sabato 31 gennaio 2015

"Mattarella non è il mio presidente"

Salvini conferma il giudizio netto sul neo capo dello Stato. La Meloni: "Sembra la copia di Scalfaro"
Sergio Mattarella "non è il mio presidente". Così il segretario federale della Lega, Matteo Salvini, conferma il suo giudizio sul neo eletto capo dello Stato, al telefono con l’Agi.
Più o meno dello stesso avviso la presidente di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale, Giorgia Meloni: "Auguri di buon lavoro a Mattarella. È stata una scelta sbagliata di Renzi spingere per la nomina di un superstite della Prima Repubblica, gli italiani ricordano ancora con orrore il settennato di Scalfaro e Mattarella sembra esserne la copia fedele. Ma ora è il presidente dell'Italia e spero che faccia bene e agisca da uomo libero e indipendente". 
di Angelo Scarano (Giornale)

venerdì 30 gennaio 2015

Thiene. “Maggiore sicurezza”. Mozione della Lega Nord

E’ stata protocollata questa mattina nel Comune di Thiene  la mozione con la quale la Lega Nord, attraverso il Consiglio Comunale, chiede maggiore sicurezza.
I consiglieri di minoranza Mariarita Busetti, Antonello Amatori e Paolo Trevisi si sono rivolti a Giovanni Battista Casarotto e a Bruno Binotto (rispettivamente Sindaco e Presidente del Consiglio di Thiene) per chiedere loro che vengano messe in atto tre azioni volte a garantire maggiore sicurezza ai cittadini e al territorio.
“Chiediamo che sia dato mandato all’assessore competente e siano destinate le risorse affinché la Commissione Sicurezza renda pubblici i dati su criminalità e microcriminalità-  spiegano i rappresentanti leghisti in consiglio comunale nella mozione – Chiediamo poi che sia istituito un nucleo di controllo del territorio composto  da funzionari che collaborino con Polizia Locale, Carabinieri, Questura e  Prefettura e  che sia istituito un ‘piano di sicurezza’ che preveda la rinascita delle aree ora considerate pericolose”.
Il Carroccio thienese ha ritenuto opportuno rivolgersi al primo cittadino e al Consiglio Comunale con la mozione in questione dopo aver preso atto dei recenti episodi di violenza, criminalità e degrado di cui la città si è trovata ad essere protagonista.
“I recenti fenomeni di violenza e microcriminalità sono eventi di grande impatto sulla qualità della vita urbana – hanno sottolineato Busetti, Amatori e Trevisi nella mozione – I cittadini di Thiene vivono questi episodi con malessere e si sentono abbandonati da una città e da uno stato che chiede loro sempre di più. Dopo aver riflettuto anche sul caso del tema Anti-Lega assegnato al Ceccato (episodio minimizzato dall’amministrazione), ci rendiamo conto che questa è  un’amministrazione di sinistra – hanno concluso – interessati più alla pseudo-integrazione che alla  tranquillità dei cittadini”.
Anna Bianchini (ThieneOnLine) 30.01.2015

Verybello.it, il flop dell'Italia digitale

Sotto Vicenza inserito un evento che si tiene in realtà a Trento e il Palio di Asti finisce in India «Serve all'Expo ma è in italiano»
VICENZA. Ricordate il «please, visit our country» di rutelliana memoria all'inaugurazione del sito-flop Italia.it sulle meraviglie del turismo nazionale? O lo scomparso «MagicItaly» di Berlusconi? Dimenticateli. Perché è arrivato di meglio: si chiama verybello.it (sottotitolo: un viaggio nella bellezza) ed è stato presentato il 24 gennaio scorso dal ministro dei Beni culturali e del turismo Dario Franceschini per celebrare le bellezze italiche in occasione dell'Expo di Milano. E già il giorno dopo è stato sotterrato da 15 mila tweet al veleno.
Piccolo elenco degli errori-orrori del neonato sito web che dovrebbe invitare i visitatori dell'Expo, soprattutto stranieri, a girare per l'Italia: è solo in italiano (l'inglese arriverà il 7 febbraio, non si sa perché); nell'immagine dell'Italia vista dal satellite sulla home page erano state tagliate Sicilia e Calabria; non c'è l'audio per i non vedenti; non c'è una app per gli smartphone; il motore di ricerca è sbagliato; non c'è la pagina facebook.
Altro? C'è solo da scegliere. (...)
GdV 29.01.2015.

giovedì 29 gennaio 2015

Nomade invalido in manette: rubava carrozzine in ospedale

Un nomade di 38 anni è stato denunciato per furto di materiale sanitario. Entrava in ospedale con le stampelle e ne usciva con le carrozzine. Per quattro volte...
Se il furto è già di per sè un'azione deplorevole, il furto di materiale sanitario, destinato ad alleviare le sofferenze di chi è meno fortunato è un comportamento davvero abietto.
Purtroppo è quello che è successo a Vigodarzere, in provincia di Padova, dove un nomade invalido di 38 anni è stato denunciato per il furto di quattro carrozzelle per disabili. L'uomo è stato pizzicato dai carabinieri dopo aver chiamato il 118 per un malore. I sanitari giunti al locale campo nomadi con l'ambulanza per soccorrere l'invalido, racconta Il Gazzettino, hanno ritrovato ben quattro carrozzine.
Insospettiti, hanno avvertito le forze dell'ordine che, una volta scattati i controlli, hanno scoperto la spiacevole verità: l'uomo, al quale manca una gamba, era solito recarsi al vicino ospedale di Camposampiero, dove prelevava le sedie a rotelle. Entrava nel nosocomio con le stampelle e ne usciva su di una carrozzina. Ora è stato denunciato.

mercoledì 28 gennaio 2015

Lega Nord: “il PD smentisce Moretti su autonomia"


Nella tarda serata di martedì 27 gennaio, durante la discussione in parlamento sulla riforma costituzionale, la Lega Nord si è vista bocciare il proprio emendamento alle riforme (il numero 30.28) riguardante l’autonomia del Veneto: 345 sono stati i voti contrari e 86 a favore. Pochi giorni fa anche l’Anciveneto, presieduta da un primo cittadino del PD, Maria Rosa Pavanello, aveva sollecitato all’unanimità che "il Veneto deve diventare una Regione a statuto speciale”.

I deputati veneti della Lega Nord Matteo Bragantini, Filippo Busin, Roberto Caon, Marco Marcolin, Emanuele Prataviera, alzano la voce dopo l'accaduto:
“Con un blitz notturno – spiegano - i deputati veneti hanno tradito il nostro popolo e tutti i sindaci veneti che si erano chiaramente espressi per l’autonomia. Il PD, con il voto di ieri, si è schierato apertamente a favore del centralismo romano e di un sistema che oggi scippa ai veneti 21 miliardi di tasse, ogni anno”.
Per il Carroccio si tratta di un “colpo di mano, anche ad opera di Forza Italia, che in Veneto dice una cosa e a Roma fa l’esatto opposto, uno schiaffo ai cittadini veneti”.
“Il Partito Democratico – sostiene la Lega Nord – ha smentito due volte gli annunci autonomisti di Alessandra Moretti, votando contro il nostro emendamento e contro quello, analogo, della deputata Simonetta Rubinato, già avversaria di Moretti alle primarie. È il segnale della chiara volontà centralista del PD, determinato a soffocare ogni anelito autonomista del popolo veneto”.

Studio Università di Tor Vergata esalta sanità veneta. Zaia e Coletto contro governo


Uno studio dell’Università romana di Tor Vergata sulla sanità indica il Veneto sul podio in tutti gli indicatori considerati e primo nella soddisfazione del paziente. Per il presidente Luca Zaia è un “successo dedicato ai tagliatori romani di buone pratiche, motivo in più per barricate". Per l’assessore Luca Coletto si tratta di un: “miracolo quotidiano che Roma tenta di distruggere”.

