenti per aumentare in modo spropositato i fatturati delle cosiddette “cooperative sociali”, nate e prosperate rapidamente sul nostro territorio anche grazie al tacito sostegno di numerosi amministratori locali che hanno visto in esse uno strumento per la gestione di un fenomeno epocale che dovrebbe essere invece fronteggiato dallo Stato. Uno Stato che, purtroppo, non trova soluzione migliore che spargere queste persone nei nostri Comuni, per un tempo indefinito, senza conoscerne l’identità ed il passato, lasciandoli liberi di vagare per i nostri paesi. Un sistema assurdo, che deve necessariamente trovare la nostra decisa contrarietà.

Erik Umberto Pretto  Segretario Provinciale Lega Nord Liga Veneta di Vicenza

Veneto. Formazione professionale, varata la legge regionale


Venezia – “Oggi è andato a posto un nuovo tassello di una legislatura di riforme vere e spesso, come in questo caso, approvate con un voto che va oltre gli schieramenti, per il quale ringrazio i gruppi di opposizione che hanno contribuito a definire la legge, assieme alla maggioranza”.
Con queste parole, il presidente della Regione Luca Zaia, primo firmatario del provvedimento, esprime soddisfazione per l’approvazione, avvenuta oggi pomeriggio in Consiglio regionale, della legge che riforma il Sistema educativo del Veneto, mettendo in pista un nuovo strumento normativo regionale per l’istruzione e la formazione professionale.
“Una riforma – aggiunge Zaia – di grandissimo significato, perché riguarda prima di tutto i giovani e il loro cammino di formazione, e perché contiene molti aspetti ulteriormente migliorativi rispetto a un sistema educativo già di ottimo livello. Certo colpisce che in Veneto si possa parlare di nuovi miglioramenti di un’organizzazione già di qualità, mentre a livello nazionale, vari mesi dopo l’inizio dell’anno scolastico, si registrano ancora gravi problemi e carenze che mettono a disagio famiglie, studenti e insegnanti”.
“Ne deriva – conclude il presidente della Regione – che anche in questo settore vitale per il futuro del Veneto e dei veneti, l’autonomia che vogliamo conquistarci avrà un ruolo di spinta straordinario, perché ancora una volta abbiamo dimostrato che sappiamo fare meglio da soli”.
Da VicenzaReport

giovedì 9 marzo 2017

Erik Pretto: Autonomia fondamentale per il Veneto

La Lega Nord-Liga Veneta provinciale di Vicenza, attraverso una proposta di ordine del giorno del proprio segretario Erik Pretto destinata a tutti i consigli comunali vicentini, sostiene che  "L'Autonomia del Veneto è una battaglia che ci sta particolarmente a cuore, pertanto sarà richiesto ad ogni Militante, Sostenitore e Simpatizzante del nostro Movimento di attivarsi con ogni mezzo (organizzazione di conferenze, gazebi, volantinaggi, ecc.) a favore di un Referendum che dovrà essere caratterizzato da un'ampia affluenza alle urne e da un forte risultato del Sì, in quanto questo obiettivo tanto atteso darà al nostro Governatore Luca Zaia la forza necessaria per trattare con il Governo centrale italiano l'attribuzione di competenze particolari alla nostra Regione, che ritengo ci spettino di diritto vista la grande storia della nostra terra e del nostro popolo.". Pubblichiamo di seguito il contenuto dell'ordine del giorno:


ORDINE DEL GIORNO

Oggetto: Referendum consultivo regionale per l'autonomia della Regione del Veneto.
Considerato che:

- il residuo fiscale corrisponde alla differenza tra le complessive entrate fiscali e contributive e le complessive spese (al netto di quelle per interessi) delle diverse amministrazioni pubbliche;

- in base ad uno studio della CGIA di Mestre, è stato rilevato che tutte le regioni del nord Italia a statuto ordinario presentano un residuo fiscale di saldo positivo, versando di fatto nelle casse dello Stato centrale molto di più di quanto ricevono;

