domenica 30 novembre 2014

I "grandi" problemi della Moretti: "Da tempo non vado dall'estetista"

L'eurodeputata Pd logorata dalle primarie in Veneto: "Guardate le mie unghie, sono spezzate...". Stile ladylike addio?
Ah, le mani. Già, le mani... Alessandra Moretti è lorgorata dalla politica. Non tanto dall'europarlamento, dove è stata da poco eletta.
Piuttosto dalle primarie. E tutta questa stanchezza la riversa sulla sua bellezza acqua e sapone, sullo stile "ladylike" che l'accomunava alla ministra Maria Elena Boschi.
Ma la politica, la corsa per la poltrona da governatrice del Veneto, la sta logorando. "Ecco qui - dice al giornalista del Corriere della Sera che oggi l'ha intervistata - guardi pure, controlli... unghie spezzate, nemmeno l’ombra di smalto... Sa quant’è che non vado dall’estetista?".
Lo scorso 18 novembre, in un'altra intervista al Corriere della Sera, aveva detto di andare dall'estetista una volta alla settimana. "Dobbiamo e vogliamo essere belle, brave, intelligenti ed eleganti", diceva. Parlava di stile "ladylike" da declinare anche in politica, assicurava che la bellezza "non incompatibile con l'intelligenza". E, contro i pregiudizi di una certa sinistra vetero, la Moretti sparava senza pietà: "Io, la Boschi, la Madia, abbiamo uno stile 'Lady Like': dobbiamo e vogliamo essere belle, brave, intelligenti ed eleganti". Una stilettata che molti intesero essere indirizzata alla vecchia guardia che innalza a dogma lo stile di Rosi Bindi. "Era più austero, mortificava la bellezza, la capacità di mostrare un volto piacente, per fortuna era diverso dal nostro - diceva l'eurodeputata al Corsera - ma si sa, i tempi sono cambiati". E ancora: "Io vado dall'estetista ogni settimana: cosa faccio? Ogni cosa, le meches, la tinta...vado a correre. Accompagno i miei figli di corsa, loro in bici io di corsa". E anche quando le facevano notare che sui social l'avrebbero massacrata, lei ribatteva impavida: "E chissenefrega, devo forse venire coi peli, i capelli bianchi..? Ho un ruolo pubblico, rappresento tante donne e voglio farlo al meglio... sappiano che non ci intidimiscono. Saremo sempre più belle, brave pronte tenaci e coraggiose... ma cos'hanno contro di noi, cosa gli abbiamo fatto?".
Sacrosante le parole della Moretti. Per nulla l'attacco di Massimo Cacciari che tuonò: "Ma che caz... dice la Moretti? Poverina, non conosce la storia di questo Paese!". Benvenga lo stile "ladylike". Benvenga la bellezza, che non è alternativa all'intelligenza, anche tra i banchi della politica. La sinistra ci è arrivata tardi, ma alla fine sembrano averlo capito anche dalle parti di via del Nazareno. Lo stesso Matteo Renzi aveva parlato di "rivoluzione della bellezza". E la Boschi non ha mai mascherato le proprie curve. Anzi, più volte ha difeso il diritto di sentirsi a proprio agio con la femminilità. Ma tutto ha un limite. Perché tirarla alle lunghe con l'estetista, il parrucchiere, la manicure... che scatole! Il Corriere della Sera è diventato il confessionale della Moretti. Non si sa se per mettere una pezza alla passata intervista, che le sono valsi non pochi strali da certi sinistri, o per dimostrare che ha corso in lungo il largo il Veneto per meritarsi la nomination alla Regione. Ma tant'è.
La Moretti non va da tempo dall'estetista. Ha le unghie rotte. E pure senza smalto. È un problema. In settimana dovrà risolverlo. Le 230mila persone che l'hanno votata alle europee per mandarla a Strasburgo per cambiare la Ue possono (ancora) aspettare. Tanto giorno più, giorno meno poco cambia.
di Andrea Indini (Giornale) 

La metà dei commercianti è vittima dei ladri

Oltre il 40 per cento ha invece subito una rapina Cresce inoltre la percezione del peggioramento dei livelli di sicurezza. Sale la spesa per la vigilanza.
VICENZA. Numeri che pesano come macigni in un settore dove la crisi continua a non mollare la presa. Sono quelli che si riferiscono ai furti e alle rapine messe a segno nei negozi. Nel Vicentino infatti il 54 per cento dei commercianti ha subito un taccheggio; oltre il 40 per cento invece è stato vittima di una rapina, senza contare che più della metà degli esercenti, secondo quanto risulta all'Associazione di via Faccio, deve fare quotidianamente i conti con un'altra piaga che limita in maniera determinante gli affari: la contraffazione. Il quadro si completa, poi, con un altro dato, tutt'altro che positivo, ovvero la “percezione di peggioramento dei livelli di sicurezza” aumentato di quasi 10 punti rispetto all'ultima rilevazione valicando di oltre cinque punti il 50 per cento. Insomma, nonostante gli sforzi delle forze dell'ordine, e quelli dei singoli negozianti di alzare le difese anti intrusioni e rapine, il livello di insicurezza avvertito nel nostro territorio rimane molto alto.
«E in questo modo non si vive, né si lavora bene», attacca il direttore dell'Ascom di Vicenza, Ernesto Boschiero. (...)
GdV.

venerdì 28 novembre 2014

Breganze-Marano. Confartigianato: 'Noi massacrati dalle tasse e i nomadi fanno quello che vogliono'

C'è preoccupazione tra gli artigiani di Breganze per la collocazione di due camper. Attualmente sostano nel piazzale dei magazzini comunali, dopo che è stato imposto loro di sgomberare dalle vie del centro del paese, dove non sono voluti dai commercianti che da sempre fanno guerra su questo tema.  A farsi portavoce è stato Andrea Piovan, presidente Confartigianato di Thiene, che ieri sera, ha riunito tutti i suoi associati al Bar 2000 per affrontare quello che per tutti loro è un grave problema.
'Ci hanno detto che vogliono fare un campo nomadi e siamo rimasti di stucco - ha spiegato Piovan - la situazione a Breganze come a Marano è davvero insostenibile e ora si paventa l'ipotesi di un'area attrezzata per questa gente a cui dovremmo pagare acqua, luce e servizi mentre noi artigiani siamo nel bel mezzo di una crisi economica?' A tranquillizzare il presidente di Confartigianato è il sindaco Piera Campana in persona che  smentisce categoricamente la voce che gira in paese sul campo rom che non ha alcuna intenzione di realizzare.
'In realtà avevo solo chiesto agli artigiani di aiutarmi a trovare un'area dove collocare temporaneamente le famiglie con i due camper che attualmente stanno nei magazzini comunali - getta acqua sul fuoco il primo cittadino di Breganze - sono tre mesi che cerco una soluzione ad un problema che voglio affrontare nella maniera più giusta. Da un lato ho chi questi due camper non li vuole assolutamente  e non faccio che chiamare i vigili per farli sgomberare da una parte all'altra del paese. Dall'altro - conclude Piera Campana - ho i solleciti delle associazioni di volontariato che insistono nel progetto di integrazione per questi nuclei familiari, che a loro dire, andrebbero reinseriti. Ripeto, nessun campo rom è in progetto. Qualcuno ha capito male'.
 Piovan tira un sospiro di sollievo, ma torna sull'argomento che gli sta a cuore. 'Qui non significa essere razzisti - si sfoga - si tratta di persone che non dimostrano un minimo di civiltà.  Abito un chilometro dall'area occupata da intere famiglie di rom a Marano. Quello che vedo passando da via Capitello di Sopra, proprio accanto all'area ecologica è da brivido. Hanno rotto la rete di recinzione, accendono il fuoco per scaldarsi ad ogni ora del giorno. Se lo fa qualche cittadino per bruciare sterpaglie nel giardino di casa propria gli infliggono una multa da capogiro. Questa gente lo può fare tranquillamente e nessuno li punisce.  Noi facciamo la raccolta differenziata dei rifiuti e paghiamo la Tarsu. Loro disseminano immondizia ovunque gratuitamente e a noi tocca pagare pure quello che loro sporcano perchè quando si allontanano lasciano il disastro. I possessori di camper devono fare la revisione - incalza Piovan - scommetto che loro se ne fregano. Le donne stendono panni che fanno bella mostra, vanno e vengono indisturbati facendo i loro comodi. Siamo esasperati dal degrado ed i sindaci non possono ignorare la nostra rabbia legittima che deriva da uno Stato fiscale che ci fa pagare per poter lavorare, pronto a sanzionarti per il nulla. Poi però, ai nomadi è concesso tutto. Come si fa a non arrabbiarsi? Sono contento che il campo nomadi a Breganze non si farà - conclude il presidente di Confartigianato -  mi fido della parola del sindaco Campana che contatterò personalmente, ma pretendiamo che  i primi cittadini, che ospitano famiglie rom, si facciano garanti dei diritti dei loro cittadini e che non spendano in generale più un euro per riparare i danni dell'inciviltà di chi non rispetta le regole. Soldi non ce ne sono quasi più e devono essere spesi per le cose giuste'
di redazione Thiene on line, 28 Novembre 2014 

