venerdì 29 gennaio 2016

Vicenza: "Esperto meteo" del Comune augura la morte a Salvini



VICENZA. Di solito è abituato a prevedere le tempeste; stavolta, invece, ci è finito dentro. Ha sollevato una vera e propria bufera, infatti, il “Mi piace” cliccato da un "meteorologo" vicentino, Marco Rabito ad un post sulla bacheca del responsabile provinciale del sindacato Adl Cobas Olol Jackson. Nel post in questione, Jackson scriveva, testualmente: «Speranze per il 2016: Salvini sotto un cipresso». Tra i 42 “Mi piace” guadagnati dal post, figura anche quello di Rabito, il quale è stato, in passato, consulente del Comune di Vicenza. Il “colpo di mouse” - collegato alla passata collaborazione di Rabito con il Comune - non è sfuggito al segretario della sezione cittadina della Lega nord Matteo Celebron, il quale ha ripreso il post, pubblicandolo sul proprio profilo e commentando: «Un amico mi ha fatto questa segnalazione - ha scritto Celebron -. Sinceramente non me ne frega più di tanto, a Vicenza il personaggio (Jackson, ndr) è noto. Quello che mi sorprende è che tra i “mi piace” ci sia anche uno che risulta essere (o essere stato) consulente del Comune di Vicenza. (...) 
Matteo Carollo GdV 28.01.2016

mercoledì 27 gennaio 2016

VENETO FORMAZIONE. Pd: «Tagli alle paritarie» «Ma la colpa è di Renzi»



L'assessore replica agli attacchi Pd: «Tagli alle paritarie» «Ma la colpa è di Renzi» 
VENETO«I tagli dei fondi alle scuole paritarie previsti dalla Giunta sono clamorosi. Se rimarranno così, provocheranno la chiusura di intere sezioni, mandando a casa un bel po' di lavoratori e facendo pagare alle famiglie un ulteriore balzello, cioè una retta ancora più elevata. Diminuire di 11 milioni, dai 42 dello scorso anno ai 31 per il 2016, le risorse per questi settori ha un solo significato: Zaia vuole penalizzare in maniera pesantissima un servizio essenziale». La denuncia è del consigliere Pd, Claudio Sinigaglia. Risponde a distanza l'assessore alla formazione, Elena Donazzan: «Se il governo avesse consentito alle regioni virtuose come il Veneto di spendere la cassa e anticipare le spettanze ai creditori, i gestori delle scuole avrebbero ricevuto le quote entro le scadenze. Invece siamo stati costretti a rallentare i pagamenti. Se lo Stato continuerà a tagliare risorse, si condannerà a morte un segmento storico e importante della nostra scuola».
GdV 27.01.2016

MOZIONE LEGA NORD: «La Cina minaccia tutte le imprese venete»



No a status di economia di mercato Lega: «La Cina minaccia tutte le imprese venete» VENEZIA«Se verrà riconosciuto alla Cina lo status di economia di mercato, Market economy status (Mes) l'Europa rischia di perdere tre milioni e mezzo di posti di lavoro dei quali 400 mila in Italia. Per alcuni settori produttivi del Veneto ­ meccanica, calzaturiero, la filiera della bicicletta ­ la concorrenza cinese potrebbe essere letale». Nicola Finco, capogruppo consiliare della Lega Nord, e Silvia Rizzotto, Lista Zaia, hanno presentato una mozione per chiedere alla Giunta un forte impegno nell'azione di contrasto al riconoscimento alla Cina dello status di Economia di Mercato (Mes). «Adesso gli interessi degli stati appartenenti all'Ue circa la concessione del Mes alla Cina sono del tutto divergenti e la violenta battaglia tra i diversi governi si sta consumando inopportunamente dietro le quinte, nel silenzio visto che qui si sta discutendo del futuro di interi comparti produttivi»
GdV 27.11.2016

domenica 24 gennaio 2016

Salvini tuona contro l'islam: "Da sempre cerca di imporsi con la forza"

Matteo Salvini parla dell'Islam e lancia un monito: "L'islam nella storia del mondo ha sempre cercato di imporre la sua legge e la sua religione con la forza"
Non è la prima volta che il leader del carroccio esprime la sua contrarietà all'islam: infatti, in più di una occasione ha ribadito un netto no alla diffusione della religione fondata da Maometto in Italia.
"L'Islam nella storia del mondo ha sempre cercato di imporre la sua legge e la sua religione con la forza", le parole del segretario federale della Lega Nord arrivano durante un incontro dell'Accademia di formazione della Lega Lombarda di Milano. "Ogni nostra concessione, che per la nostra cultura è un segnale di apertura e benvenuto, per loro è vista come un arretramento e un cedimento", ha poi spiegato in un passaggio successivo del suo discorso.
In altre occasioni.
In passato, Matteo Salvini aveva già reso nota la sua opposizione all'Islam, chiedendo una risposta vigorosa a quella che aveva definito "una guerra in atto" contro l'Occidente: "Non c'è più tempo per rispondere alla violenza con il buonismo, con l'accoglienza, con la tolleranza. Bisogna rispondere con la forza che la democrazia permette, non con il sangue. Ma non è il momento di cedere", aveva spiegato Matteo Salvini.
Giulia Muti (Giornale)