- la Ragioneria Generale dello Stato ha rilevato come il Veneto sia la regione con la spesa pubblica più contenuta d'Italia: infatti, a fronte di un gettito fiscale complessivo annuo di oltre 34 miliardi di euro, la sua spesa pubblica ammonta a 13 miliardi, di cui ben 9 destinati alla sanità, mentre il resto confluisce nelle casse dello Stato centrale;

- alla luce dei dati sopra esposti, è evidente l'effettiva sproporzione tra il gettito fiscale che garantiscono i contribuenti veneti ed i benefici che questi ricevono in termini di servizi ed opere, i quali sono ovviamente molto inferiori rispetto a quelli di cui potrebbero invece giovare se il Veneto avesse a disposizione più risorse finanziarie;

Tenuto conto che:
- le analisi sul residuo fiscale dimostrano la capacità delle amministrazioni locali e territoriali del Veneto di attuare una gestione virtuosa e pongono in evidenza come nelle materie in cui la Regione gode di autonomia finanziaria, quali ad esempio la sanità, essa si pone ai vertici mondiali per efficienza, costi, sostenibilità del sistema, a riprova che la qualità del servizio può conciliarsi con il controllo della spesa;
Rammentato che:
- il gettito fiscale derivato dalla sola IRPEF, prodotto da cittadini ed imprese nel nostro Comune, se usato anche solo parzialmente sul territorio, garantirebbe il netto miglioramento ed ampliamento dei servizi erogati alla cittadinanza e degli investimenti a tutela del territorio, nonché il potenziamento delle infrastrutture;
Considerato che:
- la Carta Costituzionale riconosce e promuove, all'articolo 5, le autonomie locali ed "adegua i princìpi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento" in coordinato disposto con l'articolo 114, in cui si riconoscono i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni come "enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i princìpi fissati dalla Costituzione"; l'articolo 117 stabilisce i criteri di ripartizione della potestà legislativa riconoscendo alle Regioni la facoltà di normare nelle materie di potestà legislativa concorrente ed in quella residuale; l'articolo 118 prevede, nell'organizzazione delle funzioni
amministrative dello Stato, il più ampio decentramento amministrativo sulla base dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza; l'articolo 119 riconosce infine autonomia di entrata e di spesa agli enti locali e territoriali dello Stato;
Visto che:
- il Referendum che si svolgerà in Veneto circa il conseguimento di ulteriori forme di autonomia, in caso di esito positivo, porrà la questione, da negoziare con il Governo centrale, della conseguente modifica della Costituzione al fine di adeguarne il contenuto alle mutate esigenze espresse dai cittadini veneti;
- la Legge regionale 19 giugno 2014, n.15 approvata dal Consiglio Regionale del Veneto per l'indizione di un Referendum consultivo sull'ampliamento delle materie di competenza e diretta gestione della Regione del Veneto, ivi compresa la gestione diretta dei flussi tributari, come da parere favorevole espresso dalla Corte costituzionale nel 2015, permette di svolgere il Referendum sul quesito in merito all'attribuzione alla Regione Veneto di ulteriori forme e condizioni di autonomia;
Preso atto di quanto espresso in premessa;
si impegna il Consiglio e la Giunta Comunale ad attivarsi in tutte le forme necessarie ed a porre in essere tutte le iniziative possibili, stante le proprie competenze, al fine di sostenere le ragioni e le motivazioni che hanno portato all'indizione del Referendum consultivo sull'autonomia in Veneto, coinvolgendo la cittadinanza nelle forme più opportune di informazione, approfondimento e
dibattito, anche attraverso iniziative che vedano come protagonista il Consiglio Comunale in tutte le sue componenti.
Da Vicenzapiù 09.03.2017

SARCEDO. 50 profughi in arrivo, Lega: “Sindaci PD poco lungimiranti”

