domenica 26 febbraio 2017

Soldi pubblici per finanziare orge gay: verifiche anche in Veneto


“Ci sono molti circoli affiliati Anddos (Associazione nazionale contro le discriminazioni da orientamento sessuale) anche in Veneto, i locali sono sparsi nelle varie provincie. Dopo il servizio de “Le Iene” chiedo alle forze dell’ordine di verificare il tipo di attività che si svolge all’interno di questi ambienti”.

Lo afferma Nicola Finco, Capogruppo della Lega Nord in Consiglio Regionale del Veneto, in una nota sullo “scandalo scoppiato per il finanziamento dato dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) a un’associazione cui fanno riferimento dei circoli dove si svolgerebbe la prostituzione maschile”. “È scandaloso, ribadisco, oltre che illegale – ribadisce Finco – e per questo chiedo verifiche precise su questi circoli anche nella nostra regione. Ognuno è libero di fare ciò che vuole con la propria sessualità e può aprire o frequentare i locali che preferisce, non tollero però chi lo fa con soldi pubblici, beneficiando di sgravi fiscali”. Finco conclude: “Questi sono coloro che, di solito, ci fanno le prediche sulle disuguaglianze e sulle discriminazioni. Nel caso specifico, la vera discriminazione è nei confronti di tutte quelle associazioni, anche di volontariato, che ogni giorno si impegnano sul territorio, sostenendo problematiche molto più serie rispetto a quanto finanziato dall’UNAR in questi anni”.
Da Vicenzapiù

Fratelli d’Italia per l’autonomia del Veneto


Venezia – “Fratelli d’Italia-An ritiene che non ci sia alcuna incompatibilità tra la richiesta di autonomia del Veneto e la salvaguardia del valore dell’ unità nazionale. L’autonomia del Veneto non si deve chiedere o elemosinare. L’autonomia si deve pretendere e, se serve, conquistare. L’esito del referendum, che si terrà in Veneto su iniziativa della coalizione di centrodestra che amministra la Regione, sarà talmente eclatante da essere utilizzato come poderoso strumento di contrattazione nei confronti dello Stato per ottenere la tanto auspicata autonomia”.

Sono parole di Sergio Berlato, coordinatore per il Veneto di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, che dunque si schiera convinto a sostegno delle posizioni autonomiste, rispondendo anche alle obiezioni, ad esempio quelle sollevate dai consiglieri regionali del Partito Democratico che affermano che il referendum per l’autonomia del Veneto rappresenterà un costo eccessivo per i cittadini veneti. Lo fa ricordando il costo sostenuto dagli italiani per il referendum del 4 dicembre 2016 sulle modifiche costituzionali, fortemente voluto dal governo Renzi e bocciato a larga maggioranza dagli italiani.
“Se si vuol parlare di soldi degli italiani buttati al vento – mette in evidenza Berlato -, basti pensare anche a quanto costa ogni giorno la politica fallimentare del governo Renzi bis sulla gestione dei flussi migratori. Di sicuro non imiteremo il governo, che finanzia con i soldi pubblici realtà come l’Unar, ovvero Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, tristemente balzato ai disonori della cronaca per presunte attività di promozione delle orge omosessuali”.
Da VicenzaReport

