mercoledì 28 gennaio 2015

Studio Università di Tor Vergata esalta sanità veneta. Zaia e Coletto contro governo


Uno studio dell’Università romana di Tor Vergata sulla sanità indica il Veneto sul podio in tutti gli indicatori considerati e primo nella soddisfazione del paziente. Per il presidente Luca Zaia è un “successo dedicato ai tagliatori romani di buone pratiche, motivo in più per barricate". Per l’assessore Luca Coletto si tratta di un: “miracolo quotidiano che Roma tenta di distruggere”.

La sanità del Veneto è quella che, in Italia, riesce a soddisfare meglio le esigenze dei pazienti e che presenta le migliori performances del management aziendale. Per il Veneto, comunque, è podio in tutti i settori analizzati.
L’eccellenza del sistema sanitario veneto emerge con chiarezza in uno studio del Consorzio per la Ricerca Economica Applicata in Sanità (CREA) dell’Università Tor Vergata di Roma, pubblicato oggi.
Posta pari a 1 la performance ottimale, il Veneto, con 0,801 contro lo 0,832 della Toscana, è secondo nel giudizio di performance complessivo, ma primeggia in due settori fondamentali, come la soddisfazione dell’utente e la qualità del management. In queste due classifiche, il Veneto raggiunge il punteggio di 0,876 su un massimo di 1 per il gradimento dei pazienti; e di 0,802 su un massimo di 1 per quanto riguarda l’efficienza del management.
Medaglia d’argento al Veneto per un solo decimale (0,835 contro 0,836 della Toscana) sul fronte dell’industria medicale e su quello delle Istituzioni (0,649 contro lo 0,802 della Toscana). Terzo posto ma di un soffio (0,846 su un massimo di 1 contro lo 0,853 della Provincia Autonoma di Trento e lo 0,878 della Toscana) per quanto riguarda le professioni sanitarie venete.
Puglia, Calabria e Campania chiudono la classifica delle Regioni in tutti i settori considerati.
“Dedicato ai tagliatori di buone pratiche in sanità, Renzi in testa. Mi chiedo con che coraggio si possa pretendere da questo Veneto e dalla sua sanità d’eccellenza un nuovo taglio da 240 milioni di euro nel 2015. Basterebbe che si leggessero l’esito dello studio degli esperti di Tor Vergata, non di Padova, Verona o Venezia, per capire quale insopportabile ingiustizia stiano perpetrando sulla pelle dei cittadini veneti e per vergognarsi, almeno un po’, anche se la giusta cosa da fare sarebbe ravvedersi, chiedere scusa, e ripartire dall’applicazione rigida dei costi standard in tutta Italia. Un ottimo motivo in più per salire sulle barricate contro i tagli indiscriminati”.
E’ questo il commento del Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ai contenuti dello studio sulla sanità regionale in Italia, realizzato dal Consorzio per la Ricerca Economica Applicata in Sanità (CREA) dell’Università di Tor Vergata, pubblicato sul Sole 24 Ore Sanità.
“Questo studio – aggiunge Zaia – costituisce un atto d’accusa all’attuale classe politica di Governo, cieca e sorda al richiamo dell’equità in un settore tanto delicato e sensibile come la salute della gente e al contempo una testimonianza forte, perché basata su un approccio scientifico, della qualità della nostra sanità, dei nostri sanitari e dei nostri managers. Assieme alle altre solite Regioni virtuose potremmo insegnare al resto d’Italia. Invece, come il resto d’Italia, anche quella che spreca, anzi di più, ci si vuol far pagare ancora una volta. Il nostro no è totale, e per difenderci siamo pronti a salire sulle barricate, anzi ci siamo già saliti”.
“Come nello sport – dice l’Assessore alla Sanità Luca Coletto – anche queste medaglie arrivano grazie all’impegno e alla fatica quotidiana di 95 mila uomini e donne, medici, infermieri, amministrativi, managers che gettano tutti i giorni il cuore oltre l’ostacolo per contribuire all’impegno della Regione di mantenere i conti in ordine senza intaccare i servizi ai malati. Un miracolo quotidiano, che da quattro anni riusciamo a ripetere, unici in Italia a non avere nemmeno un centesimo di addizionale Irpef sulla sanità. Da Monti a Renzi, passando per Letta – aggiunge Coletto – sono anni che Roma tenta di distruggere questo miracolo, e ci sta provando anche in queste ore. Ci difenderemo con le unghie e con i denti, perché il nostro mandato è difendere il diritto costituzionale alla salute dei nostri cittadini, messo ogni minuto di più in discussione”

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