Con un comunicato a firma di Erik Umberto Pretto, Segretario Provinciale Lega Nord Liga Veneta di Vicenza, il Carroccio prende posizione contro l’arrivo di 50 migranti in una struttura privata di Sarcedo.
“Apprendiamo da una nota ufficiale del Comune di Sarcedo -scrive- dell’imminente arrivo sul territorio comunale di circa 50 presunti profughi, da collocare presso un fabbricato privato. La Lega Nord – Liga Veneta vicentina, da sempre sensibile nei confronti dei cittadini e delle Amministrazioni Comunali che vedono il loro territorio invaso da presunti profughi, esprime la propria solidarietà nei confronti dei cittadini di Sarcedo e si rende disponibile ad agire politicamente per scongiurare che si concretizzi questa nuova imposizione calata dal Governo centrale.
Non possiamo tuttavia dimenticare la scarsa lungimiranza politica di alcuni primi cittadini, aderenti o comunque vicini al Partito Democratico (primi fra tutti Franco Balzi di Santorso, Piera Moro di Marano Vicentino, Giovanni Casarotto di Thiene, Sandro Maculan di Zugliano e, purtroppo, lo stesso Luca Cortese di Sarcedo), che per mesi hanno tentato di illudere i cittadini affermando che l’accettazione degli accordi con la Prefettura di Vicenza avrebbe impedito l’arrivo sul territorio di altri richiedenti asilo.
Ancora una volta, è stata dimostrata l’inefficacia dei protocolli d’intesa sottoscritti fra i Comuni vicentini e la Prefettura di Vicenza, che prevedevano l’arrivo sui territori di al massimo 2 presunti profughi ogni 1.000 abitanti. Accordi spesso vanificati e che, nel caso specifico di Sarcedo, hanno già portato sul territorio comunale 7 richiedenti asilo. Considerati i prossimi 50 nuovi arrivi, a Sarcedo si prevede quindi possano arrivare per il momento 57 stranieri, superando addirittura il poco invidiabile rapporto di 10 presunti profughi ogni 1.000 abitanti. Stranieri che spesso si rivelano essere persone non identificate e poco collaborative, nella maggior parte dei casi senza alcun diritto di ricevere lo status di profugo, attirati in Italia dal cieco buonismo di un Governo centrale evidentemente non in grado di fronteggiare tematiche di così ampia portata come la gestione dei flussi migratori.
Da mesi la Lega Nord – Liga Veneta sostiene che queste modalità di gestione dei presunti profughi non possono essere considerate valide, ma si rivelano piuttosto degli strumenti per aumentare in modo spropositato i fatturati delle cosiddette “cooperative sociali”, nate e prosperate rapidamente sul nostro territorio anche grazie al tacito sostegno di numerosi amministratori locali che hanno visto in esse uno strumento per la gestione di un fenomeno epocale che dovrebbe essere invece fronteggiato dallo Stato. Uno Stato che, purtroppo, non trova soluzione migliore che spargere queste persone nei nostri Comuni, per un tempo indefinito, senza conoscerne l’identità ed il passato, lasciandoli liberi di vagare per i nostri paesi. Un sistema assurdo, che deve necessariamente trovare la nostra decisa contrarietà”.
Tviweb 09.03.2017

Sarcedo e la bomba profughi. Presidio di protesta di Lega e movimenti. Arriva ‘Quinta Colonna’