lunedì 20 febbraio 2017

Migranti, quei pericoli che tutti ora denunciano

Non c'è nessuna soddisfazione, casomai rabbia, nel constatare come oggi anche chi ci aveva bollati per populisti, razzisti e xenofobi, deve ammettere come i pericoli che abbiamo denunciato da anni si stiano concretando: tensioni sociali, infiltrazioni terroristiche, incremento della criminalità, insostenibilità e pericolosità complessiva dell'accoglienza. Anche il governo e persino le élite radical chic lanciano allarmi, sposano linee di rigore. Il sospetto per cui questa giravolta sia dettata dalla rincorsa al consenso e non da un ravvedimento sul tema immigrazione è più che concreto, soprattutto dopo aver visto uno dei grandi responsabili, il ministro Alfano, promosso dagli Interni agli Esteri. 
Il governo vuole dimostrare una inversione di rotta, ma non è esattamente credibile, perché chi ha organizzato questo caos non può risolverlo con una capriola. Chiediamoci chi e perché ha deciso che l'Italia dovesse diventare il punto di arrivo dei flussi di immigrati economici. Ne ha discusso il Parlamento? Nella primavera 2014 io, a nome del Veneto, in Conferenza delle Regioni, mi dichiarai contrario alla prima ipotesi di quota di immigrati da accogliere, allora stimata in 1.400 unità: con il parere della Regione contrario sono stati inviati in Veneto almeno 30 mila soggetti, dei quali 14 mila si sono dati alla macchia. 
Quante volte il governo ha alzato, motu proprio, i tetti massimi di immigrati da ospitare senza concordare con le Regioni e gli Enti locali i numeri dell'accoglienza nonostante gli allarmi sulla saturazione delle strutture lanciati persino dai prefetti? Perché si è continuato a voler accogliere immigrati mentre gli altri Paesi del Mediterraneo hanno abbattuto i numeri dell'accoglienza e incremento le espulsioni? Perché si è sottostimato il rischio di infiltrazioni terroristiche nonostante gli allarmi che giungevano dalle intelligence di paesi europei? In Italia non c'è stata alcuna visione, si è cercato di dare risposte in fretta e furia ad uno scenario che è stato volutamente trasformato in emergenza continua. 
C'è stata una sorta di laissez faire, laissez passer, nella speranza che diluendo i contingenti di immigrati in poche e selezionate regioni - Lombardia e Veneto in testa non a caso - le cose potessero passare inosservate almeno sino a quando un intervento di polizia internazionale non avesse bloccato le fonti dei flussi stroncando il business criminale di chi organizza le tratte dell'immigrazione. L'intervento di polizia internazionale non c'è stato, i flussi sono continuati, lo stato italiano ha continuato persino ad andare a prendere gli immigrati fuori dalle acque territoriali (favore incredibile fatto agli scafisti) mentre è andato crescendo il business dell'accoglienza. 
n business che, sin dalle prime inchiesta su Mafia Capitale, sappiamo essere più remunerativo dello stesso traffico di droga. Una redditività accresciuta dalla mancanza di controlli e di verifiche da parte delle Prefetture sull'uso dei fondi. Sarebbe interessante conoscere il parere della Corte dei Conti sulla gestione così distratta di milioni e milioni di risorse pubbliche. 
Sarebbe interessante sapere chi c'è dietro questo business, chi si è arricchito: c'è l'obbligo etico e morale di distinguere tra chi ha prestato sinceramente e autenticamente opera di carità solidale e chi la carità l'ha fatta a sé stesso e, forse, agli amici degli amici e magari anche a qualche protettore politico. Infine resta la domanda a cui bisogna dare una risposta: chi, e rispondendo a quali piani e interessi, ha voluto, sommergere di problemi, violenza e di disoccupati un paese che di problemi, malavita e di disoccupati ne aveva abbastanza di suo? 
Roberto Ciambetti