La sanità del Veneto è quella che, in Italia, riesce a soddisfare meglio le esigenze dei pazienti e che presenta le migliori performances del management aziendale. Per il Veneto, comunque, è podio in tutti i settori analizzati.
L’eccellenza del sistema sanitario veneto emerge con chiarezza in uno studio del Consorzio per la Ricerca Economica Applicata in Sanità (CREA) dell’Università Tor Vergata di Roma, pubblicato oggi.
Posta pari a 1 la performance ottimale, il Veneto, con 0,801 contro lo 0,832 della Toscana, è secondo nel giudizio di performance complessivo, ma primeggia in due settori fondamentali, come la soddisfazione dell’utente e la qualità del management. In queste due classifiche, il Veneto raggiunge il punteggio di 0,876 su un massimo di 1 per il gradimento dei pazienti; e di 0,802 su un massimo di 1 per quanto riguarda l’efficienza del management.
Medaglia d’argento al Veneto per un solo decimale (0,835 contro 0,836 della Toscana) sul fronte dell’industria medicale e su quello delle Istituzioni (0,649 contro lo 0,802 della Toscana). Terzo posto ma di un soffio (0,846 su un massimo di 1 contro lo 0,853 della Provincia Autonoma di Trento e lo 0,878 della Toscana) per quanto riguarda le professioni sanitarie venete.
Puglia, Calabria e Campania chiudono la classifica delle Regioni in tutti i settori considerati.
“Dedicato ai tagliatori di buone pratiche in sanità, Renzi in testa. Mi chiedo con che coraggio si possa pretendere da questo Veneto e dalla sua sanità d’eccellenza un nuovo taglio da 240 milioni di euro nel 2015. Basterebbe che si leggessero l’esito dello studio degli esperti di Tor Vergata, non di Padova, Verona o Venezia, per capire quale insopportabile ingiustizia stiano perpetrando sulla pelle dei cittadini veneti e per vergognarsi, almeno un po’, anche se la giusta cosa da fare sarebbe ravvedersi, chiedere scusa, e ripartire dall’applicazione rigida dei costi standard in tutta Italia. Un ottimo motivo in più per salire sulle barricate contro i tagli indiscriminati”.
E’ questo il commento del Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ai contenuti dello studio sulla sanità regionale in Italia, realizzato dal Consorzio per la Ricerca Economica Applicata in Sanità (CREA) dell’Università di Tor Vergata, pubblicato sul Sole 24 Ore Sanità.
“Questo studio – aggiunge Zaia – costituisce un atto d’accusa all’attuale classe politica di Governo, cieca e sorda al richiamo dell’equità in un settore tanto delicato e sensibile come la salute della gente e al contempo una testimonianza forte, perché basata su un approccio scientifico, della qualità della nostra sanità, dei nostri sanitari e dei nostri managers. Assieme alle altre solite Regioni virtuose potremmo insegnare al resto d’Italia. Invece, come il resto d’Italia, anche quella che spreca, anzi di più, ci si vuol far pagare ancora una volta. Il nostro no è totale, e per difenderci siamo pronti a salire sulle barricate, anzi ci siamo già saliti”.
“Come nello sport – dice l’Assessore alla Sanità Luca Coletto – anche queste medaglie arrivano grazie all’impegno e alla fatica quotidiana di 95 mila uomini e donne, medici, infermieri, amministrativi, managers che gettano tutti i giorni il cuore oltre l’ostacolo per contribuire all’impegno della Regione di mantenere i conti in ordine senza intaccare i servizi ai malati. Un miracolo quotidiano, che da quattro anni riusciamo a ripetere, unici in Italia a non avere nemmeno un centesimo di addizionale Irpef sulla sanità. Da Monti a Renzi, passando per Letta – aggiunge Coletto – sono anni che Roma tenta di distruggere questo miracolo, e ci sta provando anche in queste ore. Ci difenderemo con le unghie e con i denti, perché il nostro mandato è difendere il diritto costituzionale alla salute dei nostri cittadini, messo ogni minuto di più in discussione”

lunedì 26 gennaio 2015

Sanità in Veneto. Zaia: “I tagli imposti da Roma ci sono, ora si va sulle barricate”

Il Veneto dice ‘no’ ai tagli alla Sanità imposti da Roma. Non ha mezzi termini Luca Zaia, governatore della Regione e, dopo avere preso atto che la capitale imporrà dei tagli nel comparto della salute, ha dichiarato senza troppi fronzoli: “E’ il momento di andare sulle barricate. I veneti si ricorderanno di questo schiaffo e per noi sarà la madre di tutte le battaglie”.
Una dichiarazione di ‘guerra’ quindi, che arriva all’indomani del confronto a Roma sulle previsioni della legge di stabilità, appuntamento nel quale Luca Coletto, assessore regionale alla Sanità, ha fatto verbalizzare il ‘no’ della sua regione.
La politica e i giochetti di Roma le esigenze di cure dei Veneti restano – ha commentato Zaia – Diciamo ‘no’ ai tagli alla sanità, che ci sono e sono pesantissimi.
Ed è poi sceso nel dettaglio: “E’ il momento di far sapere dettagliatamente alla gente come stanno le cose e quindi elenco di seguito, voce per voce, tutto quello che il governo ci costringerebbe a rimettere in discussione. Al primo posto non ci sarà nessun aumento del Fondo Sanitario per il 2015, che per noi avrebbe significato circa 200 milioni in più. Poi, ci sarà un taglio generale di 500 milioni su un totale di 800 riservati in sede di Patto Nazionale per la aalute agli investimenti per l’edilizia ospedaliera, che per il Veneto mette a rischio il nuovo Ospedale di Padova e quello del Veneto Orientale.
Ci saranno il mancato rifinanziamento delle prestazioni extra Livelli Essenziali di Assistenza e la riduzione degli investimenti in macchinari, ai quali destiniamo ogni anno 70 milioni di euro. Ci verrà imposta la necessità di porre un limite (mai esistito in Veneto) alla spesa per i farmaci oncologici ad alto costo, tenendo presente che due giorni di terapia possono arrivare a costare 60 mila euro, ciò che consente allo Iov di non avere limitazioni nella prescrizione di questa classe di farmaci. Sarà impossibile dare copertura al 100% del turnover del personale e subiremo il blocco dello sviluppo delle campagne vaccinali, che in Veneto prevede per il 2015 l’erogazione gratuita del vaccino contro il papilloma virus anche ai giovani maschi”.
Cifre iperboliche che fanno ricadere sulle teste dei cittadini una scure pesante e tagliente.
“In teoria – ha aggiunto il Governatore – tutto ciò potrebbe essere finanziato aumentando l’Irpef e i ticket, cosa che dal 2010 non abbiamo mai fatto. E non lo faremo nemmeno stavolta per salvare le migliaia e migliaia di forestali della Sicilia e della Calabria. Confermo che ricorreremo in ogni possibile sede giurisdizionale contro la legge di stabilità. Confermo quindi – ha concluso – che i tagli ci sono eccome e ammontano a cifre esorbitanti che colpiscono le regioni virtuose come il veneto al pari di quelle sprecone”.
Anche Luca Coletto ha sfogato il suo disappunto e ha commentato: “Il nostro no è stato fatto verbalizzare da me in persona, quindi non si parli di accordo raggiunto tra le Regioni. Si sta dando un colpo mortale al diritto costituzionale alla salute uguale per tutti sancito dall’articolo 32 della Carta.
I roboanti impegni ad applicare i costi standard per tagliare davvero gli sprechi e non i servizi si sono dimostrati solo parole e dovremo ancora una volta fare i salti mortali per dare ai nostri cittadini il livello di cure che meritano e che si pagano ampiamente con le tasse. Alla fine del massacro – ha concluso Coletto – sul Veneto cadranno tagli per non meno di 240 milioni”.
Anna Bianchini (ThieneOnLine)

domenica 25 gennaio 2015

Santorso (VI): manifestazione Lega Nord e Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale all’hotel Duca d Este “Basta con il business dell’immigrazione”