Si sono mobilitati in poche ore i movimenti di destra e di liberi cittadini alla notizia dell’arrivo improvviso di 50 richiedenti asilo a Sarcedo. Una vera e propria chiamata rivolta ai propri fedelissimi per manifestare sia contro l’odiato business dell’accoglienza, ma anche contro un sindaco che a loro avviso ‘fa le lacrime da coccodrillo davanti ai suoi cittadini’,  dopo aver firmato un accordo col prefetto che alla luce dei fatti si è rivelato ‘farlocco’.
La notizia dell’assegnazione dei 50 migranti a Sarcedo nell’ex ristorante ‘Da Gigi’ in via 1° Maggio, arrivata solo lunedì dalla prefettura come un dato di fatto non sindacabile, aveva preso in contropiede il sindaco Luca Cortese, indignato per non essere stato consultato e contrariato fino all’ira. ‘Sarcedo non può prendersi l’onere di così tanti profughi, specialmente dopo aver firmato il protocollo d’intesa con la prefettura che limitava gli arrivi a due profughi ogni mille abitanti’, aveva detto Cortese subito dopo aver appreso dei nuovi arrivati.
Gli attivisti di ‘Prima Noi’, ‘Ordine sociale Alto Vicentino’, ‘Vicenza ai vicentini’ e la Lega Nord, hanno organizzato per martedì prossimo alle 20.30 in piazza Vellere un presidio di protesta e al sindaco Cortese non risparmiano una bella lavata di capo. Prevista la presenza del noto programma Quinta Colonna.
‘I 50 sedicenti profughi – ironizza Alex Cioni di Prima Noi – non sono altro che il premio di ringraziamento per chi è favorevole all’accoglienza diffusa che, lo abbiamo detto fino alla nausea, è una chimera di chi non sa cosa dire e come gestire il fenomeno dei migranti ma insiste nel recitare la parte del buon samaritano, con il cuore gonfio di solidarietà pelosa al limite del disgustoso. Ha poco da lamentarsi il sindaco di Sarcedo, anche se ne comprendiamo lo stato d’animo. Tuttavia se si accetta di arrivare a compromessi fidandosi di un governo che ha già dimostrato in svariate occasioni di non avere a cuore gli interessi degli italiani, si è solo vittima in modo colpevole dei propri errori. Chi è causa del suo mal pianga sè stesso’.
A Cortese ed ai sindaci in generale non le risparmia nemmeno il neo segretario provinciale della Lega Nord Erik Pretto, quando parla di ‘scarsa lungimiranza politica di alcuni primi cittadini, aderenti o comunque vicini al Partito democratico. Franco Balzi di Santorso, Piera Moro di Marano Vicentino, Giovanni Casarotto di Thiene, Sandro Maculan di Zugliano e, purtroppo, lo stesso Luca Cortese di Sarcedo per mesi hanno tentato di illudere i cittadini affermando che l’accettazione degli accordi con la prefettura di Vicenza avrebbe impedito l’arrivo sul territorio di altri richiedenti asilo, attirati in Italia dal cieco buonismo di un governo centrale’.
Pronti a scendere in piazza anche i ragazzi di Osa, capitanati da Enrico Santini, che ha preannunciato una manifestazione contro l’invasione di un paese da un numero davvero eccessivo di migranti. Qualcosa di sproporzionato che fino ad ora non si era visto nell’Alto Vicentino, tranne che nel caso  di Tonezza, che ha avuto gli onori della cronaca nazionale.
Al primo cittadino di Sarcedo non resta che sperare di convincere il prefetto a ritornare sulle sue decisioni oggi in mattinata, durante un colloquio chiarificatore fissato subito dopo appresa la notizia dell’arrivo dei profughi. ‘Lunedì il sindaco di Lugo, Robertino Cappozzo, presidente della conferenza dei sindaci, ha già fissato una riunione straordinaria per discutere e risolvere questa faccenda’ ha fatto sapere Cortese.
‘Tanti altri sindaci – ha aggiunto poi – mi hanno dimostrato solidarietà, e anche i cittadini. Questa ingiustizia tenteremo di risolverla insieme’.
Marta Boriero (Altovicentinonline)

mercoledì 8 marzo 2017

50 presunti profughi in arrivo a Sarcedo.