domenica 19 febbraio 2017

Il valzer delle poltrone a Marano Vicentino

La lista civica “Noi di Marano” apprende con stupore la notizia dell’ennesima prevaricazione del Sindaco Piera Moro che, a soli tre mesi dalle elezioni amministrative e dalla scadenza naturale del suo mandato da primo cittadino, ha nominato un nuovo Presidente della Mostra Artigianato Alto Vicentino, senza dare possibilità alcuna al Consiglio Comunale di esprimersi sulle possibili candidature.
Già a gennaio 2013 la lista civica “Noi di Marano” aveva richiamato il Sindaco, fin troppo abituato ad utilizzare il suo ruolo istituzionale a proprio uso e consumo, in merito all’improvvisa nomina a Presidente della Mostra Artigianato di Paolo Tracanzan, già coordinatore del circolo Pd di Marano Vicentino e organizzatore di fatto della campagna elettorale della lista civica “Marano Bene Comune”. Una nomina che tanto sembrava essere un premio politico per l’impegno profuso da Paolo Tracanzan a favore del Sindaco stesso.
Come già accaduto quattro anni fa, Piera Moro, pur potendo tecnicamente usare il suo ruolo per compiere tale nomina in totale libertà, ha svilito e calpestato il ruolo del Consiglio Comunale, sorpassando la passata tradizione di condividere la decisione in merito a questa importante nomina, con i consiglieri comunali eletti dai cittadini. È forse questa la condivisione e la partecipazione tanto sbandierata dal cerchio magico del Sindaco?
Riteniamo fortemente scorretto che il Sindaco abbia deciso autonomamente, senza darne prima notizia ai Capigruppo consiliari, di procedere con la sostituzione del Presidente della Mostra Artigianato a pochi mesi dalla sua già annunciata dipartita politica.
Siamo convinti che la nomina del nuovo Presidente Roberto Benazzoli debba essere attentamente valutata dal nuovo Sindaco, che dovrà sentirsi libero di confermarla o meno.
A questo punto, ci sovviene però un legittimo dubbio: sarà proprio Paolo Tracanzan la “giovane leva” preparata da Piera Moro per la successione alla carica di primo cittadino?
Lista civica “Noi di Marano”.

Sicurezza, Erika Stefani: "Dalla Lega innumerevoli proproste per aumentare l'organico"

"Bene direi la mozione in comune a Vicenza che propone un aumento degli organici di polizia: piuttosto stupisce che solo oggi si accorgano di una carenza di organico che noi della Lega Nord stiamo denunciando da anni. Da quando sono diventata parlamentare - dice in una nota la senatrice Erika Stefani -  ho presentato innumerevoli tra interrogazioni, mozioni e proposte di legge per migliorare la sicurezza urbana. Sarebbe bastata maggiore responsabilità da parte della maggioranza di governo affinchè da Roma venissero stanziate le risorse necessaria agli enti locali per potenziare la sicurezza e magari dare ascolto al lavoro parlamentare fatto dalla Lega Nord sul fronte del freno dell'accoglienza.
Insomma, benvenuta la mozione, ma l'invito avanzato è del tutto retorico se indirizzato alla Lega Nord che da sempre denuncia la mancanza di tutela e di risorse verso le forze dell'ordine. In ogni caso, insisteremo come abbiamo sempre fatto con l'ennesima interrogazione per sollecitare una risposta governativa".
Da Vicenzapiù

Profughi a Valdagno, arriva Quinta Colonna

Continua a tenere banco la situazione dei migranti alloggiati nella Valle dell’Agno, con la spinosa questione dell’hotel “al Bersagliere” di Recoaro Terme e anche i 10 profughi ospitati a Valdagno in una struttura precaria. Per discutere di questi temi domani sera alle 21 ci sarà una diretta della trasmissione di Rete 4 Quinta Colonna, in diretta da Novale di Valdagno con diversi esponenti della Lega Nord e il comitato di cittadini Prima Noi.
“Domani sera Lega Nord e comitato Prima Noi si mettono ancora a fianco dei cittadini per dire no agli immigrati a Valdagno – scrive la senatrice leghista Erika Stefani – a fine anno del 2016 a Valdagno ci sono 34 profughi di cui 10 ospitati in una struttura non agibile, con poggioli ancora puntellati ed in condizioni precarie e di mancanza di igiene a Novale. Da tempo i consiglieri Marco Randon e Alessandro Burtini stanno lottando in Comune insieme con Francesca Vitetta di Nuova Valdagno per sollevare il problema al Sindaco”.
La diretta con il programma condotto da Paolo Del Debbio inizierà attorno alle 20.30 dal locale Jacky Tonight di Novale, con un servizio che darà spazio alle voci contrarie all’accoglienza in Valle dell’Agno. “I cittadini sono stanchi di dover subire le decisioni di un Governo che impone l’arrivo di immigrati e poi scarica il peso sociale di questo fenomeno su tutta la comunità – conclude Stefani – per questo domani sera sarò a Valdagno, per dire no a questo sistema di accoglienza”.
Da Ecovicentino.it

mercoledì 15 febbraio 2017

Il nuovo prefetto «Mai viste proteste contro i migranti». Benvenuto a Vicenza!