giovedì 27 novembre 2014

Islamici pregano nei capannoni, il Tar: "Nessuna irregolarità"

A Cinisello Balsamo Lega furibonda contro una sentenza per cui la preghiera dei fedeli nei capannoni non è una "moschea abusiva"
Un edificio che ospita decine di fedeli musulmani per la preghiera del venerdì non diventa ipso facto una moschea e per questo non viola la legge sui luoghi di culto, indipendentemente dagli aspetti legati all'urbanistica.
Anche se il tutto avviene nei capannoni della zona industriale.
A stabilirlo è una sentenza del Tar con cui viene accolto il ricorso delle Comunità islamiche milanesi contro la decisione del comune di Cinisello Balsamo di allontanare l'associazione islamica "Pace" dai locali dove viene organizzata la preghiera del venerdì.
Si tratta di un provvedimento, quello adottato dal Tribunale regionale, che ha suscitato le reazioni furibonde della sezione cinisellese della Lega Nord, che si è scagliata contro "un pronunciamento che dimostra che la giustizia non è uguale per tutti".
"Se un quasiasi cittadino italiano volesse adibire alla vendita diretta di prodotti un capannone, dovrebbe per forza cambiare la destinazione d'uso pagando i dovuti oneri al Comune - spiegano gli esponenti del Carroccio Jari Colla e Giacomo Ghilardi - Lascia basiti che nella sentenza si legga che 'usare capannoni industriali come luoghi di culto indipendemente dalla destinazione urbanistica' non comporti alcuna violazione della legge."
Negli scorsi mesi i leghisti avevano denunciato a più riprese il sorgere, nel comune dell'hinterland milanese, di diverse strutture classificate come "moschee abusive". "Alcuni capannoni industriali vengono adibiti a vere e proprie moschee - ci spiega al telefono Giacomo Ghilardi, capogruppo del Carroccio in Consiglio comunale - Se il capannone è ad uso industriale si presuppone che venga impiegato per uso industriale: gli islamici, invece, ci pregano dentro. Si pone, tra l'altro, il tema della sicurezza di un grande numero di persone ospitate in ambienti non idonei"
Reazioni di segno opposto, naturalmente, da parte delle comunità islamiche: "Mesi fa – spiegano dal Caim – abbiamo cercato di interloquire con il sindaco Trezzi informandola della giurisprudenza in materia e cercando di far comprendere come l’istituzione di un centro di cultura islamica fosse un’opportunità per i cittadini e non un fatto da perseguire legalmente. Constatiamo con preoccupazione la mancanza di una volontà di dialogo, e la scelta di utilizzare le risorse pubbliche per emettere provvedimenti illegittimi nei nostri confronti a detrimento degli interessi della città”.
di Giovanni Masini (Giornale)

mercoledì 26 novembre 2014

"I rom vivono come i maiali". Bufera sulle frasi di un consigliere vicentino

Claudio Cicero, consigliere comunale di Vicenza: "Come possono dire che non gli piace il nuovo campo. I maiali non stanno nel pulito ma nello sporco",
"Come possono i rom permettersi di dire che non gli piace il campo? Certo che non gli piace, avete mai provato a vedere dove stanno i maiali? Stanno bene in quello che i vicentini chiamano luamàro perché non stanno nel pulito ma nello sporco": queste le dichiarazioni-choc per cui è finito nella bufera Claudio Cicero, consigliere comunale dell'opposizione di centrodestra a Vicenza.
Le parole che hanno scatenato un putiferio politico e mediatico sono state pronunciate nel corso di una seduta del consiglio comunale cittadino dedicata al trasferimento dei nomadi di origine sinta nel campo di via Cricoli, alla periferia nord della città.
Le frasi di Cicero, racconta il Gazzettino, sono state subito oggetto di durissime critiche da parte di un ampio arco di forze politiche: Sel ha anche chiesto le dimissioni del consigliere. Il sindaco di Vicenza, Achille Variati del Pd, ha definito "inaccettabili" le dichiarazioni di Cicero, nonostante in passato abbia tenuto una linea molto dura sul fronte degli sgomberi dei campi irregolari.
Reazioni furibonde sono arrivate, inoltre, dalle associazioni di rom e sinti: "I nazisti usavano queste parole - ha commentato il presidente dell’associazione Sinti italiani, Davide Casadio -. Valuteremo eventuali azioni legali, ma Cicero non è degno di svolgere il ruolo in Consiglio."
di Ivan Francese (Giornale)