Dopo la protesta e l’occupazione del municipio di Santorso avvenuta qualche giorno fa ad opera di un gruppo di profughi ospiti all’hotel Duca d’Este, il comitato d’azione sociale “Prima gli Italiani”, congiuntamente alla Lega Nord e a Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, ha promosso una manifestazione per dire basta al business dell’immigrazione. “I profughi o sedicenti tali ospiti all’hotel Duca d’Este chiedono più soldi dimenticando di ringraziare l’Italia e gli italiani per l’aiuto ricevuto sino ad oggi” – spiega Alex Cioni in qualità di referente del comitato promotore. “Noi – prosegue Cioni - diciamo basta con il razzismo alla rovescia, basta con l’arrivo dei profughi che alimentano il business dei centri d’accoglienza e di coloro che gestiscono il traffico di essere umani. In tempi di crisi un governo che dimentica i propri figli per mostrarsi caritatevole per quelli di altre famiglie, non è un governo giusto ma un governo dai chiari tratti criminali”. Per Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale l’adesione alla protesta vuole anche essere un segnale politico di convergenza di un’area che deve ritrovare la propria dimensione. Sergio Berlato del coordinamento provinciale del partito di Giorgia Meloni ribadisce “l’urgenza di un cambio di rotta nella gestione del problema dell’immigrazione anche perché - prosegue - viviamo in un Paese nel quale il disagio sociale che divide i ceti ancora abbienti da quanti non possiedono niente può diventare una bomba pronta a esplodere”. Dalla Lega Nord arrivano parole altrettanto chiare: “ormai siamo stranieri nel nostro paese, - spiega Giuseppe De Marchi - chi rispetta le regole non può ribellarsi alla stretta fiscale imposta da questo governo strozzino, mentre chi è ospite a nostre spese è pure libero di lamentarsi. Noi della Lega Nord abbiamo deciso di scendere in piazza per dire basta a questa situazione, basta sprechi di danaro pubblico per sostenere le cooperative perché prima devono essere aiutati i nostri concittadini che hanno versato contributi per una vita fatta di sacrifici e devono vivere con meno di 500 euro al mese di pensione. Basta – conclude l’esponente della Lega di Santorso - ad una situazione fuori controllo sulla sicurezza pubblica e a chi vuole distruggere la nostra identità”. La manifestazione, aperta a tutti coloro che ne condividono le motivazioni, inizierà alle 15.30 dal municipio di Santorso per poi trasferirsi nei pressi dell’hotel Duca d’Este dove si concluderà con una serie di interventi a microfono aperto dei rappresentanti dei gruppi politici che hanno aderiti all’iniziativa.
GdV 23.01.2014

sabato 24 gennaio 2015

20 minuti di terrore in treno: senegalese clandestino violenta una 22enne

La ragazza di Bergamo violentata sul regionale per Milano. Prima di andarsene il clandestino le ruba pure l'iPhone.
Venti minuti di terrore. Il regionale per Milano una gabbia da cui è impossibile scappare. E lei, una ragazza di soli 22 anni di Bergamo, nelle viscide mani di un senegalese che, dopo averle fatto violenze sessuali di ogni tipo, le porta pure via l'iPhone.
Tuttavia, proprio grazie alla rapina del telefonino, gli uomini della mobile di Bergamo sono riusciti a boccare in stazione, mercoledì sera, Modou Niang Ndir, 32enne clandestino con una sfilza di alias e precedenti per violenza sessuale. Nei pantaloni del senegalese gli agenti trovano uno dei coltelli da cucina che aveva puntato contro la ragazza.
Le violenze e la rapina risalgono allo scorso 12 dicembre. Modou Niang Ndir è alto un metro e 85: blocca la ragazza puntandole un coltello e, come ricostruito da Madddalena Berbenni sul Corriere della Sera, "le mette le mani ovunque e la costringe a baciarlo". Un incubo che va avanti per 20 minuti. Poi, il senegalese si fa consegnare l'iPhone 6 e se ne va. Grazie alla rapina, però, la procura di Monza, che raccoglie la denuncia della 22enne, riesce a risalire a Modou Niang Ndir che non sostuisce la sim. Dall'analisi dei tabulati telefonici emerge che il cellulare viene venduto per 300 euro a un marocchino. Lo scambio avviene al mercatino dell'usato di Cormano.
Attraverso le utenze telefoniche, gli agenti riescono comunque a risalire a Modou Niang Ndir. Lo arrestano mercoledì scorso, intorno alle 21. Come racconta il Corsera, "è stato rintracciato nella zona della stazione ferroviaria di Bergamo proprio mentre stava per prendere il treno". Adesso un coltello da cucina a lama liscia e una bomboletta al peperoncino illegale.
di Sergio Rame (Giornale)

venerdì 23 gennaio 2015

Rivolta al carcere di Padova: detenuti inneggiano all'Isis

Sale la tensione all’interno del carcere Due Palazzi di Padova. Quattro agenti feriti. Bitonci: "Vanno subito rimpatriati".
Sale la tensione al carcere Due Palazzi di Padova. Ieri pomeriggio una rissa fra due detenuti ha rischiato di degenerare: i due carcerati hanno iniziato a litigare nell’area comune e nei tafferugli che ne sono seguiti due agenti della polizia penitenziaria sono rimasti feriti.
Oggi lo stesso copione. Tanto che il sindacato di polizia penitenziaria (Sappe) non fatica a ipotizzare "diverse regie che agiscono con scopi diversi". Ad aggravare la situazione è l’atteggiamento dei molti detenuti arabi che, durante i tafferugli, hanno inneggiato all’Isis e al fondamentalismo islamico.
"I due poliziotti penitenziari sono stati aggrediti e feriti senza alcuna giustificazione", racconta Donato Capece del Sappe spiegando che l'aggressione è drammaticamente degenerata con urla e grida, "evidentemente sintomo dell’avvio di una protesta dei ristretti". Molti di questi, di origine araba, inneggiavano appunto ad Allah e all’Isis. Un particolare che preoccupa il sindacato di polizia. Per questo ha chiesto al ministro della giustizia Andrea Orlando e al capo dell’Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo "urgenti provvedimenti a tutela dei poliziotti penitenziari che lavorano nella Casa di Reclusione di Padova e della stessa vivibilità nella struttura detentiva".
Indagini condotte negli istituti penitenziari di alcuni Paesi europei, tra cui Italia, Francia e Regno Unito, hanno rivelato l’esistenza di allarmanti fenomeni legati al radicalismo islamico. I ferimenti di ieri oggi seguono gli episodi delle scorse settimane che hanno visto poliziotti aggrediti e il rinvenimento di più telefoni cellulari nelle celle della Casa di reclusione patavina.
Il sindaco di Padova Massimo Bitonci ha espresso la propria solidarietà agli agenti aggrediti. "Trovo molto preoccupante per la loro incolumità e per quella di tutti i padovani che alcuni detenuti arabi abbiamo inneggiato all’Isis durante la rivolta di ieri - ha detto l'esponente leghista - spero siano presto individuati e rispediti a casa". Per il primo cittadino questi ultimi episodi confermano "un clima incandescente". "La nostra comunità non può permettersi di mantenere soggetti pericolosi in attesa del rilascio", conclude Bitonci initando il governo a stringere un accordo, anche economico, con i Paesi di origine, che "preveda il rimpatrio e la carcerazione nello Stato di provenienza". Questo consentirebbe maggiore sicurezza per tutti, garantirebbe un enorme risparmio per l’erario e sarebbe una soluzione definitiva al sovraffollamento delle strutture carcerarie, occupate in gran parte da stranieri.
di Sergio Rame (Giornale)

Khalid, il prosciutto e l'Imam. Priorità mentre l'Italia affonda?