VICENZA. Ha mai incontrato qualche sindaco che le ha chiuso le porte in faccia all’accoglienza di migranti? «No, mai». E nemmeno qualche protesta da parte dei cittadini? «Nessuna. Non ne ho mai vista una». Allora benvenuto a Vicenza, verrebbe da dire al nuovo prefetto Umberto Guidato, che si è insediato da poco meno di 48 ore in contra’ Gazzolle ed è già chiamato ad affrontare una nuova polemica anti-migranti scoppiata a Recoaro.
Guidato si è detto «felice di essere a Vicenza, arrivare in Veneto per la prima volta è una tappa importante della mia carriera». «Non voglio esprimere giudizi sulle priorità - ha aggiunto - visto che prima voglio conoscere il territorio. Ma sono conscio di essere in una provincia molto grande, con 870 mila abitanti e 121 comuni. Sarà nostro compito affrontare tutti i problemi che ci sono anche a livello nazionale e questo avverrà assieme ai sindaci, che conto di incontrare al più presto, anche per capire e conoscere meglio questo territorio».
Il Prefetto arriva a Vicenza dopo aver ricoperto lo stesso in ruolo in regioni come Emilia Romagna, Sicilia, Puglia e Campania. «Porterò la mia esperienza - ha assicurato - auspico la massima collaborazione, oltre che con i sindaci e gli amministratori locali, anche con gli stessi cittadini». Guidato si è soffermato anche sul Daspo urbano, approvato alcuni giorni fa dal Governo. «Attendiamo di leggere il decreto - ha concluso - poi avremo modo di approfondirlo anche con le forze dell’ordine. Sicuramente si andrà nella direzione auspicata da tutti per migliorare le cose».
Il Giornale di Vicenza

lunedì 13 febbraio 2017

Recoaro Terme. Contro il centro di accoglienza in hotel i cittadini restituiscono le tessere elettorali

Da Il Giornale di Vicenza del 12.02.2017

Asilo politico ai rom. La Lega Nord porta il caso a Bruxelles

Da Il Giornale di Vicenza del 12.02.2017

Recoaro Terme: «No ai profughi». E restituiscono le schede elettorali

RECOARO. Tessere elettorali riconsegnate contro la decisione della prefettura di rendere l'ex albergo Al Bersagliere un centro di accoglienza straordinaria. L'atto dimostrativo è andato in scena ieri mattina in municipio, durante un incontro sul tema dell'accoglienza dei richiedenti asilo in paese. In chiusura, una sessantina di cittadini hanno restituito le loro schede, consegnandole nelle mani del primo cittadino Giovanni Ceola. «Lo Stato ci ha abbandonati», è stato il loro sfogo. Netta contrarietà all'ipotesi di realizzare un mini-hub nell'ex hotel è stata ribadita anche dal sindaco, dagli albergatori e dalla parrocchia, oltre che dal comitato Cittadini spontanei e attivi di Recoaro: «Bisogna fare accoglienza, ma non con alberghi-dormitorio».
L.C. (Il Giornale di Vicenza)