martedì 25 novembre 2014

Jobs Act, immigrati favoriti

Verso l'approvazione la legge delega sul lavoro. Bocciato un emendamento della Lega che chiedeva la cittadinanza italiana come requisito per i servizi socio-assistenziali.
A Montecitorio continua la corsa per far approvare entro domani il Jobs Act, la legge delega sul lavoro perno di tutta l'azione riformatrice del governo Renzi. Finora l'esecutivo non ha messo la fiducia, affidandosi all'aula - dove peraltro gli emendamenti sono arrivati già "sfoltiti" - anche se il ministro del Lavoro Giuliano Poletti non escluso un ricorso nelle prossime sedute al voto di fiducia. 
In aula è arrivato quindi il testo uscito dalla commissione Lavoro della Camera che contiene alcune modifiche rispetto a quello del Senato, in particolare sui licenziamenti licenziamenti illegittimi nell'ambito del nuovo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. In particolare, la possibilità di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro (ferma restando la disciplina vigente per i licenziamenti nulli e discriminatori, a fronte dei quali la reintegra è sempre ammessa) è stata esclusa per i licenziamenti economici, mentre per quanto riguarda i licenziamenti disciplinari ingiustificati è stata limitata a "specifiche fattispecie". Nonostante le professioni di serenità da parte degli esponenti del governo, la "giusta causa" continua a dividere il Pd, tanto che un gruppo consistente di democratici ha votato un emendamento di Sel in difesa dell'art. 18. A favore dell'emendamento, a prima firma Giorgio Airaudo, che chiede che l'art. 18 rimanga per tutti dopo un anno di prova, sono stati i 17 deputati della minoranza: Albini, Argentin, Beni, Carra, Cimbro, Civati, Cuperlo, Farina, Fassina, Fossati, Gregori, Iacono, Laforgia, Mogniato, Pollastrini, Scuvera e Terrosi.  Una contraddizione, nei fatti, delle parole del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi che, a proposito del Jobs Act, ha detto che «non c'è alcun rischio di scissione nel Pd». Boschi è tornata anche a cimentarsi con lo sport preferito del governo, sparare sui sindacati, sulla Fiom in particolare: «Credo che Landini stia spostando lo scontro sul piano ideologico perché nel merito del Jobs Act ha poco da dire. Noi abbiamo presentato un piano che estende le tutele, estende gli ammortizzatori sociali ed introduce forme che eliminano il precariato».  Parole che sui la replica del leader Fiom non si è fatta attendere: «Sul Jobs Act il ministro Boschi dice delle cose molto imprecise. Non so se perche' molto presa dalla riforma costituzionale e non ha ancora letto la delega, ma noi non stiamo né spostando l'attenzione né la mettiamo sul piano ideologico, noi parliamo di cose concrete: il governo non sta facendo nulla sul piano degli investimenti, con il Jobs Act nuovi posti di lavoro non si creano».  Durante le votazioni in aula si è accesa la tensione quando è arrivato il momento di votare sulle nuove norme per la videosorveglianza dei dipendenti. I grillini, in segno di protesta, hanno fatto riprese con i telefonini (venendo contro al regolamento dell'assemblea) e poi cercando di impedire al relatore, il presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano, di intervenire proprio per illustrare la norma sulla videosorveglianza. Per i grillini «Non si può accettare: i cittadini devono essere sorvegliati e i signori della politica fanno i trattati segreti». I deputati grillini hanno continuato a disturbare l'intervento di Damiano e due di loro, Ivan Della Valle e Michele Dell'Orco, sono così stati espulsi del presidente di turno Roberto Giachetti.  Critiche al Jobs Act sono arrivate anche dalla lega, che si è vista respingere un emendamento. Spiega Emanuele Prataviera, membrod ella commissione Lavoro, «Bocciando il nostro emendamento, in cui chiedevamo che l'eliminazione dello stato di disoccupazione come requisito di accesso a servizi socio-assistenziali fosse riservato ai soli cittadini italiani, il governo continua a favorire gli stranieri rispetto agli italiani. Infatti, senza riconoscere una priorità di accesso ai nostri cittadini, finiranno per usufruirne solo gli extracomunitari. Questo si conferma il governo degli stranieri, che dimentica le necessità dei propri cittadini, dimentica i nostri esodati, i nostri poliziotti ma trova sempre le risorse per i cittadini stranieri».

lunedì 24 novembre 2014

Bonus bebè solo agli italiani

La proposta del Carroccio per evitare che gli aiuti vadano esclusivamente agli immigrati: «Cittadinanza o dieci anni di residenza».
Residenza in Italia da almeno dieci anni oppure cittadinanza per poter accedere al Bonus bebè: è quanto chiede la Lega Nord in due emendamenti alla legge di stabilità all'esame della commissione bilancio della Camera. «Senza questi requisiti - spiega Guido Guidesi deputato del Carroccio - il combinato disposto del reddito Isee a 25.000 e a 7.000 euro e dunque il raddoppio del bonus avrà come conseguenza che gran parte delle risorse finirà agli stranieri che non hanno certo il problema della scarsa natalità». Dunque stop soldi agli immigrati: «Oltre ai milioni di euro (570 di nuovi solo in questa legge di stabilità) ai clandestini, - denuncia ancora Guidesi - il governo vuole togliere dalla platea dei beneficiari gran parte dei cittadini di questo Paese». 
In base all'emendamento presentato dal governo l'unico requisito per accedere al contributo di 80 euro per ogni nuovo figlio è la presentazione presenteranno di un Isee (Indicatore socio economico equivalente) non superiore ai 25 mila euro (la soglia di reddito precedente era di 90mila euro e non si prevedeva l'uso dell'Isee). L'assegno raddoppierà per chi non supera un Isee di 7 mila euro annui. Critiche all'iniziativa del governo sono arrivate anche da Forza Italia, secondo Mara Carfagna «Per Renzi una famiglia con un Isee di 26mila euro annui è una famiglia ricca, mentre una famiglia con un Isee di 7mila euro annui sarebbe una famiglia che può concedersi il lusso di fare figli sperando nell'incerto bonus del Governo. Ma davvero il premier crede che una famiglia con Isee inferiore a 7mila euro, farà un figlio in virtù del bonus del governo?».

Regionali, in Emilia Romagna la Lega Nord sfiora in regione il 20% e doppia l'alleato storico Forza Italia

Il partito di Salvini sfiora in regione il 20% e doppia l'alleato storico Forza Italia, fermo al 8,36%. Alle scorse regionali il Carroccio prese il 13.67, mentre a maggio, per le europee, si fermò al 5,04%.

Boom della Lega Nord in Emilia Romagna. I dati definitivi parlano di un ottimo 19,42 per cento (pari a 233.439 voti) al partito di Matteo Salvini, che ha più che doppiato l'alleata (almeno in Emilia) Forza Italia, ferma a 8,36% (pari a 100.478 voti). Superato di gran lunga anche il Movimento 5 Stelle, che ha ottenuto il 13,26% pari a 167.022 voti. Da notare che alle precedenti elezioni del 28 marzo 2010 La Lega si fermò al 13,67% (pari però a 288.601), mentre l'allora Popolo della Libertà ottenne il 24,55%. Il risultato del Carroccio è però particolarmente sorprendente se confrontato con quelle delle Europee dello scorso maggio, quando in Emilia Romagna si fermò al 5.04% raccogliendo solo 116.394 voti. Soddisfazione del segretario della Lega, Matteo Salvini, che su twitter scrive che "la Lega vola"
Alan Fabbri: "Siamo il secondo partito in Emilia Romagna" - Soddisfatto anche il candidato governatore Alan Fabbri (che ha preso il 29,85%), secondo cui "il Pd in queste elezioni è stato asfaltato, per la prima volta va sotto il 50% come coalizione. La Lega Nord è il secondo partito in Emilia-Romagna, mentre in molti comuni terremotati siamo il primo partito". Il candidato leghista alla presidenza della Regione Emilia-Romagna, "Questo risultato è uno schiaffo al governo, perché una percentuale così bassa per il centro-sinistra in questa regione non si è mai vista". A chi gli ha chiesto un commento sulle percentuali raggiunte dal Movimento 5 Stelle, Fabbri ha risposto: "Oggi, il M5s non rappresenta più un cambiamento. Il volto nuovo della politica italiana è la Lega Nord. Prendere più del 20% nella maggior parte dei seggi emiliani è un dato politico entusiasmante. Faremo sentire la nostra voce su tutti i temi più importanti". 

sabato 22 novembre 2014

Sasso contro la casa di un candidato Lega Nord a Bologna

BOLOGNA, 21 NOV - Una sassata scagliata dentro casa di un candidato leghista alle regionali dell'Emilia-Romagna, il 32enne Umberto Bosco. E' successo questa mattina, in zona Bolognina, a Bologna. A denunciarlo è la Lega Nord, che spiega che la pietra era avvolta in un volantino elettorale del candidato, ricoperto di scritte rosse. "Ora scenda in campo l'esercito, questo schifo non può continuare", ha commentato il candidato alla presidenza della Regione, Alan Fabbri.
YC9-GIO

Profughi afghani da Gorizia a Vicenza Zaia: “il Veneto non è il deposito dell’Europa”