Deputato del Partito Democratico, membro della Commissione Esteri, Presidente della Commissione Cultura Ap UpM e responsabile immigrazione PD a Roma.
Khalid Chaouki, il giovane deputato di origini marocchine, ha fatto parlare di sé in questi giorni, urtando gli animi di coloro che soffrono di islamofobia. L'oggetto di così tanta sobillazione mediatica: il prosciutto e l'Imam a Montecitorio.
Chaouki, che per religione non mangia carne di maiale, ha chiesto di avere una buvette per i deputati musulmani e un Imam a Montecitorio che affianchi il cappellano. In una intervista rilasciata a La Stampa, precisa:
“So che quello che dico può sembrare una provocazione, ma il mio intento è di aprire un dibattito sulla prospettiva multireligiosa della nostra società e quindi anche del nostro Parlamento. Mi sono trovato in qualche modo escluso dalla convivialità che qui si celebra alla buvette e nelle mense. Dove a volte si rischia di vedersi servire crocchette che dovrebbero essere vegetariane e invece contengono prosciutto…“.
E ancora: “Credo che sarà importante aprire una discussione su come i luoghi pubblici e delle istituzioni debbano garantire la possibilità a tutti di avere a disposizione cibo lecito per la propria religione”.
Fiamme e fuoco: una pioggia di commenti e di insulti hanno invaso il web, tutti contro Khalid, perchè la chiave di lettura, delle parole del giovane deputato, è stata quella dell'imposizione della cultura islamica.
Certo, il momento è delicato, la tensione e l'allerta terrorismo sono alti, ma, come del resto, è alta la disseminazione indiscriminata dell'odio nei confronti dei musulmani, basta leggere i commenti pubblicati sui social network.
Ma è possibile che un deputato chieda il prosciutto e l'Imam a Montecitorio, mentre l'Italia affonda? Può mai essere una priorità?
Ha risposto l'onorevole Khalid Chaouki che ha detto: "Mai richiesto cose del genere. Era una evidente provocazione per suscitare dibattito su questioni invece serie come pluralismo religioso nello spazio pubblico. Poi chi vuole strumentalizzare è libero di farlo. Non ci torno più su questo tema e grazie per la richiesta. Buon lavoro. Khalid"
Imposizione culturale islamica, o apertura all'integrazione?
Roberta Puglisi

giovedì 22 gennaio 2015

Ciambetti: i territori si conquistavano con le guerre, oggi si comprano in Borsa


Roberto Ciambetti, assessore regionale del Veneto al Bilancio e ai rapporti con il sistema creditizio, analizza la questione sulle banche popolari (tra cui BPVi e Veneto Banca) affermando che c'è "l’Alta Finanza, che mira ai miliardi dei risparmiatori, dietro l’operazione sulle Popolari". "Un tempo - dice Ciambetti - i territori si conquistavano con le guerre. Oggi si comprano in Borsa".
Con un colpo di mano il governo cancella le banche popolari. Molto c’è da dire in questa scelta. Innanzitutto il metodo: il ricorso alla decretazione di urgenza sottrae al Parlamento il diritto-dovere di pronunciarsi su una provvedimento che muta gli equilibri economico finanziari di una parte del Paese. E’ chiaro che è saltato ogni meccanismo democratico con tutte le conseguenze del caso: c’è chi decide e chi subisce le decisioni altrui imposte dall’alto.
La grande finanza a dire il vero aveva già provato a mettere le mani sulle Popolari: gli stress test a cui erano state sottoposte le banche sembravano confezionati apposta per giustificare provvedimenti di emergenza e rottamare un modello capace di resistere alla grande crisi e alle devastazioni perpetuate proprio dalla finanzia internazionale.
Andata male questa mossa, si è passati all’azione di forza. L’eliminazione del voto capitario è il preludio alla svendita di un patrimonio inestimabile: nel mirino della grande finanza a breve non ci sono le banche, quanto le partecipazioni in fondi come Arca, controllate apponto dalle Popolari, tra i principali gestori del risparmio in Italia, più che un boccone prelibato.
Chi darà la scalata alle grandi Popolari non è interessato a sportelli e all’innervamento nel territorio Per costoro, il futuro non è lo sportello ma la piattaforma digitale mentre il governo degli Istituti sarà concentrato nelle mani di una ristretta élite soggetta ad una responsabilità quasi del tutto fittizia di fronte a degli azionisti remoti e dispersi.
Ma questo scenario, più che realista, elimina dal tessuto socioeconomico la banca popolare che, almeno nel Nordest, viveva in stretta simbiosi con il territorio e i suoi attori. In un’area, come il Veneto, dove le imprese soffrono di sottocapitalizzazione il pericolo è quello di lasciare il rubinetto del credito nelle mani di una ristretta oligarchia internazionale e cosa significhi questo rischio è facilmente comprensibile.
Il credito può sancire il successo o la sconfitta di una idea produttiva, determina l’evoluzione come la chiusura di una impresa, condiziona la qualità del vivere di una bottega, di una famiglia e di un intero territorio. Se il Veneto uscirà con molti meno danni rispetto ad altri dalla crisi, lo si deve anche alla rete delle nostre Popolari che hanno saputo difendere le imprese e quel risparmio su cui, come già detto, molti vogliono mettere le mani.
Un conto è sapere che quel risparmio viene re-investito nelle nostre imprese, un altro è ipotizzare che quei soldi verranno canalizzati chissà dove e magari usati per speculazioni folli. Non dimentichiamo che i guai maggiori in questi anni li hanno creati, dai mutui sub-prime ai derivati tossici proprio le grandi Spa, non certo le Banche popolari e i casi italiani di malgoverno, Monte Paschi e Pop Genova, hanno precisi padrini politici.
Con questo non intendo di certo sottovalutare il problema del dimensionamento delle Popolari che devono essere giustamente patrimonializzate e modernizzate. Ma questo problema può essere risolto in maniera ben diversa e qui lancio la mia proposta: le Popolari facciano fronte comune, si aggreghino, si costituiscano come unico grande soggetto per rimanere al servizio dei nostri cittadini, del mondo del lavoro e del nostro risparmio.
Senza controllo del credito e senza l’oculata gestione della raccolta e del risparmio lo sviluppo del territorio, le nostre imprese, la qualità della vita, l’occupazione, i consumi, la ricerca e l’innovazione sono violentemente condizionati dall’esterno. Un tempo i territori si conquistavano con le guerre, oggi si comprano in Borsa.

mercoledì 21 gennaio 2015

Criminalità, Zaia: il colmo nel vicentino


Anche oggi il triste bollettino della criminalità nel Veneto è lungo e preoccupante. Ora basta, di fronte al colpevole disinteresse del Governo, che guarda da lontano e non muove un dito, finiranno per aver ragione i cittadini che, sempre più numerosi, si organizzano per difendersi da sé.
Ma siamo alla dichiarazione di resa dello Stato. Loro hanno da pensare alle maxiriforme di tante chiacchiere e poca sostanza e agli inciuci su legge elettorale e Capo dello stato, mentre sui territori la gente è abbandonata a sé stessa ogni giorno di più. A Padova 6 pagine di un quotidiano locale sono dedicate a quello che viene definito ‘assedio criminale’ con colpi in banca, negozi, case e slot, con il terrore di un bar a Cornegliana dove banditi armati hanno tenuto in ostaggio cinque clienti e con la gente che chiede di difendersi da sola e di avere la pistola in casa. A Montegalda, in provincia di Vicenza, rapinatori in banca minacciano un cliente con un taglierino, ma il colmo si tocca a Romano, dove tre ventenni di origine nordafricana prima picchiano un tabaccaio; presi e portati in caserma dai carabinieri tornano in libertà, e subito dopo puntano un negozio per rubare capi d’abbigliamento.
A nome di tutti i veneti, quelli già colpiti dai delinquenti e quelli che temono di esserlo ogni giorno di più torno per l’ennesima volta a chiedere a Renzi e al suo Governo un minimo di attenzione per gente che con le sue tasse mantiene mezza Italia. Servono più uomini e più mezzi per le forze dell’ordine, finanziamenti straordinari per apparecchiature di controllo e di difesa, e se tutto ciò non basta si impieghi l’Esercito. La situazione è eccezionalmente grave e richiede risposte eccezionali.
E poi occorre che il Parlamento pensi immediatamente a metter mano a una legislazione farraginosa e permissiva, inasprendo le pene, facendo in modo che vengano scontate fino all’ultimo minuto e, in caso di stranieri colti in flagrante o condannati, rendendo possibile l’immediata espulsione. E’ perennemente accesa la luce rossa del warning, chi non la vede e non si comporta di conseguenza o è cieco o colpevolmente distratto.
Il Governatore del Veneto, Luca Zaia