Recoaro, la Lega Nord presente in paese per dire no all'arrivo di 90 profughi

Protesta a Recoaro degli esponenti della Lega Nord-Liga Veneta di Vicenza per il probabile arrivo di 90 profughi nella località turistica montana.
Oggi i Recoaresi hanno detto No all’arrivo di 90 clandestini presunti profughi in paese - afferma in una nota la Lega Nord-Liga Veneta di Vicenza - E’ palpabile la forte preoccupazione e l’allarme sociale per la sicurezza ed il futuro di Recoaro, località a vocazione turistica che rischia di vedere ancora di più compromesse le speranze di concreto rilancio economico.
Per questo motivo il il neo eletto Segretario Provinciale della Lega Nord di Vicenza Erik Pretto, l’Eurodeputata Mara Bizzotto, la Senatrice Erika Stefani ed il Consigliere del Direttivo Provinciale della Lega Nord Vicentina Stefano Corrà, hanno voluto essere presenti in paese per ribadire che non lasceranno soli i cittadini di Recoaro Terme davanti alla illogica imposizione del Governo Italiano che, attraverso la longa manus della Prefettura, calpesta i diritti dei cittadini e dei loro rappresentanti, democraticamente eletti nelle istituzioni locali, lasciati soli nella gestione della sicurezza del territorio.
La Lega Nord Vicentina si rende disponibile a supportare i Recoaresi con nuove e successive iniziative. 
Da Vicenza Today

sabato 11 febbraio 2017

Profughi, hotel Bersagliere centro di accoglienza straordinaria: la protesta s’infiamma

Si riaccende la protesta a Recoaro, sempre attorno all’ex hotel Bersagliere, da tempo individuato dalla prefettura come struttura idonea ad accogliere un gruppo di profughi. Il progetto, rimasto fermo per più di un anno a causa di due atti incendiari e poi per una vicenda giudiziaria legata all’albergo, è tornato d’attualità in questi giorni, con la decisione della prefettura di far diventare il Bersagliere un centro di accoglienza straordinaria, inserendo 45-50 richiedenti asilo.
Una scelta che ha messo la Lega Nord (ma anche altri a Recoaro) sulle barricate. La stessa amministrazione comunale, che ha recentemente deciso di aderire al sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati Sprar, contesta la decisione di un massiccio invio di profughi in un unico luogo, preferendo una micro distribuzione. E mentre questa mattina il sindaco Giovanni Ceola spiegava la situazione in Comune, alcuni cittadini gli si sono avvicinati per consegnare la tessera elettorale in segno di protesta.
A dare man forte al sindaco e alla cittadinanza (compresi dei parrocchiani) si sono presentati in municipio i vertici della Lega Nord vicentina, dall’europarlamentare Mara Bizzotto alla senatrice Erika Stefani e al neosegretario provinciale Erik Pretto con il consigliere del direttivo Stefano Corrà, che temono l’arrivo di addirittura una novantina di profughi. «E’ palpabile la forte preoccupazione e l’allarme sociale per la sicurezza ed il futuro di Recoaro, località a vocazione turistica che rischia di vedere ancora di più compromesse le speranze di concreto rilancio economico – spiega Pretto -, per questo abbiamo voluto essere presenti in paese per ribadire che non lasceranno soli i cittadini di Recoaro Terme davanti alla illogica imposizione del governo italiano che, attraverso la longa manus della prefettura, calpesta i diritti dei cittadini e dei loro rappresentanti, democraticamente eletti nelle istituzioni locali, lasciati soli nella gestione della sicurezza del territorio. La Lega Nord vicentina, quindi, si rende disponibile a supportare i Recoaresi con nuove e successive iniziative».
Da Ecovicentino.it

Arresto Quero: revocato l’incarico in Amcps, l’opposizione chiede test antidroga e dimissioni