“E’ necessario che questa vicenda venga chiarita al più presto in ogni suo particolare. Il Veneto è terra accogliente, come dimostrano i 500 mila stranieri che già risiedono regolarmente da noi, ma nessuno si provi a considerarci un comodo deposito di profughi o presunti tali provenienti da tutte le parti d’Europa dove i veri razzisti non ne vogliono nemmeno sentir parlare”. Lo dice il presidente della Regione del Veneto dopo aver appreso della vicenda di una ventina di profughi afghani, non provenienti dall’operazione Mare Nostrum/Triton, che, dopo essersi presentati al centro di accoglienza per richiedenti asilo di Gorizia, attraverso percorsi ancora non chiari, sono arrivati a Vicenza e sono ora ospitati in un hotel della città. “Una situazione ai limiti dell’assurdo – incalza Zaia – che dimostra il caos che regna su tutto il fronte delle migrazioni verso l’Italia e l’improvvisazione con cui vengono gestite, senza un minimo di strategia e senza alcun rispetto per le amministrazioni e le popolazioni locali, chiamate pressoché d’imperio a farsene carico”. “Chi sono questi Afghani? Da dove vengono? Chi li ha respinti indirizzandoli verso l’Italia? Chi e perché ha deciso che dovevano arrivare a Vicenza e non in una delle tante Regioni con un minor carico di stranieri ospitati o residenti? Sono domande – dice Zaia - che esigono risposte trasparenti e dettagliate, perché i Veneti non sono disposti ad essere presi in giro, come invece sembra stia accadendo da tempo al Governo nazionale con l’Europa”. “Non mi stupirei – conclude Zaia – che queste persone siano state respinte senza tanti complimenti dal Paese o dai Paesi dove volevano arrivare, da quell’Europa, lei sì razzista, che ogni giorno sproloquia di impegno e solidarietà, e ogni giorno prende a calci gli stranieri che si presentato ai confini di questo o quello Stato, naturalmente – ironizza Zaia – molto impegnato nell’operazione Triton”.

venerdì 21 novembre 2014

Social card per immigrati. Salvini: 'Renzi istiga al razzismo'


"Il governo Renzi istiga al razzismo.  Confermano la social card agli immigrati. Mi viene il dubbio che il governo Renzi stia alimentando le proteste" come quelle viste a Tor Sapienza. Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini alla telefonata di Belpietro. "Renzi e' pericoloso per quello che sta facendo e per quello che non sta facendo. Candidare Roma alle Olimpiadi e' una cosa che non so se fa piu' ridere o piu' piangere". Conclude Matteo Salvini al programma mattutino condotto da Belpietro su Canale 5. (AGI) .

Zaia torna a lanciare l allarme sicurezza. 'Lo Stato non riesce a garantire questo diritto'

“La sicurezza è un diritto inalienabile di ogni cittadino, che lo Stato non è più in grado di garantire ai Veneti al punto che le cronache dei media, suffragate dalle statistiche, testimoniano di un vero e grave allarme sociale in atto”.
Lo denuncia il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, dicendosi “preoccupato e indignato” per i dati ministeriali sulla criminalità e per “le situazioni sempre più al limite” che emergono dalle cronache quotidiane e dalle richieste di aiuto dei cittadini.
“Nella Marca Trevigiana – incalza Zaia – i reati complessivi calano di un insignificante 0,3%, ma aumentano del 9,4% i furti in casa, del 6% i borseggi, addirittura del 29,4% le rapine. A che cosa sia dovuto il calo davvero non si capisce. A Vicenza aumentano tutti i delitti del 3,8% e i furti in casa del 25%, così come a Verona (più 3,1%) dove il Prefetto chiede più militari in strada. A Valeggio sul Mincio i cittadini hanno dovuto aprire una pagina facebook per aiutarsi a vicenda a controllare il loro territorio; a Legnago insorgono perché si vuole tagliare la Polfer”.
“Questo è un vero e proprio bollettino di guerra – dice il Governatore – e giustamente la gente pretende risposte, che di certo non possono venire dalla pur straordinaria abnegazione delle Forze dell’Ordine presenti sui territori, poche e mal pagate, né dalle Polizie Urbane, che pur combattono anche’esse la loro battaglia quotidiana ad armi impari. Servono più uomini e più mezzi per presidiare il territorio e le strade, perché anche la sola presenza fisica dei tutori dell’ordine è fondamentale. Lo chiediamo con forza al Governo e al Viminale, perché, a forza di tagli, la resa ai delinquenti è vicina. E se proprio non ce la fanno, che mandino l’esercito, che sarebbe certamente più utile a difendere i cittadini italiani che non ad andare in giro per il mondo in missioni perlomeno discutibili”.
“E poi – dice il Presidente del Veneto – basta scarcerazioni facili per risolvere il sovraffollamento delle carceri rimettendo i delinquenti nella condizione di delinquere, più attenzione all’ondata migratoria che può nascondere molte mele marce tra i profughi, pene più severe e certe per chi viola la legge. Infine – conclude Zaia – più attenzione alle condizioni psicologiche della gente, che è stufa. La soluzione della giustizia fai date è più vicina di quanto non si pensi. Non sarebbe una buona soluzione, sarebbe una sorta di dichiarazione di decesso dello Stato”.
ThieneOnLine, 18.11.2014 

giovedì 20 novembre 2014

Alto Vicentino. La Pedemontana è ostaggio delle bande di ladri

Malviventi a caccia di gasolio: in un colpo solo sottratti 2.700 litri L'ultimo tentativo è fallito, l'auto abbandonata era stata rubata.
MALO. Cinque raid in poco tempo, due nella sola ultima settimana. Il cantiere maladense della “Pedemontana veneta” è diventato il bersaglio preferito dei ladri. I loro raid nell'area dei lavori per la realizzazione della superstrada sono sempre più frequenti e sfrenati. Sui furti, assieme ai carabinieri del capitano Vincenzo Gardin, indagano anche i militari della compagnia intervento operativo di Mestre, visti sul luogo in tenuta antisommossa e, nel frattempo, i responsabili dei due cantieri corrono ai ripari con impianti di allarme e telecamere di sorveglianza. Dalla loro apertura, agli inizi di agosto, i due cantieri in zona S. Tomio sono stati presi di mira cinque volte da banditi senza scrupoli a caccia soprattutto di gasolio. 
Due soltanto la settimana scorsa i tentati furti. Era circa mezzanotte quando una banda di ignoti ha tentato di rubare del gasolio dalle cisterne che si trovano all'interno del cantiere lungo la Sp 46. (...)
GdV 20.11.2014.

mercoledì 19 novembre 2014

Vicenza si prende anche i profughi dell'Europa

Venti afghani sono stati spediti dalla frontiera giuliana a Vicenza Ieri sera sono arrivati da Catania altri trenta migranti siriani.
VICENZA. In questa vicenda l'unica certezza è la conferma dell'approssimazione con cui viene gestita la questione dei profughi: dall'Italia e dall'Europa. Una sorta di gioco dell'oca che alla fine rischia di portare i migranti sempre alla casella di partenza: i nostri confini. L'ultimo caso in ordine di tempo vede come protagonisti un gruppo di aspiranti profughi afghani, due prefetture (quella di Gorizia e quella di Vicenza) e di riflesso le rispettive questure, il nostro ministero dell'Interno e l'Unione europea.
LA STORIA. Per spiegare il caso occorre riavvolgere il nastro a una settimana fa, quando al centro di accoglienza per richiedenti asilo di Gorizia si presentano 20 afghani. Non rientrano nel protocollo “Mare Nostrum”. Non si sa chi li abbia identificati, né da quale paese europeo provengano con esattezza. La prefettura di Gorizia, però, con il placet o su disposzione del Viminale (questo è un altro aspetto da chiarire) deve trovare una struttura che li accolga. Una prima telefonata, sembra, parte verso la prefettura di Trento. Che però rigetta la richiesta. (...)

GdV 19.11.2014.