Bocciato referendum riforma pensioni, Ciambetti: c'era una volta lo Stato di diritto


C’era una volta il Welfare e oggi, con il pronunciamento sull’inammissibilità del Referendum sulla Riforma Fornero, il governo Renzi chiude una pagina di storia, democrazia e giustizia. Lo Stato di diritto garantisce la salvaguardia e il rispetto delle libertà dando sostanza a questi diritti attraverso il welfare.
Senza welfare, salvaguardia e rispetto delle libertà e dei principi fondamentali dell’uomo rimangono solo mere enunciazioni, sono cioè delle pure astrazioni: è nella concretezza del welfare che i diritti fondamentali trovano reale applicazione. Pensioni da fame, spostamento nel tempo dell’età pensionabile, sono una diminuzione di diritti e se combiniamo questo atteggiamento vergognoso con l’abbattimento dell’assistenza sociale operata attraverso i tagli imposti da Roma a Comuni e Regioni avremo un quadro devastante. A chi sostiene che grazie al pronunciamento della Consulta ora il Parlamento avrà il tempo necessario per rivedere l’intera materia, è proprio l’esatto contrario. Solo con la spada di Damocle del referendum il Governo si sarebbe dato una mossa: ma da un esecutivo che crea disoccupazione e non vuole di certo farsi carico dei problemi della gente cosa possiamo attenderci se non un mare di bugie. Niente voto, niente referendum, niente welfare. restano solo le tasse, anni e anni di lavoro, blocco del turn over e figli che rimangono in casa disoccupati.
L’assessore regionale al Bilancio del Veneto, Roberto Ciambetti

Lega Nord e Fratelli d’Italia insieme contro “il business dell’immigrazione”

“I profughi o sedicenti tali ospiti all’hotel Duca d’Este chiedono più soldi dimenticando di ringraziare l’Italia e gli italiani per l’aiuto ricevuto sino ad oggi” – spiega Alex Cioni in qualità di referente del Comitato promotore. “Noi – prosegue Cioni - diciamo basta con il razzismo alla rovescia, basta con l’arrivo dei profughi che alimentano il business dei centri d’accoglienza e di coloro che gestiscono il traffico di essere umani. In tempi di crisi un governo che dimentica i propri figli per mostrarsi caritatevole per quelli di altre famiglie, non e’ un Governo giusto ma un governo dai chiari tratti criminali”. Per Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale l’adesione alla protesta vuole anche essere un segnale politico di convergenza di un’area che deve ritrovare la propria dimensione. Sergio Berlato del coordinamento provinciale del partito di Giorgia Meloni ribadisce “l’urgenza di un cambio di rotta nella gestione del problema dell’immigrazione anche perché - prosegue - viviamo in un Paese nel quale il disagio sociale che divide i ceti ancora abbienti da quanti non possiedono niente può diventare una bomba pronta a esplodere”. Dalla Lega Nord arrivano parole altrettanto chiare: “ormai siamo stranieri nel nostro paese, - spiega Giuseppe De Marchi - chi rispetta le regole non può ribellarsi alla stretta fiscale imposta da questo governo strozzino, mentre chi è ospite a nostre spese è pure libero di lamentarsi. Noi della Lega Nord abbiamo deciso di scendere in piazza per dire basta a questa situazione, basta sprechi di danaro pubblico per sostenere le cooperative perché prima devono essere aiutati i nostri concittadini che hanno versato contributi per una vita fatta di sacrifici e devono vivere con meno di 500 euro al mese di pensione. Basta – conclude l’esponente della Lega di Santorso - ad una situazione fuori controllo sulla sicurezza pubblica e a chi vuole distruggere la nostra identità”.

martedì 20 gennaio 2015

"Prima gli italiani". Manifestazione unitaria a Santorso (VI) sabato 24 gennaio 2015


I rom fanno debiti e i cittadini pagano. Lega chiede taglio dei servizi ai nomadi

I nomadi devono al Comune di Brescia oltre 50mila euro: tre consiglieri leghisti incalzano il sindaco del Pd.
Decine di migliaia di euro di debiti per un campo rom di BresciaIn via Borgosatollo vivono circa 150 persone, che a novembre 2014 hanno accumulato un debito di 52.810 euro. Un buco coperto, di rimbalzo, dai cittadini della Leonessa.
È la secca denuncia di Paolo Formentini, segretario provinciale della Lega Nord, che insieme a due colleghi – Nicola Gallizioli e Massimo Tacconi – si appella al sindaco affinché tagli i servizi ai nomadi (tra cui la navetta scolastica), sta portando all’attenzione del primo cittadino un documento dettagliato sulle spese accumulate e non saldate dai rom.
Ad amministrare la città è Emilio del Bono (Partito Democratico), messo ora alle strette dai numeri snocciolati in Loggia. Il rapporto stilato dai tre consiglieri sul buco economico del centro d’emergenza abitativa parla chiaro: si tratta di “risorse che sono state sottratte ai bresciani, specie agli anziani che sono i primi ad aver difficoltà a pagare le bollette”.
Oltre alla morosità, nel mirino anche le presenze non autorizzate nell’accampamento in questione, ma anche in altri. La situazione è infatti critica anche in altre zone di Brescia: in via Orzinuovi si sta superando la soglia massima di ospitalità, così come nell’area Sinti del Parco Mella. Il comune, poi, ha 87.030 euro a carico anche per quanto riguarda il 2013. Un bilancio in rosso che il dem Del Bono, alla pari all’aut aut del Carroccio, non può far finta di non curarsene.
di Fabio Franchini (Giornale)

"Fateci vedere la Coppa d'Africa": immigrati in rivolta alla coop

I profughi danno in escandescenze a Vittorio Veneto: alla coop non c'è la pay tv, scoppia una lite con gli operatori della coop sedata solo dall'intervento dei militari.
I profughi giunti dal Continente nero vogliono vedere le partite della Coppa d'Africa e si rivoltano contro la coop che non glielo permette.
La polemica è scoppiata a Vittorio Veneto, dove la coop "Integra" ospita alcuni immigrati africani disposti a tutto pur di vedere in tv gli incontri di Coppa d'Africa Gabon-Burkina Faso e Guinea Equatoriale-Congo (per la cronaca conclusisi 2-0 e 1-1). Si dà il caso però che le due gare venissero trasmesse solamente su Sky e Mediaset Premium, evidentemente non disponibili alla cooperativa.
È così scattata la furibonda protesta degli immigrati, come racconta la Tribuna di Treviso: prima lamentele, poi vere e proprie recriminazioni nei confronti degli operatori della coop. Per sedare la lite che ne è scaturita sono dovuti intervenire addirittura i carabinieri. Sull'episodio ha detto la sua anche il segretario federale della Lega Nord Salvini, che in un post su Facebook ha commentato lapidario: "Vogliono vedere la Coppa? Tornino in Africa e ci restino."
di Ivan Francese (Giornale)