Apprendiamo da una nota ufficiale del Comune di Sarcedo dell’imminente arrivo sul territorio comunale di circa 50 presunti profughi, da collocare presso un fabbricato privato. La Lega Nord – Liga Veneta vicentina, da sempre sensibile nei confronti dei cittadini e delle Amministrazioni Comunali che vedono il loro territorio invaso da presunti profughi, esprime la propria solidarietà nei confronti dei cittadini di Sarcedo e si rende disponibile ad agire politicamente per scongiurare che si concretizzi questa nuova imposizione calata dal Governo centrale.
Non possiamo tuttavia dimenticare la scarsa lungimiranza politica di alcuni primi cittadini, aderenti o comunque vicini al Partito Democratico (primi fra tutti Franco Balzi di Santorso, Piera Moro di Marano Vicentino, Giovanni Casarotto di Thiene, Sandro Maculan di Zugliano e, purtroppo, lo stesso Luca Cortese di Sarcedo), che per mesi hanno tentato di illudere i cittadini affermando che l’accettazione degli accordi con la Prefettura di Vicenza avrebbe impedito l’arrivo sul territorio di altri richiedenti asilo.
Ancora una volta, è stata dimostrata l’inefficacia dei protocolli d’intesa sottoscritti fra i Comuni vicentini e la Prefettura di Vicenza, che prevedevano l’arrivo sui territori di al massimo 2 presunti profughi ogni 1.000 abitanti. Accordi spesso vanificati e che, nel caso specifico di Sarcedo, hanno già portato sul territorio comunale 7 richiedenti asilo. Considerati i prossimi 50 nuovi arrivi, a Sarcedo si prevede quindi possano arrivare per il momento 57 stranieri, superando addirittura il poco invidiabile rapporto di 10 presunti profughi ogni 1.000 abitanti. Stranieri che spesso si rivelano essere persone non identificate e poco collaborative, nella maggior parte dei casi senza alcun diritto di ricevere lo status di profugo, attirati in Italia dal cieco buonismo di un Governo centrale evidentemente non in grado di fronteggiare tematiche di così ampia portata come la gestione dei flussi migratori.
Da mesi la Lega Nord – Liga Veneta sostiene che queste modalità di gestione dei presunti profughi non possono essere considerate valide, ma si rivelano piuttosto degli strumenti per aumentare in modo spropositato i fatturati delle cosiddette “cooperative sociali”, nate e prosperate rapidamente sul nostro territorio anche grazie al tacito sostegno di numerosi amministratori locali che hanno visto in esse uno strumento per la gestione di un fenomeno epocale che dovrebbe essere invece fronteggiato dallo Stato. Uno Stato che, purtroppo, non trova soluzione migliore che spargere queste persone nei nostri Comuni, per un tempo indefinito, senza conoscerne l’identità ed il passato, lasciandoli liberi di vagare per i nostri paesi. Un sistema assurdo, che deve necessariamente trovare la nostra decisa contrarietà.
Erik Umberto Pretto - Segretario Provinciale Lega Nord Liga Veneta di Vicenza

“I protocolli di intesa sono inefficaci”. Lega all’attacco sui profughi a Sarcedo

L’annunciato arrivo di oltre 50 profughi a Sarcedo, in un ex ristorante, su iniziativa della prefettura desta rabbia e contrarietà nella Lega Nord e nel comitato civico Prima Noi. Ieri, a denunciare la vicenda, era stato lo stesso sindaco Luca Cortese, ricordando che il piccolo Comune altovicentino già ospita 7 richiedenti asilo impegnati in attività sociali. Ma il Carroccio e i civici vanno anche all’attacco delle amministrazioni che in questi mesi hanno accettato di aderire alla Rete Sprar per la microaccoglienza: “Si è dimostrata l’inefficacia dei protocolli di intesa fra i Comuni e la prefettura” è l’accusa.
Di seguito, le note stampa di Lega Nord :
“Apprendiamo da una nota ufficiale del Comune di Sarcedo – scrive il segretario provinciale leghista Erik Pretto – dell’imminente arrivo sul territorio comunale di circa 50 presunti profughi, da collocare presso un fabbricato privato. La Lega Nord – Liga Veneta vicentina, da sempre sensibile nei confronti dei cittadini e delle Amministrazioni Comunali che vedono il loro territorio invaso da presunti profughi, esprime la propria solidarietà nei confronti dei cittadini di Sarcedo e si rende disponibile ad agire politicamente per scongiurare che si concretizzi questa nuova imposizione calata dal Governo centrale.
Non possiamo tuttavia dimenticare la scarsa lungimiranza politica di alcuni primi cittadini, aderenti o comunque vicini al Partito Democratico (primi fra tutti Franco Balzi di Santorso, Piera Moro di Marano Vicentino, Giovanni Casarotto di Thiene, Sandro Maculan di Zugliano e, purtroppo, lo stesso Luca Cortese di Sarcedo), che per mesi hanno tentato di illudere i cittadini affermando che l’accettazione degli accordi con la Prefettura di Vicenza avrebbe impedito l’arrivo sul territorio di altri richiedenti asilo. Ancora una volta, è stata dimostrata l’inefficacia dei protocolli d’intesa sottoscritti fra i Comuni vicentini e la Prefettura di Vicenza, che prevedevano l’arrivo sui territori di al massimo 2 presunti profughi ogni 1.000 abitanti. Accordi spesso vanificati e che, nel caso specifico di Sarcedo, hanno già portato sul territorio comunale 7 richiedenti asilo. Considerati i prossimi 50 nuovi arrivi, a Sarcedo si prevede quindi possano arrivare per il momento 57 stranieri, superando addirittura il poco invidiabile rapporto di 10 presunti profughi ogni 1.000 abitanti. Stranieri che spesso si rivelano essere persone non identificate e poco collaborative, nella maggior parte dei casi senza alcun diritto di ricevere lo status di profugo, attirati in Italia dal cieco buonismo di un Governo centrale evidentemente non in grado di fronteggiare tematiche di così ampia portata come la gestione dei flussi migratori.
Da mesi la Lega Nord – Liga Veneta sostiene che queste modalità di gestione dei presunti profughi non possono essere considerate valide, ma si rivelano piuttosto degli strumenti per aumentare in modo spropositato i fatturati delle cosiddette “cooperative sociali”, nate e prosperate rapidamente sul nostro territorio anche grazie al tacito sostegno di numerosi amministratori locali che hanno visto in esse uno strumento per la gestione di un fenomeno epocale che dovrebbe essere invece fronteggiato dallo Stato. Uno Stato che, purtroppo, non trova soluzione migliore che spargere queste persone nei nostri Comuni, per un tempo indefinito, senza conoscerne l’identità ed il passato, lasciandoli liberi di vagare per i nostri paesi. Un sistema assurdo, che deve necessariamente trovare la nostra decisa contrarietà”. 
di Daniele Dal Dosso (Ecovicentino)