“Questa mattina ho convocato l’assemblea totalitaria di Amcps che ha revocato il mandato di amministratore unico a Matteo Quero e ha conferito l’incarico all’ingegner Stefano Cominato. L’amministrazione della cosa pubblica impone l’assoluto rispetto delle normative nonché la rigorosa trasparenza da parte degli amministratori. La violazione di entrambe queste regole, è alla base dell’inevitabile e doverosa decisione assunta oggi”. La dichiarazione, secca, arriva nel pomeriggio di una giornata di bufera attorno alla figura di Quero, che ha passato una notte in gattabuia in Germania per possesso di droga (150 grammi di marijuana e 15 di hashish, un fatto avvenuto ancora il 16 dicembre ed emerso solo oggi). La revoca del mandato l’aveva già annunciata il sindaco Variati, infuriato, in mattinata.
Intanto si moltiplicano le prese di posizione del centro destra attorno alla vicenda. “E’ deplorevole il comportamento di Quero, gravissimo non dare notizia dell’arresto fin da subito, chiedendo dimissioni immediate. Preoccupante il silenzio di Variati che non poteva non sapere”. Lo afferma il segretario della Lega Nord in città, Matteo Celebron, che definisce “preoccupante” l’atteggiamento del sindaco e della giunta, “ancorché Quero non è nuovo ad atteggiamenti borderline che ne hanno caratterizzato la vita politico-amministrativa”. L’ormai ex manager di Amcps, infatti, già nel 2008, fermato per un controllo, si rifiutò di fare l’alcol test e di firmare il verbale dei carabinieri. “A questo punto – conclude Celebron – visto la responsabilità che gli amministratori pubblici ricoprono nei confronti della cittadinanza, propongo che siano fatti dei test anti-droga a tutti gli amministratori delle società partecipate, agli assessori e ai consiglieri, non possiamo permetterci che la città sia nella mani di un gruppo di sbandati”.
I consiglieri comunali di Forza Italia Roberto Cattaneo Michele Dalla Negra hanno presentato invece una interrogazione a risposta anche scritta nella quale ricordano che Aim si è dotata di un codice etico nel quale è sancito che “ciascun destinatario del Codice orienta i propri comportamenti, a alla tutela dell’immagine aziendale, nella consapevolezza che la buona reputazione e la credibilità costituiscono irrinunciabili risorse immateriali della società” e che “i comportamenti dirigenziali, in particolare, devono essere sempre improntati alla correttezza ed all’equità, in quanto vengono a costituire dei modelli di riferimento per tutti i collaboratori”. I due consiglieri suppongono che “la consolidata e notoria vicinanza umana, politica e di mandato tra il sindaco e Quero potrebbero far supporre che quest’ultimo, nell’immediatezza del fatto che l’ha visto coinvolto a metà dicembre, abbia riferito al primo cittadino l’accaduto”. Per questo Dalla Negra e Cattaneo chiedono al sindaco se Quero dopo il 16 dicembre avesse comunicato a qualche amministratore quanto accaduto e se i vertici di Aim ne fossero informati.
Sulla questione, Elena Donazzan, assessore regionale, parla di “imperdonabile danno d’immagine alla città”. “La faccenda – afferma – è grave. Sono sempre stata convinta, senza ipocrita perbenismo, che per un amministratore non esista confine tra vita pubblica e privata, perché la politica, a maggior ragione in un periodo in cui vede minata la propria credibilità, deve essere intrapresa con stile e trasparenza. Quero dovrebbe ritirarsi definitivamente a vita privata per evitare di esporre le proprie debolezze e l’immagine di Vicenza al pubblico ludibrio della stampa locale e nazionale, cosa peraltro già accaduta”. “Accanto alla responsabilità diretta di Quero – chiosa ancora Donazzan – c’è quella indiretta di Variati che lo ha scelto per ben due volte. E oggi l’unica vittima di tradimento è la città di Vicenza che ha subito un significativo danno d’immagine”.
Anche Claudio Cicero, consigliere Comunale (lista omonima, in opposizione) chiede il test antidroga per tutti gli amministratori pubblici: “Chi ricopre incarichi pubblici deve tenere comportamenti rispettosi del ruolo ricoperto. E’ scandaloso che il sindaco non ne sapesse niente come appare singolare che nessuno, nell’area politica di Quero, fosse a conoscenza dell’accaduto. “Se il test antidroga lo fanno gli sportivi, in quanto l’uso di droghe influenzerebbe le loro prestazioni, altrettanto potrebbe succedere nelle decisioni amministrative che potrebbero essere inopportune se non addirittura controproducenti all’interesse pubblico se adottate sotto l’effetto di stupefacenti”.
A chiedere le dimissioni di sindaco e vicesindaco è infine Francesco Rucco, capogruppo in consiglio comunale per Idea Vicenza: “Quero è un fedelissimo della cerchia ristretta formata da Variati e Bulgarini. C’è un danno di immagine pesantissimo per la città. Non crediamo fin d’ora a sindaco e vice sindaco, che diranno di non averne mai saputo nulla dal 16 dicembre ad oggi. Chiediamo fermamente a Variati e Bulgarini d’Elci di fare un passo indietro dimettendosi perché responsabili politici di questa nomina”.
di Mariagrazia Bonollo (Ecovicentino)