Rovigo. Usavano i minorenni per rubare al supermercato: fermate due donne


Scoperte da un dipendente. Usavano i minorenni per rubare al supermercato.
La Volante nel pomeriggio di domenica ha denunciato due cittadine macedoni naturalizzate italiane per furto aggravato, possesso di chiavi alterate e grimaldelli e guida senza patente. I poliziotti sono subito intervenuti quando la cassiera di un noto centro commerciale di Rovigo ha chiamato il 113 dopo che si era accorta che una famiglia di persone dai chiari tratti dell’Est Europa aveva passato la cassa senza pagare il dovuto.
Due donne avevano occultato alcuni generi alimentari ed una confezione di profumo fra il vestiario dei quattro minori che avevano al seguito, uno dei quali di appena un anno e mezzo. Uscite dal centro commerciale, nel tentativo di darsi alla fuga, sono state trovate a bordo di un’autovettura senza che la guidatrice avesse peraltro la patente.
All’interno del veicolo sono stati poi rinvenuti diversi cacciaviti ed altri arnesi atti allo scasso. Deferite tutte due all’Autorità Giudiziaria per furto aggravato e possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso, la donna al volante è stata denunciata anche per guida senza patente. Sul veicolo è stato disposto il fermo amministrativo.
Ultimenotizie.net

Sequestro di immobili, terreni e auto a famiglia di nomadi a Mestre

Ritenuti da sempre dediti a traffici illeciti e privi di alcuna fonte legittima di guadagno
La polizia Anticrimine di Venezia, in collaborazione con il Commissariato di Mestre, ha dato esecuzione al provvedimento di sequestro, disposto dal Tribunale di Venezia e previsto dal Codice Antimafia, a seguito della proposta formulata dal Questore di Venezia Angelo Sanna nell’aprile 2013, di alcuni beni immobili e mobili intestati a componenti del nucleo familiare “sinti” dei Lovacovic, ritenuti da sempre dediti a traffici illeciti e privi di alcuna fonte legittima di guadagno.
I beni mobili e immobili ricnducibili al gruppo familiare sono stati ritenuti acquisiti con il riempiego di denaro proveniente da reati. Il provvedimento ha riguardato un ampio terreno, precedentemente utilizzato dal gruppo come accampamento, ubicato a Mestre in via Terraglietto, una abitazione nel comune di Mira e un camper.
L’attività si inserisce in una maggiore azione di contrasto, voluta dal Questore di Venezia, all’accumulo di beni da parte di soggetti pregiudicati privi di lecite fonti economiche, secondo quanto disposto dal Codice Antimafia del 2011 che ha ampliato le tipologie di persone nei cui confronti possono essere applicate le misure di prevenzione di carattere patrimoniale.
Il provvedimento di sequestro operato sara’ successivamente oggetto di pronuncia da parte del Tribunale di Venezia in ordine alla confisca dei beni sequestrati.
Ultimenotizie.net

martedì 18 novembre 2014

"Gli immigrati ci affamano" Studentessa cacciata da scuola

La replica a un volontario Caritas durante un convegno organizzato dalla scuola le è costata la sospensione.
"Gli immigrati affamano gli italiani". Parole pronunciate da una studentessa di Adria (Rovigo) e che le sono costate una sospensione da scuola
L'istituto superiore aveva infatti organizzato una conferenza con la Caritas in cui si parlava di integrazione e nuove povertà. Durante l'incontro la ragazza - minorenne - è intervenuta sostenendo che gli immigrati "fanno morire di fame chi è nato in Italia: lavorando per un tozzo di pane riducono su lastrico i lavoratori italiani", come raccontano il Corriere Veneto e il Gazzettino. Il volontario della Caritas ha inutilmente tentato di ribattere, ma alla fine del convegno la studentessa è stata sospesa da scuola per qualche giorno con l'accusa di razzismo e xenofobia.
di Franco Grilli (Giornale)

Vicenza. Pd, Sel e M5S varano il consiglio degli stranieri. Insorgono tutte le opposizioni unite: "razzismo al contrario"

Bulgarini: «Promuove la cultura dei diritti e delle responsabilità» Dal Lago: «Iniziativa strumentale che fa del razzismo al contrario»
VICENZA. «Una conquista democratica e uno strumento di integrazione» per la maggioranza di centrosinistra, per il Movimento 5 stelle e per Sinistra ecologia e libertà. Un'assemblea «costosa e inutile» per la minoranza di centrodestra. È un consiglio comunale diviso che dá il via libera, a maggioranza, al Consiglio degli stranieri, l'organo consultivo che rappresenterá le persone non comunitarie residenti a Vicenza.
È stata una seduta scoppiettante e carica di divisioni, se si esclude il prologo riservato all'applaudito intervento del vicentino Alessandro Frigiola, cardiochirurgo al policlinico San Donato di Milano, che ha relazionato sui progetti dell'associazione “Bambini cardiopatici nel mondo" di cui è presidente. Preludio ecumenico, ma isolato. Il clima si accende nel question time e poi proprio sul Consiglio degli stranieri. Un voto, quello sul regolamento, che è l'ultima tappa di un lungo cammino, iniziato con l'approvazione dello Statuto. Ma in quella sede, nel 2012, il dibattito non fu così acceso. (...)
GdV 18.11.2014.

Vicenza. Sos per l'esplosione dei furti in casa: +25%

Aumentano tutti i delitti (più 3,8 per cento), ma su scala nazionale e in Veneto la provincia berica rimane fra quelle ancora sicure.
VICENZA. Che sia, con l'evasione fiscale, la principale piaga criminale nel Vicentino è evidente soprattutto in queste settimane autunnali, dopo non passa sera senza qualche raid in giro per la provincia. I furti in abitazione sono in aumento da anni, ma l'ultima indagine pubblicata ieri da Il Sole 24 Ore con i dati del ministero dell'Interno evidenzia una crescita percentuale assai elevata: più 25,4 per cento, con 413 vicentini che hanno denunciato un furto in abitazione su 100 mila abitanti. Il dato è solo quello più rappresentativo di una situazione che vede quasi tutti i reati contro il patrimonio in aumento nel corso del 2013 rispetto all'anno precedente. Una fotografia scattata anche da polizia e carabinieri, determinata dalla crisi economica,
In tutta Italia i reati denunciati sono in aumento, del 2,6 per cento confrontati con il 2012. A Vicenza sono stati denunciati lo scorso anno 31.787 reati, più 3,8 per cento, con un'incidenza di 3.654 casi ogni 100 mila abitanti. (...)
GdV 18.11.2014.

lunedì 17 novembre 2014

Padova, pazienti islamici rifiutano di farsi visitare dai medici donna

Richiamati tre medici in pensione. Il sindaco Bitonci: "Vogliono gli uomini? Tornino a casa loro".
Il più stupefatto è il sindaco Massimo Bitonci che, agli islamici padovani che rifiutano di essere visitati da medici donne risponde con un duro post su Facebook, rivendicando le antiche tradizioni della scuola medica patavina: "Vogliono medici uomini? Vadano a casa loro. 
La vicenda nasce dal grande numero di profughi arrivati all'Ulss 16 della città, che oltre al normale carico di lavoro si è trovata a dover far fronte alle richieste di alcuni pazienti di religione islamica, che spiegavano di non poter essere visitati da medici donne. Per ovviare al problema ecco una soluzione inusuale: sono stati richiamati tre medici in pensione che lavoreranno per un anno a titolo gratuito.
I tre medici - rispettivamente un internista, un infettivologo e un cardiologo - lavoravano già da tempo come volontari nella "Struttura di alta professionalità immigrazione" padovana, che però ora spiega di non riuscire più a fronteggiare le richieste di prestazioni con il solo personale inserito negli organici: "L’organico della Struttura non è tale da fronteggiare la situazione di emergenza, considerando che gli immigrati, quasi totalmente musulmani, rifiutano la visita da parte di un medico donna e i carichi di lavoro delle altre Strutture non consentono che i dirigenti medici vengano dedicati alle visite ai profughi".
Secondo i dati ripotarti dal Mattino di Padova, l'80% degli oltre 200 profughi visitati dall'Ulss 16 negli ultimi otto mesi sono uomini, in gran parte di religione islamica. Troppi perché la struttura sanitaria padovana riuscisse a farvi fronte con i medici in servizio.
di Giovanni Masini (Giornale)