sabato 23 gennaio 2016

Schio. Profughi all’anagrafe per tutelare sicurezza. Orsi e Cecchetto scrivono al Prefetto

Accoglienza dei profughi sì perchè è obbligatoria, ma con l’iscrizione all’anagrafe per tutelare la sicurezza pubblica e non imporre il mantenimento ai comuni.
La proposta arriva dai comuni di Schio e Montecchio maggiore, che hanno inviato al prefetto Eugenio Soldà di Vicenza e dei Sindaci dell’Ulss 4 e 5 una lettera nella quale chiedono l’obbligo dell’iscrizione all’albo anagrafico dei richiedenti asilo dopo tre mesi di domicilio sul territorio comunale.
La motivazione è molto semplice e agli occhi di chi è abituato a fare le cose ‘in regola’, può sembrare paradossale.
Secondo Valter Orsi e Milena Cecchetto, rispettivamente sindaci di Schio e Montecchio, esistono problematiche molto serie derivanti dalla gestione attuale nel rilascio dei documenti ai profughi.
“A oggi – è la sintesi della lettera firmata da Orsi e Cecchetto – il rilascio della carta d’identità per i richiedenti asilo avviene di fatto prima che la Commissione, chiamata ad analizzare le condizioni per riconoscere lo status di rifugiato, abbia svolto e concluso la propria valutazione. Per emetterla, vengono utilizzati i dati acquisiti nel momento della fotosegnalazione fatta al loro arrivo. E’ ampiamente possibile però – hanno continuato – che in un secondo momento, davanti alla Commissione, il profugo rilasci generalità diverse. Nel caso in cui la persona non torni poi presso gli uffici anagrafe per effettuare la rettifica e la correzione delle generalità, il comune non può procedere ad annullare la precedente carta di identità e ad emettere un nuovo documento e il soggetto si troverebbe ad essere libero di circolare con un doppio documento d’identità”.
Un paradosso quindi, impossibile da accettare sia per una questione di sicurezza, ma anche per un motivo decisamente più pratico, che è legato al costo della gestione diretta di migranti.
“C’è una conseguenza possibile che rischia di ricadere e pesare molto sulle risorse dei comuni – hanno sottolineato Orsi e Cecchetto nella lettera – Se qualcuno approfittasse di questo stratagemma, dovrebbe essere denunciato per ‘rilasciata falsa generalità’ e di conseguenza avrebbe l’obbligo di rimanere nel territorio anche nel caso in cui venisse respinto lo status di rifugiato. Questo perché si dovrebbe attendere il giudizio della denuncia. In questo caso si verrebbe a creare una situazione molto delicata per i comuni che, avendo concesso la residenza ai migranti, si troverebbero anche ad essere costretti a farsene carico e mantenerli, visto che difficilmente queste persone hanno una loro autonomia economica”.
Per by-passare questi problemi, Schio e Montecchio si sono rivolti al prefetto e ai loro colleghi, confidando che condividano la loro posizione.
“Chiediamo un controllo sulle procedure al fine di garantire la sicurezza del territorio – conclude la lettera di Orsi e Cecchetto – e che venga messo in atto un meccanismo che possa mettere in rete gli uffici dei Comuni e le strutture incaricate delle verifiche per il riconoscimento o meno dello status di rifugiato”.
A.B. (Altovicentinonline)

giovedì 21 gennaio 2016

Profughi, Schio e Montecchio al prefetto: "la carta d'identità prima dell'esito della Commissione è un problema"