I Recoaresi hanno detto NO all’arrivo di 90 clandestini presunti profughi in paese

Oggi i Recoaresi hanno detto NO all'arrivo di 90 clandestini presunti profughi in paese.
E' palpabile la forte preoccupazione e l'allarme sociale per la sicurezza ed il futuro di Recoaro, località a vocazione turistica che rischia di vedere ancora di più compromesse le speranze di concreto rilancio economico. Per questo motivo, si legge in una nota, il Segretario Provinciale della Lega Nord di Vicenza Erik Pretto, l'Eurodeputata Mara Bizzotto, la Senatrice Erika Stefani ed il Consigliere del Direttivo Provinciale della Lega Nord Vicentina Stefano Corrà, hanno voluto essere presenti in paese per ribadire che non lasceranno soli i cittadini di Recoaro Terme davanti alla illogica imposizione del Governo Italiano che, attraverso la longa manus della Prefettura, calpesta i diritti dei cittadini e dei loro rappresentanti, democraticamente eletti nelle istituzioni locali, lasciati soli nella gestione della sicurezza del territorio. La Lega Nord Vicentina si rende disponibile a supportare i Recoaresi con nuove e successive iniziative.
Da Vicenzapiù

Arrestato in Germania per droga Matteo Quero amministratore unico di Amcps vicino al sindaco Variati


Vicenza – Aveva in macchina, di ritorno dall’Olanda, 150 grammi di marijuana e 15 di hashish. Ed è stato così che è finito in un carcere tedesco per una notte il vicentino Matteo Quero, amministratore unico di Amcps, la società pubblica che gestisce il patrimonio del Comune di Vicenza. La notizia, a suo modo clamorosa, è stata data questa mattina dal Giornale di Vicenza, in un articolo a firma di Diego Neri, dopo che si era diffusa in città nella tarda serata di ieri sebbene in fatti risalgano in realtà al 16 dicembre scorso. Qualche settimana dopo la polizia tedesca ne aveva dato notizia in Italia attraverso i canali dell’Interpol.
Quero è molto noto a Vicenza. Politico locale con un passato di assessore del comune del capoluogo, è stato nominato dal sindaco Variati al vertice di Amcps nel 2013. E’ il titolare dell’agenzia Ognipratica, di Torri di Quartesolo, e proprio alla sua società era intestato il furgone Doblò che, poco dopo aver passato la frontiera tra i paesi Bassi e la Germania, è stato fermato dalla polizia tedesca, controllato e dal quale infine è spuntata fuori la cannabis.
Una quantità complessiva che, per le leggi tedesche come per quelle italiane, supera quella consentita per uso personale, cosa che è costata al manager vicentino l’arresto, sebbene Quero sia stato poi rilasciato il giorno dopo. Tutt’altra legislazione per la cannabis, hashish o marijuana che sia, vige invece in Olanda dove, in locali pubblici detti coffee shop, è possibile acquistarla e consumarla liberamente. Allo stesso modo è possibile per chiunque detenerne delle quantità ragionevoli.
Naturalmente nei Paesi Bassi è libero solo il consumo, eventualmente la detenzione. Certamente non è possibile per un turista portare fuori dal paese alcuna quantità di cannabis, quantomeno per via delle legislazioni ancora diverse nella maggior parte delle altre nazioni europee. 
Da Vicenza Report