Vicenza. Terrorismo, allerta e nuovi controlli

La polizia sarà presente venerdì alla preghiera settimanale al centro islamico di Vicenza. Monitorate le centrali elettriche.
VICENZA. I luoghi da monitorare e quelli da tenere sotto controllo per evitare infiltrazioni e proselitismi. L'allerta anti terrorismo è massima anche nel Vicentino, che ospita la più alta concentrazione di fedeli musulmani del Veneto: oltre 30 mila. Così, se da un lato si è alzata la difesa ai cosiddetti siti sensibili: dalle basi americane alle centrali elettriche sino alle sedi di GdV e Tva. Dall'altro, in parallelo, sono aumentati i controlli ai centri di preghiera islamici, ai siti internet, e, più in generale per tutti quei comportamenti, messaggi o azioni in odore di estremismo. 
Ieri, in contrà Gazzolle, c'è stato un nuovo summit tra le forze dell'ordine per un coordinamento delle azioni di monitoraggio e per stabilire quali siti devono essere tenuti maggiormente sotto osservazione. «In questo momento nessuno può dire di essere padrone della situazione: vale per Vicenza come per il resto del mondo» spiega un investigatore berico al termine del vertice in prefettura concordando così con la posizione del ministro Alfano che ha deciso «di alzare al massimo il livello di sicurezza». (...)
GdV 20.01.2015.

lunedì 19 gennaio 2015

Criminalità, Zaia: "Siamo in guerra, serve l'esercito"

VICENZA. «Il fine settimana sta diventando un bollettino di guerra che riporta ondate di furti in tutto il territorio regionale. E' fuorviante parlare di micro o macrocriminalità, non c'è differenza. Si tratta di criminalità e basta e come tale va affrontata, ricorrendo a tutti gli strumenti possibili. La frequenza dei reati ha di fatto creato tra la gente un clima di paura e insicurezza, per il quale il governo colpevolmente non fa nulla». 
Con queste parole il Presidente della Regione, Luca Zaia esprime la sua condivisione delle forti preoccupazioni della gente per il quotidiano riproporsi di furti che il Veneto registra. «Dalla lettura dei quotidiani - dice Zaia - appare evidente a che punto siamo. Oggi ad esempio è toccato ai residenti di Villa d'Adige in provincia di Rovigo a fare i conti con questi predoni che hanno svaligiato diverse abitazioni. A Ceneselli, mentre i dipendenti erano in pausa pranzo, i ladri hanno fatto man bassa in un'azienda di salumi. A Padova un cittadino è stato rapinato di cellulare e anelli da un nordafricano. A Cornedo nel vicentino un negoziante è stato preso di mira per la quarta volta dai ladri».
SERVE L'ESERCITO. «Ad una semplice consultazione dei quotidiani, il fine settimana sta diventando un bollettino di guerra che riporta ondate di furti in tutto il territorio regionale. È fuorviante parlare di micro o macrocriminalità, non c’è differenza. Si tratta di criminalità e basta e come tale va affrontata, ricorrendo a tutti gli strumenti possibili. La frequenza dei reati ha di fatto creato tra la gente un clima di paura e insicurezza, per il quale il governo colpevolmente non fa nulla». Con queste parole il Presidente della regione Luca Zaia esprime, in una nota, la sua condivisione delle forti preoccupazioni della gente per il quotidiano riproporsi di furti che il Veneto registra. «Dalla lettura dei quotidiani - dice Zaia - appare evidente a che punto siamo. Oggi ad esempio è toccato ai residenti di Villa d’Adige in provincia di Rovigo a fare i conti con questi predoni che hanno svaligiato diverse abitazioni. A Ceneselli, mentre i dipendenti erano in pausa pranzo, i ladri hanno fatto man bassa in un’azienda di salumi. A Padova un cittadino è stato rapinato di cellulare e anelli da un nordafricano. A Cornedo nel vicentino un negoziante è stato preso di mira per la quarta volta dai ladri» «Non si può andare avanti così - conclude Zaia - e, come mi sono impegnato a fare nei giorni scorsi, continuerò a segnalare sistematicamente quanto avviene sul nostro territorio a nome di tutti i veneti che ogni giorno tornano a casa con l’ansia di aprire la porta e trovarsi di fronte a spiacevoli sorprese se non addirittura a pericolosi incontri. Insisto nel chiedere più forze di polizia, più mezzi per loro e leggi che garantiscano pene certe e immediate per i delinquenti. Il Governo faccia qualcosa sul serio per affrontare la criminalità con determinazione. Altri Paesi, come la Francia o la Spagna, utilizzano l’esercito per un controllo più capillare ed efficace del territorio. Da noi l’esercito se ne sta nelle caserme o viene impegnato in missioni all’estero che mettono solo a rischio la vita dei nostri soldati».
GdV 19.01.2015

Immigrati, nuovi arrivi «Prima i disoccupati»

Si rimette in moto la lotteria degli ingressi per colf, badanti e operai Chisin (Uil) avverte: «Ci sono oltre 56 mila vicentini senza un lavoro».
VICENZA. Immigrati, l'Italia riapre le porte. Anche se si tratta di fessure molto piccole che dipendono dalla crisi economica. La “lotteria delle quote”, come venne battezzata negli anni scorsi, riparte. Si tratta del decreto 2015 per l'ingresso nel nostro Paese di lavoratori stranieri. Pochi i posti in palio: 17.850 e in gran parte destinati a chi è già in Italia. Dal 30 dicembre scorso, sul sito del ministero dell'Interno, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, si possono scaricare le indicazioni per la precompilazione dei moduli. Fino a qualche anno fa il decreto flussi, era uno degli appuntamenti più attesi per gli stranieri che, grazie ai numeri fissati, potevano far arrivare in Italia altri connazionali purché ci fosse la certezza di un posto di lavoro. E anche per le aziende era un'opportunità, dal momento che potevano guardare oltre confine per utilizzare altra manodopera. C'erano lunghe file davanti ai Caaf e ai patronati per compilare domande che, all'inizio, erano cartacee, poi si passò a quelle telematiche e iniziarono quelli che vennero battezzati i “clic day”. (...)
GdV 19.01.2015

domenica 18 gennaio 2015

Raccolgono gli abiti usati per i poveri, ma li rivendono

La procura di Roma ha avviato una vasta indagine in tutta Italia Denunce in Friuli. Nel Vicentino numerosi i gruppi porta a porta.
Il sistema è ben congegnato. Sotto la parvenza del volontariato e dell'aiuto agli ultimi, passano casa per casa a raccogliere abiti usati, smuovendo la generosità e la pietà dei vicentini che colgono l'occasione di liberare gli armadi di vestiti che non usano più. Ma quella merce non finisce ai poveri, come promesso, ma viene imballata e rivenduta in Africa. È un affare milionario quello su cui hanno messo gli occhi le procure di Roma e di Udine, e che interessa da vicino il Vicentino. 
LE ULTIME DENUNCE. L'ultimo blitz delle forze dell'ordine è recente. Quattro persone sono state denunciate e perquisizioni e sequestri sono stati eseguiti in diverse località del Nord Italia in un'indagine dei carabinieri di Cividale del Friuli contro un'organizzazione dedita al traffico di abiti usati, raccolti e destinati all'Africa anziché a persone bisognose. Attraverso volantini distribuiti sul territorio, l'associazione chiedeva la consegna del vestiario ai cittadini, sostenendo di destinarli ai poveri. (...)
GdV 17.01.2015
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venerdì 16 gennaio 2015

Thiene. Tema anti-Lega. Casa Pound rivendica striscione davanti al Ceccato

"No ai maestri dell'indottrinamento politico": questo lo striscione affisso dal Blocco Studentesco Veneto (movimento studentesco di CasaPound Italia) di fronte all'istituto tecnico commerciale “ Ceccato” di Thiene , a seguito dell'assegnazione agli studenti da parte di un insegnante di un tema dove si invitava a persuadere il compagno  “leghista” che l'immigrazione è una risorsa e non un problema.
“La scuola dovrebbe educare – dichiara in una nota il Blocco Studentesco - parola questa che viene dal latino e-ducere: condurre fuori, cioè stimolare gli studenti a tirar fuori le proprie capacità; in questo caso ci sembra che sia stato stravolto questo principio, volendo qualcuno inculcare verità e luoghi comuni nella testa degli studenti".
“I giovani studenti italiani - conclude la nota - non hanno bisogno di luoghi di rieducazione e indottrinamento; i professori  devono fare politica fuori dalle aule scolastiche. Gli studenti dicono no a questi falsi maestri e cattivi indottrinatori”
ThieneOnLine, 16 Gennaio 2015 

giovedì 15 gennaio 2015

Thiene (VI). Lite in condominio con il nordafricano. Botte, offese e minacce agli italiani:'Razza di merda'...