giovedì 2 marzo 2017

Nomadi, Lega Nord: “Caso di Follonica emblematico”

Il video delle due donne nomadi chiuse nel gabbiotto esterno di un supermercato Lidl a Follonica, che ha scatenato numerose polemiche e scontri sui social media, ci ricorda una vicenda che abbiamo già conosciuto a Marano Vicentino. Nel nostro caso i clienti, entrando ed uscendo dal nuovo supermercato Lidl, invitavano il personale a cacciare alcune donne nomadi dall’area a parcheggio per evitare di essere importunati. In questa circostanza, la direzione del supermercato aveva intelligentemente, fin dal giorno successivo, fatto pattugliare l’area da un’agenzia di vigilanza privata, proprio per scoraggiare la presenza delle nomadi.
In Toscana, invece, la Lidl di Follonica ha sospeso dal lavoro i due dipendenti a seguito del loro operato, certamente discutibile ma volto comunque a fermare le autrici di un furto. Spezzando una lancia in favore dei due lavoratori, bisognerebbe ricordare cosa dice la legge. L’articolo 383 del codice penale dispone infatti che “ogni persona è autorizzata a procedere all’arresto in flagranza, quando si tratta di delitti perseguibili d’ufficio”, consegnando poi senza ritardo l’arrestato e il corpo del reato alla polizia giudiziaria.
E’ stata certamente deprecabile l’esibizione avvenuta successivamente alla “cattura”, con il famoso video autoprodotto e poi caricato su internet. Tuttavia la reazione dei clienti dello stesso supermercato sembra dare ragione ai due dipendenti. Per capire cosa pensa la gente comune, prendiamo come riferimento l’intervista fatta da Saverio Tommasi (giornalista spesso critico nei confronti della Lega Nord), per conto di Fanpage.it, il quale ha parlato con una delle due nomadi per capire se stessero veramente rubando.
La donna ha dichiarato: “Io avevo paura per quello che mi hanno fatto i due ragazzi. Io dormo alla stazione, non ho soldi, non ho niente, mio marito è morto in Romania”. Nonostante questo triste racconto, che dobbiamo ipotizzare sia aderente alla realtà, i clienti del supermercato si schierano tutti dalla parte dei dipendenti Lidl. “È sbagliato il gesto di chiuderle in gabbia, ma stavano rubando”, dice una donna, sostenendo inoltre che la nomade sia solita prostituirsi abitualmente nel parcheggio del supermercato. Un altro cliente ha invece raccontato che “queste donne sono qui ormai da anni e rubano tutto quello che c’è da rubare”.
Sicuramente qualche commento è meritevole di condanna ma, in questo contesto, è inutile girarci intorno fingendo di non vedere. Dobbiamo solamente aspettarci di peggio se interi quartieri delle nostre città sono assediati da uomini e donne che non lavorano e non sono disposti per primi ad integrarsi. Nella totale assenza delle istituzioni, che sanno solo rivestirsi di buonismo, le regole vengono calpestate senza problemi, innescando nella gente reazioni estreme dovute all’esasperazione di chi non vede più la presenza della giustizia. 
Lega Nord – Liga Veneta – Sezione di Marano Vicentino
Da VicenzaReport del 02.03.2017