mercoledì 8 febbraio 2017

A Vicenza anche i nomadi ora chiedono asilo politico


VICENZA. Tra quelle presentate dai migranti africani, l'altro giorno in prefettura, è spuntata anche una pratica di richiesta di asilo politico per motivi umanitari presentata da una famiglia di nomadi: gli Halilovic, stanziati in un terreno di strada Nicolosi.
Di origine bosniaca gli Halilovic non hanno la cittadinanza italiana e quindi devono avere pensato che il metodo più rapido per ottenerla avrebbe potuto essere quello di chiedere un permesso di soggiorno come quello rilasciato in favore dei rifugiati politici che consente di rimanere in Italia a prescindere da un eventuale visto. A seguire la pratica della famiglia nomade, ben conosciuta anche dalle forze dell'ordine, è stato l'avvocato Igor Brunello, incaricato dalla Caritas.
La domanda, sollevando non poche perplessità e un acceso dibattito tra gli esponenti della Commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato, è stata al momento sospesa. «Abbiamo deciso di prenderci del tempo per esaminare meglio la questione», sottolinea il prefetto ad interim Massimo Marchesiello.
Matteo Bernardini (GdV)

Arzignano (VI). Fermato sul motorino senza patente: «In Ghana non serve»

ARZIGNANO. Fermato per un controllo in sella ad un ciclomotore un ghanese, alla richiesta del patentino per guidare, ha risposto ai vigili che al suo paese non serve e così si è visto sequestrare il mezzo e infliggere una sanzione amministrativa di 5 mila euro.
Il fatto è accaduto ad Arzignano, dove la polizia locale, durante un servizio di pattugliamento del territorio, ha fermato un ghanese alla guida di un motociclo di colore rosa. Il conducente, un 41enne residente a Brendola, alla richiesta di mostrare la patente A, ha risposto «al mio Paese non serve la patente per guidare le moto piccole come il Ciao».
Gli agenti hanno quindi applicato una sanzione amministrativa di 5000 euro per guida senza patente e fermo amministrativo del ciclomotore per 3 mesi. La sanzione di 5000 euro è stata applicata poichè la guida senza patente è stata depenalizzata ed in sua vece il legislatore ha applicato un sanzione elevata. «Può sembrare una misura draconiana, ma condivido la solerzia dei nostri vigili - ha dichiarato il sindaco di Arzignano, Giorgio Gentilin -. La patente serve anche per i mezzi più piccoli. Sono le nostre regole e bisogna rispettarle». 
Da GdV 07.02.2017

martedì 7 febbraio 2017

Insediato il nuovo Consiglio Direttivo provinciale della Lega Nord Liga Veneta Vicentina

Ieri sera, lunedì 6 febbraio, si è insediato ufficialmente il nuovo Consiglio Direttivo provinciale della Lega Nord Liga Veneta Vicentina guidato dal nuovo Segretario provinciale Erik Pretto. Sono stati toccati, si legge in una nota del movimento, alcuni importanti punti all'ordine del giorno fra i quali la campagna di tesseramento 2017 che prevederà l'organizzazione di numerosi gazebo su tutto il territorio provinciale nel fine settimana del 18-19 febbraio prossimo. Con grande soddisfazione il Consiglio Direttivo ha dato il benvenuto a 5 nuovi militanti, che hanno dimostrato negli anni impegno e determinazione nel promuovere le iniziative del Movimento.
La prima seduta del Consiglio Direttivo ha visto la presenza di importanti ospiti, primo fra tutti il Segretario Nazionale Gianantonio Da Re oltre al Vice Segretario Nazionale Paolo Franco, ai Consiglieri Nazionali Davide Faccio e Roberto Grande e ai rappresentanti politici istituzionali eletti nel territorio Vicentino: Eurodeputato Mara Bizzotto, Senatrice Erika Stefani, Assessore Regionale Manuela Lanzarin, Capogruppo Lega Nord Regionale Nicola Finco, Consigliere Regionale Marino Finozzi. 
Da Vicenzapiù