sabato 15 novembre 2014

Ritrova il camper rubato dai rom ma per la legge diventa casa loro

Le autorità: "Dobbiamo garantire ai nomadi un posto dove stare". Il proprietario: "Una follia".
Salvini, i campi rom, il lunotto rotto, le proteste, i centri sociali, i fumogeni, le bombe carta.
Ma è stato lui a provocare? O sono stati quei bravi ragazzi del collettivo Hobo di Bologna ad aizzare per primi? Ma sono saliti loro sul cofano o è stato il segretario della Lega ad accelerare per investirli? Tutte questioni di vitale importanza per il futuro dell'Italia.
Poi in mezzo a tutte queste chiacchiere ricordiamo una storia da stropicciarsi gli occhi per due ore, che fa ben capire in che folle Paese viviamo. Siamo a Porto Recanati. Gli zingari rubano il camper a Giorgio Capitanelli, molto conosciuto in città, operaio del Comune, ex calciatore e allenatore delle giovanili del Portorecanati. Dopo la denuncia e varie ricerche, affidandosi ai suoi amici su Facebook , Capitanelli ritrova il mezzo, un Iveco modello Icaro, in un campo rom di Bologna, ai margini della A14, grazie alla segnalazione di un camperista. «Mi sono fiondato là - racconta - da uno svincolo dell'autostrada ho notato il campo nomadi e non ci ho messo molto ad individuare il mio camper. Ho chiamato la polizia che dopo un po' è arrivata sul posto. Ci saremmo aspettati di poter tornare a casa con il nostro camper. E, invece, ci hanno detto di lasciarlo lì». Da qui inizia la puntata di Scherzi a parte . Dopo i dovuti accertamenti la polizia conferma che si tratta effettivamente del suo mezzo. Il camper viene messo sotto sequestro giudiziario ma le autorità ordinano a Capitanelli di lasciare il veicolo nella disponibilità dei ladri perché «si trattava di zingari senza casa e abbiamo il dovere di garantire una dimora alla famiglia con prole». Questa follia ha anche un nome: «diritti acquisiti». Anche una merce rubata può trasformarsi in «diritto acquisito» se il ladro è povero. «Cose dell'altro mondo. Mi stanno bene le tutele. Ma dovrebbero valere per tutti. Mi sembra un paradosso che queste tutele vengano garantite con il camper nostro, acquistato con il lavoro e i sacrifici. Non è pensabile che in un paese civile possa accadere una cosa simile». Il camper è ancora a disposizione della Procura fino a non si sa quando. «Il camper è mio ma è a disposizione della Procura da un anno e nella disponibilità, chissà di che genere, di una famiglia di zingari. Riuscirò più a riaverlo?», racconta Capitanelli sul Corriere Adriatico . Magari potrebbe farselo rivendere dagli zingari. Tanto a 'sto punto... Follia per follia.
da Libero Quotidiano

Boldrini: "I rom vanno valorizzati"

Boldrini: "Dire che i rom rubano è come dire che gli italiani sono mafiosi". Poi alla politica: "Dimentica gli immigrati".
Laura Boldrini sale in cattedra e ne ha per tutti. Accusa la politica di non essersi schierata dalla parte dei più deboli (gli immigrati, ovviamente), rinfaccia alla destra di considerare tutti i rom alla stessa stregua (e cioè a dei ladri) e non spende una parola per le sofferenze dei cittadini di Tor Sapienza o per Matteo Salvini aggredito dai centri sociali. 
"Certi conflitti tanto più si verificano quanto più i territori sono fragili e non consentono alle persone di vivere in condizioni dignitose". In una lunga intervista alla Stampa, la presidente della Camera si scaglia contro "la totale assenza della politica" in "questo disastro di Tor Sapienza". "Non è la prima volta - si lamenta - è capitato anche in passato". La Boldrini ha lavorato per quindici anni con i rifugiati e sa bene come funziona. Peccato che veda solo quello che vuole vedere lei. Niente di più. "Quando ero all’Alto Commissariato - racconta - venivamo coinvolti dalle amministrazioni locali perché era necessario il nostro ruolo terzo per arrivare a una mediazione più semplice". Anche a Tor Sapienza, a suo dire, è venuta a mancare l'intermediazione. Non le riesce di ammettere che i residenti (italiani) ne hanno le scatole piene della criminalità e degli ospiti (extracomunitari) del centro di prima accoglienza. La criminalità è, infatti, aumentata quando il centro si è via via riempito. Ma questo, lady Boldrini non lo ammetterà mai. Non solo. Secondo lei, "avere trasferito 45 ragazzi da Tor Sapienza non ha fatto vincere nessuno".
"I territori fragili - continua il presidente della Camera - non possono essere portati all’esasperazione". Per questo, secondo la Boldrini, "i ragazzi spostati da Tor Sapienza non hanno avuto alcun ruolo nell’episodio di tentata violenza che ha scatenato la rivolta. Li hanno fatti diventare i capri espiatori di una situazione difficile". Ora spera che il sindaco di Roma Ignazio Marino faccia seguito alle promesse di riqualificazione del quartiere. Per fortuna sa che la sicurezza dovrebbe essere garantita a tutti. Ai profughi, però, in modo particolare. Come dire: li ha più a cuore."Non possiamo dare solo messaggi che creano insicurezza - insiste nell'intervista alla Stampa - quando accogliamo una persona non possiamo limitarci a dargli un tetto. Dobbiamo costruire la sua autonomia".
Nell'intervista la Boldrini non manca di tirare le orecchie pure a Salvini che, nei giorni scorsi, è stato aggredito dai no global che non lo volevano far entrare nel campo nomadi di via Erbosa, a Bologna. Sul blitz antagonista il presidente della Camera non spende una parola. Preferisce concentrarsi sui rom. "Mi limito a constatare che dei 140mila rom presenti da noi, la metà sono italiani - dice - ma se anche fossero rumeni cosa si dovrebbe fare? Chiudere le frontiere?". Poi fa un passo in più: "Conoscete il caso dell'Andalusia? Centinaia di migliaia di gitani. Che rappresentano la musica, la danza e gli antichi mestieri andalusi. Loro li hanno valorizzati". E quando Andrea Malaguti della Stampa le fa notare che molti italiani lamentano che la maggioranza dei rom ruba, si limita a rispondere: "È come dire che tutti gli italiani sono mafiosi".
da Libero Quotidiano

Il campo nomadi del blitz a Salvini? Un centro della droga

Nel luglio dello scorso anno il campo di villa Erbosa è stato oggetto di una maxi operazione dei carabinieri.
In quel campo Matteo Salvini se l'è vista brutta. I centri sociali hanno assaltato e danneggiato la vettura sulla quale viaggiava il leader della Lega Nord
Ma il campo nomadi di villa Erbosa a Bologna fa parlare di sé per un altro fatto. Nel luglio 2013 è stato oggetto di una maxi operazione antidroga. Come racconta Libero, più di 170 carabinieri hanno arrestato 19 persone per spaccio in concorso di sostanze stupefacenti; 9 in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare; 4 in flagranza e altri 6 nei mesi precedenti all'intervento. Nel campo sono stati sequestrati: mezzo chilo di cocaina, una dozzina di piante di marijuana, una pistola e 11mila euro in contanti, oltre a oggetti d'oro risultati rubati. Insomma, il campo nomadi era un vero e proprio centro di smistamento della droga, che poi da lì veniva immessa sul mercato bolognese e della Romagna.
da Libero Quotidiano

«Cinema e pop corn gratis» L'estorsione dei nomadi

Se non ricevevano favori e regali rispondevano con atti vandalici Ora potrebbe essere ordinato lo sgombero dell'intera area.
VICENZA. Prima hanno preteso un paio di biglietti gratis al lunedì pomeriggio, quando in sala c'erano pochi clienti. Poi i biglietti sono diventati cinque, otto, dieci. Si sono aggiunte bibite e pop-corn a sbafo e un giorno alla settimana di proiezioni non bastava più. La richiesta finale: avere tutto il materiale (dai pannelli ai proiettori) che il multisala The space stava sostituendo. Al «no» deciso dell'azienda la promessa di vendicarsi. E infatti sono cominciati furti e atti vandalici, con le auto dei dipendenti prese di mira e danneggiate. Alla fine la denuncia alle forze dell'ordine. Denuncia che ha portato, giovedì, a un maxi controllo della polizia locale e dei carabinieri del nucleo operativo e della stazione di Camisano al campo nomadi di via Savona e via Longare a Torri, a pochi passi dal cinema. E ora non è escluso che ne venga ordinato lo sgombero.
ARRESTI E DENUNCE. Risultato del blitz: quattro persone finite nei guai, sei quintali di rame sequestrati. (...)