Lega Nord, l'esasperazione di chi non vede più giustizia

Il video delle due donne nomadi chiuse nel gabbiotto esterno di un supermercato Lidl a Follonica, che ha scatenato numerose polemiche e scontri sui social-media, ci ricorda una vicenda che abbiamo già conosciuto a Marano Vicentino. Nel nostro caso i clienti, entrando ed uscendo dal nuovo supermercato Lidl, invitavano il personale a cacciare alcune donne nomadi dall'area a parcheggio per evitare di essere importunati. In questa circostanza, la direzione del supermercato aveva intelligentemente, fin dal giorno successivo, fatto pattugliare l'area da un'agenzia di vigilanza privata, proprio per scoraggiare la presenza delle nomadi. Questo si legge in una nota nota della sezione Lega Nord - Liga Veneta di Marano Vicentino.
In Toscana, invece, la Lidl di Follonica ha sospeso dal lavoro i due dipendenti a seguito del loro operato, certamente discutibile ma volto comunque a fermare le autrici di un furto. Spezzando una lancia in favore dei due lavoratori, bisognerebbe ricordare cosa dice la Legge. L'art. 383 c.p.p. dispone infatti che "ogni persona è autorizzata a procedere all'arresto in flagranza, quando si tratta di delitti perseguibili d'ufficio", consegnando poi senza ritardo l'arrestato e il corpo del reato alla polizia giudiziaria. E' stata certamente deprecabile l'esibizione avvenuta successivamente alla "cattura", con il famoso video auto-prodotto e poi caricato su internet. Tuttavia la reazione dei clienti dello stesso supermercato sembra dare chiara ragione ai due dipendenti.
Per capire cosa pensa la gente comune, prendiamo come riferimento l'intervista fatta da Saverio Tommasi (giornalista spesso critico nei confronti della Lega Nord), per conto di Fanpage.it, il quale ha parlato con una delle due nomadi per capire se stessero veramente rubando. La donna ha dichiarato: "Io avevo paura per quello che mi hanno fatto i due ragazzi. Io dormo alla stazione, non ho soldi, non ho niente, mio marito è morto in Romania". Nonostante questo triste racconto, che dobbiamo ipotizzare sia aderente alla realtà, i clienti del supermercato si schierano tutti dalla parte dei dipendenti Lidl. "È sbagliato il gesto di chiuderle in gabbia, ma stavano rubando", dice una donna, sostenendo inoltre che la nomade sia solita prostituirsi abitualmente nel parcheggio del supermercato. Un altro cliente ha invece raccontato che "queste donne sono qui ormai da anni e rubano tutto quello che c'è da rubare".
Sicuramente qualche commento è meritevole di condanna ma, in questo contesto, è inutile girarci intorno fingendo di non vedere. Dobbiamo solamente aspettarci di peggio se interi quartieri delle nostre città sono assediati da uomini e donne che non lavorano e non sono disposti per primi ad integrarsi. Nella totale assenza delle istituzioni, che sanno solo rivestirsi di buonismo, le regole vengono calpestate senza problemi, innescando nella gente reazioni estreme dovute all'esasperazione di chi non vede più la presenza della giustizia. 
Da Vicenzapiò del 02.03.2017