Erano le 5 del mattino ieri, quando in un condominio di via Guglielmo Marconi è esplosa una lite violentissima tra una coppia di italiani ed un marocchino. Tutto perchè lei, l'italiana F. M., originaria di Zanè, ma residente a Thiene, si era permessa di ammonire il nordafricano che faceva chiasso per le scale ad un orario in cui la gente dormiva. 'Mi è piombato dentro casa e mi ha schiaffeggiata, mi ha dato un pugno in faccia e per fortuna c'era il mio fidanzato con me che mi ha difesa - ha raccontato la vittima dell'agggressione, che si è già rivolta ai carabinieri che formalizzeranno la denuncia domani pomeriggio - Sono arrivati i carabinieri.
Siamo finiti tutti in ospedale e lì siamo stati minacciati di morte. Ha detto che mi farà stuprare, che mi sfigurerà con l'acido e che accoltelleranno il mio fidanzato. Che avveleneranno i miei cani e ce la faranno pagare. Rivolgendosi al mio fidanzato, con aria minacciosa, ha concluso: 'Hai capito italiano di merda?'
L'episodio è avvenuto all'alba, ma a quanto pare non era la prima volta. 'Ora abbiamo paura in casa nostra. Abbiamo terrore che ci facciano del male. Non è la prima volta che veniamo insultati e minacciati - conclude F.M. - ieri mattina, gli avevo solo chiesto di darsi una calmata. Ha cominciato ad inveire con frasi del tipo: 'Razza di merda'...e cose  ingiuriose. Persino dopo essere finiti in ospedale, ha continuato a dircene di tutti i colori e ora dobbiamo convivere nello stesso stabile, dove questo individuo ce l'ha a morte con noi, ma anche con altri condomini, che in passato lo hanno anche denunciato'.
F.M. ed il fidanzato sono stati refertati all'ospedale di Santorso, dove i medici hanno diagnosticato le lesioni riportate durante l'aggressione. Sono stati entrambi giudicati guaribili in 7 giorni.
di redazione Thiene on line, 15 Gennaio 2015 

Tema anti Lega: interrogazione presentato alla Camera dall' On. Filippo Busin


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca scientifica
Premesso che:
– da molteplici segnalazione fatte dai genitori di alcuni alunni che frequentano la classe 3 B dell’Istituto Ceccato di Thiene, lo scrivente è venuto a conoscenza che, pochi giorni prima di Natale, l’insegnante di lettere ha proposto due tracce per lo svolgimento di un compito in classe, tra queste la traccia che segue: ” Dopo aver preso in considerazione i dati sull’immigrazione in Italia e dopo aver letto l’articolo, scrivi un testo argomentativo in cui persuadi un tuo compagno leghista che il fenomeno migratorio non è un problema, bensì una risorsa.”;
– l’inammissibile episodio avvenuto evidenzia che in quella classe all’insegnamento delle materie umanistiche si preferisce l’apologia politica;
– tale traccia, offensiva e gravemente discriminatoria, prova che quell’insegnante di lettere ha utilizzato il suo ruolo per fini politici, incompatibili con l’insegnamento;
– la propaganda politica non può trovare tutela nel principio della libertà dell’insegnamento enunciato dall’Articolo 33 della Costituzione.
Un conto infatti è tutelare la libertà di espressione del docente, un’altra è quella di consentire che nella scuola si continui a fare impunemente propaganda politica, esprimendo giudizi negativi su un partito politico indicato in modo esplicito.
L’interrogante chiede di sapere:
– quale sia il giudizio del Ministro in indirizzo su questa vicenda che ha davvero dell’incredibile;
– quali iniziative ritenga adottare nei confronti dell’insegnante in questione, al fine di riportarlo nell’ambito di una corretta attività di insegnamento, come richiede la deontologia professionale e secondo i fini che l’insegnamento si prefigge, fra i quali, è opportuno ricordarlo, non può esserci la promozione del pregiudizio e della propria partigianeria politica. Un’ipotesi potrebbe essere quella di irrogare, da parte del dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, una sanzione ai professori che fanno propaganda politica o ideologica nelle scuole, i quali potranno essere puniti con la sospensione dall’insegnamento per un periodo non inferiore ad un mese;
– se non intenda dare opportune indicazioni affinché a vigilare che questo tipo di comportamenti non si verifichino debba essere il responsabile della scuola, cioè il dirigente scolastico.
On. Filippo Busin

mercoledì 14 gennaio 2015

Appello del comune di Alghero: "Case private per i rom". Ma non risponde nessuno

Il comune di Alghero chiede case da dare in affitto ai rom dopo lo sgombero di un campo nomadi. Ma nessuno risponde all'appello della giunta di centrosinistra.
Il Comune di Alghero chiama a raccolta i privati per ospitare i rom nelle abitazioni private ma, al momento dello sgombero del campo nomadi di Arenosu, all'appello non risponde nessuno.
Il 16 dicembre il comune in provincia di Sassari emette un avviso, pubblicato anche sul sito amministrativo, per il "reperimento di alloggi privati da destinare al progetto emergenziale Rom". Leggendo il documento allegato, si spiega che il comune, "in stretta collaborazione con il Centro di Ascolto - Caritas Diocesana", intende procedere allo sgombero del campo in località Arenosu.
Per questo "si invitano i proprietari di alloggi a manifestare la propria disponibilità per la locazione di immobili ad uso abitativo". Il canone d'affitto, si spiega, sarà corrisposto al locatore direttamente dal Centro di Ascolto Diocesano. Eventuali disponibilità andranno fatte giungere entro e non oltre il 29 dicembre.
Peccato che oggi il quotidiano locale La Nuova Sardegna riporti una notizia di segno opposto: nessuno, ad Alghero, si è detto disponibile. "Fino a questo momento sono state individuate cinque o sei soluzioni abitative stabili, e civili - si legge sul giornale sardo - ma restano almeno altrettante famiglie da sistemare.
di Ivan Francese (Giornale)

martedì 13 gennaio 2015

Lega Nord a Roma. Salvini, mandiamo Renzi a casa

Sabato 28 febbraio la Lega Nord chiama a raccolta da tutta Italia i cittadini che vogliono Renzi a casa. L'appuntamento è alle ore 15 a piazza del Popolo che ospiterà la grande manifestazione già annunciata nelle settimane scorse dal segretario federale del Carroccio Matteo Salvini. "Alla luce degli ultimi tragici eventi di Parigi - dice Salvini - diventa sempre più urgente archiviare l'esperienza fallimentare del governo Renzi". #Renziacasa è anche l'hashtag dell'evento. 