GdV 15.11.2014.

venerdì 14 novembre 2014

INCREDIBILE! La senatrice (Pd) chiede al governo (Pd) di fare chiarezza sulla soppressione del giudice di pace

Schio-Asiago. Soppressione giudice di pace: 'Il governo faccia chiarezza'
La senatrice del Partito Democratico Rosanna Filippin interviene in seguito all'annuncio della soppressione del Giudice di Pace di Schio e Asiago: "Una vicenda che va chiarita subito per rispetto dei cittadini e dei Comuni - sottolinea la senatrice Filippin - Per questo mi farò carico di approfondire urgentemente il caso direttamente al Ministero e con il Ministro per capire le motivazioni di una scelta che risulta incomprensibile e ingiustificata. E che priva il territorio di un servizio che è fondamentale per i cittadini, come dimostra la stessa decisione dei Comuni di assumersi i costi di funzionamento
Da ThieneOnLine, 13 Novembre 2014 

Sarcedo. Raggira anziano per compravendita auto. Denunciato nomade

Aveva risposto ad un annucio di compravendita di una Mercedes, si era accordato sul prezzo ed avevano formalizzato persino il passaggio di proprietà al comune di Marano. All'atto della riscossione del denaro, 2mila euro in cambio della Mercedes, l'aspirante acquirente, con la scusa di voler provare l'autovettura e fare un giro di prova, accende il quadro e fugge via senza pagare. Con l'accusa di appropriazione indebita, la denuncia in stato di libertà è scattata per C.H., 57 anni, nomade, che ieri pomeriggio è stato bloccato dalla Polizia Locale Nord Est Vicentino nella frazione Madonnetta. Sulla macchina, il 'senza fissa dimora' ci dormiva anche, da quando l'aveva portata via a quell'ingenuo 70enne thienese che di lui inizialmente si era fidato.
Il nomade era stato segnalato da diversi giorni da alcuni residenti di Sarcedo, che avevano messo in allerta gli agenti, che ieri lo hanno rintracciato. Così sono risaliti a quanto accaduto qualche settimana fa, quando l'indagato aveva contattato il pensionato per acquistare la Mercedes che aveva messo in vendita. Si erano pure accordati sul prezzo ed il 70enne aveva deciso di fargli pure uno sconto scendendo da 3.500 euro a 2mila. Non si era reso conto di avere a che fare con un delinquente che, prima di cedergli la somma pattuita, avrebbe mostrato perplessità sulle condizioni del motore. Con questa scusa, si sarebbe fatto dare le chiavi per poi, non farsi vedere più insieme alla vettura.
Ieri, la Mercedes è stata posta sotto sequestro in attesa delle decisioni dell'autorità giudiziaria di Vicenza che sta vagliando i fatti venuti alla luce graziealle indagini dei poliziotti del comando di via Rasa di Thiene.
di redazione Thiene on line

Vicenza. Nel bordello cinese anche la profuga con permesso umanitario

La titolare è stata denunciata per favoreggiamento della prostituzione e ha preso 20 mila euro di multa Tra le squillo una donna con permesso umanitario.
VICENZA. Posizione ideale: un ex capannone in zona industriale, lontano da occhi indiscreti. Eppure quel continuo viavai di persone non è passato inosservato. L'aspetto strano, che balzava subito all'occhio è che, pur essendo un centro estetico, i clienti erano soltanto uomini. Uomini che hanno subito ammesso: non avevano scelto le “Due rose d'Oriente” di strada dei Molini per i massaggi, ma per le prestazioni sessuali che venivano dopo. Pacchetto completo da 50 euro. E almeno una cinquantina erano anche i vicentini che ogni giorno prendevano appuntamento. Insomma un giro d'affari da 70 mila euro al mese. Un business a cui hanno messo la parola fine questura, polizia locale e Ispettorato del lavoro.
L'INDAGINE. È iniziato tutto alcune settimane fa: qualche segnalazione, poi gli appostamenti, le domande ai clienti. Infine il blitz che ha portato alla chiusura del centro di Saviabona. Centro che era stato regolarmente aperto da un'immigrata cinese di 27 anni, residente a Vicenza. (...)
GdV 14.11.2014.

mercoledì 12 novembre 2014

Bassano. In città il racket degli accattoni

Il consigliere regionale Finco: «Un furgone li accompagna sul posto e poi torna a prelevarli Basta con questa vergogna»
Il racket dell'accattonaggio mette piede a Bassano? Il dubbio è legittimo dopo che da un paio di mesi a questa parte si sono moltiplicatele segnalazioni di mendicanti attivi a ogni ora del giorno. La zona più battuta è l'incrocio tra viale Venezia e viale Delle Fosse. Lì, scatta il semaforo rosso e parte la questua tra gli automobilisti. Più del numero dei clochard preoccupano la presenza costante e l'organizzazione per turni. Come un lavoro. Un dato, questo, che incrociato con altre segnalazioni lascia intuire la presenza di un'organizzazione più ampia. In particolare, di primo mattino e dopo il tramonto, sarebbero stati visti arrivare in zona anche nei giorni scorsi dei furgoni guidati persone non particolarmente raccomandabili. Dei "caporali" in piena regola che portano al lavoro la manodopera. A fine giornata, rifanno il giro e mettono in cassa le somme raccolte. Il mattino dopo, si ricomincia. Di organizzazioni criminose, parla anche il consigliere regionale della Lega Nord, Nicola Finco. (...)
GdV 11.11.2014.

La Lega porta via voti al M5S: il voto di protesta lascia Grillo

Negli ultimi sondaggi i Cinque Stelle perdono terreno e la Lega Nord cresce. E il M5S lancia il referendum contro l'euro: "In guerra con la Bce, non con l'Isis"
Il M5S rischia già di essere una delle tante meteore della politica italiana. L'elettorato già sta abbandonando la premiata ditta Beppe Grillo & Gianroberto Casaleggio.
E il voto di protesta, che alle ultime elezioni politiche ha premiato i Cinque Stelle, si sta spostando verso la Lega Nord. "Matteo Salvini è in tv tutti i giorni da mattina a sera, in collegamento o in studio, seduto o in piedi - spiega Elisabetta Gualmini sulla Stampa - mentre Grillo, in una fase di smarrimento, si sta ritraendo, tutto casa e blog. E nessuno lo va a cercare".
Secondo lo studio pubblicato dalla Stampa, il voto di protesta si sta "migrando" dal Movimento Cinque Stelle, che risulta essere "sempre più opaco e disperso", verso la Lega Nord. Dai sondaggisti Matteo Salvini è infatti considerato l’uomo forte del momento. Il suo partito cresce, di settimana in settimana. E migliora anche la fiducia degli italiani in lui. Secondo la Gualmini ci sarebbero divere analogie principali che renderebbero possibile un ideale passaggio di consegne. Perché la percentuale di elettori che potrebbe spostarsi dal M5S alla Lega Nord è davvero consistente. In primis c'è la leadership di Salvini che, anche grazie a una "illimitata visibilità" su televisioni e quotidiani, gli permette di oscurare il comico genovese.
Intanto, per recuperar terreno, a Bruxelles il M5S lancia la campagna contro l'euro. "Siamo stanchi dei sacrifici, vogliamo riprenderci la sovranità della nostra moneta, salvare le nostre aziende; è caduto il Muro, non quello delle carte di credito", ha detto il leader del M5S presentando all'Europarlamento il referendum per abolire la moneta unica. "Noi non siamo in guerra con l’Isis o con la Russia, ma con la Bce - ha continuato - mentre glorifica il muro, la riunificazione l’abbiamo pagata noi ed i cittadini della Ddr".
di Sergio Rame (Giornale)