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Per conoscenza inviamo la lettera che i Sindaci di Schio e di Montecchio Maggiore hanno inviato al Prefetto e ai Comuni dell'ULSS in merito alla circolare n. 4102 dell'8 ottobre 2015 che ribadisce l'obbligo dell'iscrizione all'albo anagrafico dei richiedenti asilo dopo tre mesi di domicilio sul territorio comunale.
Nella lettera i Sindaci presentano al Prefetto le problematiche derivanti dal rilascio della carta d'identità che avviene di fatto prima che la Commissione, chiamata ad analizzare le condizioni per riconoscere lo status di rifugiato, abbia svolto e concluso la propria valutazione.
C'è infatti la possibilità che la persona iscritta in anagrafe, con le generalità riportate dalla foto-segnalazione fatta al suo arrivo, di fronte alla Commissione rilasci generalità diverse.
Nel caso in cui la persona non torni poi presso gli uffici anagrafe per effettuare la rettifica e la correzione delle generalità, il Comune non può procedere ad annullare la precedente carta di identità e ad emettere un nuovo documento.
I Sindaci sottolineano che questo può favorire la circolazione sul territorio nazionale di soggetti con più documenti di identificazione, autentici, ma diversi tra loro; eventualità che, in questo momento particolarmente sensibile sotto l'aspetto della sicurezza, non è di poco conto.
Un'altra conseguenza, che rischia di pesare molto sulle risorse comunale è anche la seguente
Coloro che approfittano di questo stratagemma devono essere denunciati per rilasciata falsa generalità e hanno l'obbligo di non lasciare il territorio nazionale, in quanto si deve attendere il “giudicato” della denuncia. In questo caso, se anche la Commissione avesse rigettato lo status di rifugiato, la persona non potrebbe essere allontanata e, di fatto, avendo dovuto i Comuni concedere la residenza, se ne devono anche fare carico, considerato che difficilmente queste persone hanno una loro autonomia economica.
I Sindaci a fronte di tutto ciò chiedono: un controllo sulle procedure al fine di garantire la sicurezza del territorio; di attuare un meccanismo che possa mettere in rete gli uffici dei Comuni e le strutture incaricate delle verifiche per il riconoscimento o meno dello status di rifugiato.
Comune di Schio

Immigrazione in Veneto: M5S peggio di PD e SEL. Vogliono riempire i paesi di clandestini, contro le barricate della Lega

Profughi“La Lega Nord non vuole risolvere il problema degli immigrati, ma anzi ha tutto l’interesse di far esplodere la situazione per cavalcare la protesta”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Simone Scarabel, dopo il colloquio avuto con il Prefetto di Treviso, Laura Lega, sui problema dell’immigrazione e le proteste in atto in diversi comuni veneti, in particolare a Cison di Valmarino, in provincia di Treviso, che ospita 80 immigrati o a Oderzo, dove viene contestato l’utilizzo dell’ex caserma Zanusso.
“Il fenomeno dei richiedenti asilo, in corso in questi anni, – sottolinea il consigliere 5 Stelle – deve essere affrontato a livello di sistema con un’azione distribuita e coordinata nei nostri territori. Bisogna evitare in ogni modo di lasciare la gestione del fenomeno in poche mani e poche strutture ed evitare il rischio che alti numeri di ospitati creino situazioni di isolamento, rischi di tensioni sociali e pretestuose prese di posizioni elettorali.
E’ la Regione Veneto – dichiara Scarabel – che deve assumersi la responsabilità di coordinare questa operazione. Dopo i tanti annunci di tavoli di coordinamento siamo ancora di fronte alla solita scena”.
Scarabel indica lo SPRAR (Il sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) come strumento idoneo per cambiare modello di accoglienza. “Lo SPRAR – spiega – è uno dei pochi meccanismi, attualmente a disposizione delle amministrazioni locali, per far fronte a queste situazioni di emergenza. Il numero di ospiti previsti e distribuiti in modalità organica in ogni singolo Comune aderente, garantisce un inserimento semplice nella comunità ospitante”.
 “la partecipazione al bando SPRAR, finanziato al 95% da fondi europei, consentirebbe ai Comuni di diventare protagonisti dei processi di accoglienza e di integrazione,”.
“Se i Comuni non aderiranno all’accoglienza diffusa, si troveranno costretti a subire il fenomeno invece di gestirlo! La conferma l’ho avuta dal Prefetto di Treviso: se i comuni non collaborano, lei sarà costretta a trovare soluzioni drastiche, come l’utilizzo della caserma Zanusso di Oderzo. A nulla vale il voto della mozione in consiglio regionale, – sottolinea Scarabel – il Prefetto può disporre delle aree appartenenti al demanio. Lo stesso Prefetto – informa l’esponete pentastellato – mi ha detto di non capire perché i comuni e le associazioni di volontariato, che hanno queste caserme vicino, non si attivino per partecipare al bando di gestione delle caserme. Sembra difficile? Non lo è. Alla mia domanda su cosa serva per fare un centro di riconoscimento nella nostra regione, la sua risposta è stata: basta che Zaia si renda disponibile. Questo ci fa capire che la Lega Nord non vuole risolvere il problema ma anzi ha tutto l’interesse di far esplodere la situazione per cavalcare la protesta. E questo – conclude Scarabel – dà vita a situazioni come quella di Cison”.
Altovicentinonline