Tema anti-leghista a scuola. Ciambetti: Immigrazione come risorsa? Lo diceva anche Salvatore Buzzi della Cooperativa rossa romana


“Immigrazione come risorsa? Forse l’insegnante dell’Istituto Ceccato di Thiene non si è reso conto di essere inciampato in un understatement clamoroso: l’immigrazione è una risorsa straordinaria come disse Salvatore Buzzi, numero uno della Cooperativa rossa romana che gestiva, tra l’altro, anche l’emergenza flussi migratori con la sua nota intercettazione “Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno…’ per non parlare degli auguri di buon anno, quando sempre lo stesso esponente della sinistra capitolina confidava in un anno fatto di emergenze, immigrati, disgrazie varie”. L’assessore regionale veneto al Bilancio, Enti locali e Fondi Europei interviene nelle polemiche riguardanti il tema dato in classe in cui si invitano gli studenti a persuadere un ipotetico amico leghista sulla risorsa immigrazione. “Stiamo avvicinandoci alla campagna elettorale – ha tagliato corto Ciambetti – e forse c’è chi sente il dovere morale di lanciarsi nella propaganda anche a rischio di scadere nel ridicolo. Non sarebbe la prima volta che nell’imminenza della campagna elettorale ci sia qualcuno che interpreta male gli ordini di scuderia: nelle scuderie, si sa, ci sono talvolta cavalli di razza, ma anche ronzini, brocchi e asini. E raglio d’asino non sale in cielo”.
Assessore Regione Veneto Roberto Ciambetti

Già 400 profughi «Il Vicentino in difficoltà»

L'ultima ondata ne ha portati in provincia altri 16 Cinque accolti in città e gli altri undici a Santorso  Scaduto il bando, arriva il secondo per tutto il 2015.
In Veneto ancora arrivi di migranti, ma tutte le prefetture sono arrivate ai limite: non riescono più a trovare strutture per l'accoglienza.
VICENZA. L'esodo non si ferma. Anche se i prefetti del Veneto hanno sottoscritto una lettera di Domenico Cuttaia rappresentante del Governo di Venezia e soggetto attuatore per l'accoglienza dei migranti, nella quale è stato messo nero su bianco che l'ospitalità sta diventando un problema per tutti perché i posti letto scarseggiano e il volontariato sociale non riesce più a far fronte alle richieste che continuano ad arrivare, il ministero dell'Interno ha risposto con l'arrivo nel Vicentino domenica scorsa di altri sedici richiedenti asilo. Uomini provenienti da Gambia e Senegal all'interno dell'ennesimo contingente che è stato destinato al Veneto.
Cinque sono stati trasferiti all'hotel Adele di via Medici in città e gli altri undici all'hotel Duca D'Este di Santorso in via delle Prese. Il conteggio continua ad aumentare: ieri nella provincia - secondo i dati della prefettura - si contavano 406 richiedenti asilo. (...)
GdV 13.01.2015.

Thiene. Tema anti leghista al Ceccato: fiume in piena di reazioni e polemiche

Non si sono fatte attendere le reazioni della Lega Nord dopo la denuncia di Michele Pesavento, membro della Segreteria Politica provinciale del Carroccio. Il tema proposto da un’insegnante dell’Aulo Ceccato di Thiene in cui si chiedeva agli studenti di ‘persuadere un compagno leghista che il fenomeno migratorio non è un problema bensì una risorsa’, non è andato proprio giù al partito di Matteo Salvini. Il leader infatti è sceso in campo in prima persona supportato dall’intero team per denunciare a gran voce la ‘scorrettezza di un insegnante che fa politica invece di esercitare correttamente e apartiticamente il suo dovere di docente’.
Dopo la denuncia del segretario provinciale Antonio Mondardo, anche la senatrice leghista Erika Stefani non ha perso tempo e ha portato il caso in parlamento attraverso un’interrogazione in cui si chiede al ministro Giannini di condannare l’operato dell’insegnante valutando possibili azioni disciplinari. “No alla propaganda politica tra i banchi – ha commentato Erika Stefani – questa è solo una vigliacca operazione di proselitismo sulla pelle degli studenti. Cultura e conoscenza non significano alimentare pregiudizi e stereotipi”. La senatrice ha poi sottolineato di aspettarsi che anche sindacati e rappresentanti degli insegnanti stigmatizzino l’accaduto. “Consigliamo all’insegnante – ha concluso Stefani – di lasciare a casa la tessera di partito e comunque di mettere da parte le proprie convinzioni quando è impegnata nel suo delicato ruolo educativo”.
Anche Mara Bizzotto, europarlamentare e vicesegretario veneto della Lega Nord, è intervenuta sulla questione. “La politica deve rimanere fuori dalla scuola – ha commentato – ed è ora di smetterla con questi insegnanti che usano la scuola pubblica come strumento politico per indottrinare i nostri ragazzi. Quanto successo al Ceccato è molto grave e conferma che esistono insegnanti che mischiano in modo scorretto e inaccettabile i propri convincimenti politici con il loro ruolo didattico. La scuola – ha continuato – dovrebbe essere un luogo di libertà e una palestra di educazione e di vita, non un luogo di indottrinamento politico secondo i convincimenti politici del professore di turno”.
Bizzotto si dice d’accordo con i genitori che hanno denunciato l’episodio e auspica un intervento concreto degli organi competenti.
Roberto Ciambetti, assessore regionale leghista al Bilancio, ha rincarato le accuse ricordando alcuni fatti recenti che hanno gettato fango sull’immigrazione clandestina vissuta come risorsa. “Immigrazione come risorsa? – ha commentato ironico – Forse l’insegnante del Ceccato non si è resa conto di essere inciampata in un equivoco clamoroso. Come disse Salvatore Buzzi, numero uno della cooperativa rossa romana che gestiva anche l’emergenza dei flussi migratori, nella sua nota intercettazione, ‘l’immigrazione rende meno del traffico di droga’ e per fare soldi confidava in un anno fatto di ‘emergenze, immigrati e disgrazie varie’. Ci stiamo avvicinando alla campagna elettorale – ha concluso Ciambetti – e c’è chi evidentemente sente il dovere morale di lanciarsi nella propaganda anche a costo di cadere nel ridicolo”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Alex Cioni, coordinatore scledense di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. “Con una traccia di questo tipo l’insegnante dà per scontato che tutti gli studenti, tranne quelli leghisti, considerino l’immigrazione una risorsa. Secondo me si tratta di una manipolazione culturale a fini politici camuffata da percorso scolastico. Il fatto che il preside abbia difeso la scelta della traccia – ha concluso – la dice tutta sul grado di manipolazione cui possono essere soggetti gli studenti”.
ThieneOnLine (12 Gennaio 2015) 

Thiene (VI). Genitori dell'Istituto Ceccato denunciano: Insegnante porta la politica tra i banchi.

'Anzichè educare i ragazzi a scuola, gli insegnanti fanno politica'. La notizia è destinata a sollevare clamore e la denuncia è molto forte. Arriva stamattina da Michele Pesavento, membro della Segreteria Politica Lega Nord Vicenza, che scrive: 'inammissibile l'episodio avvenuto all'Istituto Ceccato di Thiene, dove in una classe, all'insegnamento delle materie umanistiche si preferisce l'apologia politica'.
Nel comunicato stampa diramato alle testate giornalistiche locali, Pesavento non ci va leggero e racconta di aver ricevuto in questi giorni, la segnalazione di genitori di alcuni alunni di terza dell'Istituto. 'Pochi giorni prima di Natale - si legge nel comunicato stampa - l'insegnante di lettere ha proposto due tracce per lo svolgimento di un compito in classe, tra queste la traccia che segue:" Dopo aver preso in considerazione i dati sull'immigrazione in Italia e dopo aver letto l'articolo, scrivi un testo argomentativo in cui persuadi un tuo compagno leghista che il fenomeno migratorio non è un problema, bensì una risorsa"
'La traccia si commenta da sola e come componente della Segreteria Politica Provinciale Lega Nord giudico tale traccia offensiva e razzista, sottolineando che quell'insegnante di lettere ha trasformato quell'aula in un "pensatoio politico". Faccio appello al Dirigente Scolastico affinche' vigili su chi ha confuso l'Istituto Ceccato con una tribuna elettorale - incalza l'esponente del Carroccio - Invito l'insegnante in questione a lasciare a casa tessera e ideologie politiche e a pensare al suo vero ruolo, ruolo reso possibile grazie ad un sistema scolastico sostenuto anche dalle tasse di noi leghisti'.
Stamattina Pesavento era sereno e si dice fiducioso su una vicenda sulla quale si augura si possa fae luce al più presto. 'Sono stato contattato personalmente da alcuni genitori - ha concluso - mi sono fatto inviare il testo preciso del tema richiesto ai loro figli e sono rimasto stupito'.
di Redazione Thiene on line (12 Gennaio 2015)