I rimborsi pazzi del Pd nella Regione rossa

Gli indagati nel vecchio consiglio regionale emiliano sarebbero una decina. I fatti contestati sono molteplici: si va da chi ha chiesto rimborsi per pranzi e cene, per pregiate bottiglie di vino o per penne di lusso a chi si è accontentato di molto meno, facendosi rifondere l'acquisto di pacchetti di caramelle, di frutta e verdura o persino presentando gli scontrini da 50 centesimi dei wc pubblici.
Ma questi casi non riguardano loro, i due ex sfidanti per le primarie del Partito democratico. Nei fascicoli dei due indagati eccellenti non c'è niente di pruriginoso, ma il reato di peculato non si basa sul gossip. Il peculato - come fanno notare gli inquirenti - affonda le radici nel "tradimento" commesso da un pubblico ufficiale, che approfittando del potere di amministrazione di beni comuni, se ne impossessa illecitamente per scopi personali.
Perciò poco importa che le cifre contestate agli indagati siano "esigue", come invece fanno notare il segretario regionale del Pd Stefano Bonaccini e il deputato Matteo Richetti, finiti con altri otto consiglieri del Pd nel registro della Procura di Bologna. Non è questione di cifre, ma di "sistema".
Le due posizioni processuali, andate finora di pari passo, hanno preso strade differenti. Una separazione che ha coinciso con la scissione del percorso politico, che per Richetti si è interrotto l'altro ieri con l'annuncio del ritiro dalla corsa alle primarie, mentre Bonaccini rimane in corsa come unico rappresentante del Pd.
E a questo punto, per il responsabile degli Enti Locali nella segreteria del premier Matteo Renzi è partito il countdown. Già ieri, infatti, Bonaccini è andato per tre ore in procura "a spiegare le motivazioni di spese che avevano dato adito a dubbi", come spiega il suo avvocato, Vittorio Manes, che circoscrive il problema a "pranzi e cene per circa 200 euro al mese", fino ad arrivare ai 4mila euro contestati dalla Finanza in un'informativa che i pm hanno sposato in pieno, iscrivendo (nell'agosto scorso) il politico tra gli indagati. La strategia difensiva dell'unico concorrente rimasto in gioco per le primarie, a questo punto giocherà sui tempi: oggi il legale di Bonaccini presenterà un'istanza di archiviazione, chiedendo che i magistrati tengano conto della particolare urgenza nell'avere una risposta in tempi brevi. Sperando quindi di chiudere questa brutta parentesi non troppo a ridosso del 28 settembre.
La linea adottata dai magistrati del capoluogo emiliano, già un anno fa, è quella di analizzare ogni singola posizione man mano che arrivano le informazioni dagli investigatori tributari sui conti che riguardano l'arco temporale tra il 2010 e il 2012. La prima mossa, nell'ottobre 2013 (quando l'inchiesta è partita, in seguito all'input nazionale di scandagliare i bilanci regionali) era stata di indagare i nove capigruppo, partendo poi con lo screening dei rimborsi spese degli altri componenti del consiglio regionale emiliano. Uno screening dai risultati grotteschi: erano emersi rimborsi per un asciugacapelli, un divano-letto, alcune bottiglie di vino da oltre 100 euro, salumi, frutta e verdura e diverse penne. I titoli se li era però presi lo scabroso caso dei rimborsi per il wc: due scontrini da 50 centesimi emessi alla stazione di Parma ed allegati ai biglietti del treno da farsi rimborsare (resta agli atti la memorabile difesa del consigliere colto in fallo, il dem Thomas Casadei: «Sono molto sorpreso, di solito gli scontrini del bagno li butto via»).
Dai wc alle cene, dunque. Un mese fa Bonaccini e Richetti sono stati indagati, ma lo hanno scoperto solo da pochi giorni. Lunedì il primo e martedì il secondo, hanno delegato i rispettivi avvocati a chiedere l'ex 335, l'atto che rivela eventuali indagini in corso, ottenendo l'immediata notizia delle iscrizioni per peculato. Contestualmente, i legali hanno potuto fotocopiare le carte dell'inchiesta che riguarda l'assistito, dando così ad entrambi la possibilità di offrire chiarimenti agli inquirenti. Se per il segretario regionale del Pd questo ha significato tentare di correre ai ripari nell'immediato, l'allora presidente del consiglio regionale ha invece scelto di non fare nulla. Sa tutto delle contestazioni mosse dalla procura, che ritiene non leciti i rimborsi ottenuti per due soggiorni a Riva del Garda, alcuni pranzi e cene, oltre a spostamenti avvenuti sia con auto con conducente sia con macchine private, delle quali sarebbe poi stato fornito un chilometraggio gonfiato.
Oggi scadono i termini per la presentazione delle candidature per le primarie del successore di Vasco Errani. La speranza di Bonaccini rimane quindi quella di correre per le primarie forse ancora da indagato, ma di arrivare alle elezioni (previste per il 23 novembre) prosciolto da tutte le accuse. Saranno i prossimi giorni a far capire anche la posizione del premier e segretario Matteo Renzi.
di Roberta Catania

martedì 11 novembre 2014

Allarme kebab: ecco cosa c'è dentro

In Inghilterra, alcuni studi della Food Standards Agency e di altre associazioni dei consumatori hanno stabilito che il Kebab, venduto nel paese, non contiene sempre e solo agnello, ma anche carne di origine sconosciuta, forse di topo, cane e gatto, che sono carni meno costose.
Il Kebab a base di carni strane - I piatti venivano serviti come agnello, ma in realtà erano composti anche da maiale, manzo, pollo, tacchino o carni che non sono state identificate, senza che sia stato possibile capire se vi era la presenza dell’agnello o di altro. L’indagine realizzata, ha mostrato che su 60 Kebab che vengono spacciati per agnello, 17 erano stati realizzati mischiando anche altri tipi di carne mentre 5 presentavano una materia prima non identificabile. Un altro studio, che ha analizzato 145 campioni di Kebab, ha determinato che 43 di questi non erano stati cucinati esclusivamente con agnello.
La rezione del governo - Diffusa la notizia, è stato interpellato il vice ministro britannico Nick Clegg, a cui è stato chiesto in onda sulla radio LBC se esiste la possibilità che al posto dell’agnello siano state usate carni meno costose, come quelle di cani, gatti o topi, come riportano diversi quotidiani internazionali, tra cui il The Telegraph. "Certo che mi preoccupo se stanno vendendo spiedini di ratto. Penso che le autorità sanitarie dovrebbero iniziare a lavorare su questo", ha detto Clegg, mentre il governo ha avviato una procedura ufficiale di analisi per approfondire la vicenda. Oltre alla qualità discutibile delle carni utilizzate, gli autori dello studio avvertito che il kebab è generalmente un prodotto poco sano, a causa del suo alto contenuto di sale e grassi saturi.
da Libero Quotidiano