domenica 4 gennaio 2015

Delinquenza in calo? Zaia: una barzelletta a cui crede solo chi la racconta


Il Presidente del Veneto, Luca Zaia, torna all’attacco sul tema criminalità e critica le dichiarazioni di alcuni Prefetti secondo cui la delinquenza nei nostri territori sarebbe in calo
Ci sarebbe da ridere, se la cosa non rivestisse invece profili di forte gravità. In un giorno, con qualche dichiarazione, si tenta di cancellare tutti gli allarmi e i veri e propri bollettini di guerra che leggiamo quotidianamente sui giornali al punto da far gridare al Questore di Venezia un appello ai legislatori e al governo.
Negli uffici di Polizia e Carabinieri si presentano sempre le stesse facce patibolari, sintomo di scarcerazioni facili o di leggi che impediscono alle forze dell’ordine di arrestare colpevoli e ai magistrati di dare alla società certezza della pena irrogata.
Diciamocelo e ammettiamolo con franchezza per dire che il fenomeno criminale è calato d’intensità, si è provveduto ad alzare l’asticella della statistica e della tolleranza. Per cui viene considerata solo delinquenza quella che si macchia di reati gravissimi, dalla rapina in su, mentre tutto il resto passa sotto la denominazione di microcriminalità. Peccato che sia proprio la microcriminalità quella che i veneti percepiscono e soffrono, che vivono come un attacco quotidiano alla convivenza civile, alla legalità, al rispetto reciproco. Il furto, lo scippo, la rapina in casa con tanto di violenze e sequestro di persona non sono crimini? Dobbiamo sottovalutarli? Non considerarli? Il furto in casa non è una violazione grave, anche da un punto di vista psicologico? Lo spaccio di droga è o non è un reato grave?.
Torno a ribadire quello che i veneti si attendono da un governo che governi, da uno Stato che non abdichi al rispetto del cittadino e di se stesso legislazione straordinaria per consentire ai bravi professionisti dell’ordine pubblico di arrestare i criminali e ai magistrati di lasciarli in galera; nuove carceri invece di amnistie, condoni, indulti e tutto l’ipocrita armamentario buonista; subito l’esercito fuori dalle caserme e in missione di pattugliamento nelle nostre città e nei nostri territori (altro che inutili e dispendiose missioni estere!); basta profughi, perché alla barzelletta che 6.000 disperati spesso senza volto e senza identità non abbiano mai avuto a che fare con la delinquenza ci crede soltanto chi l’ha raccontata.

da VicenzaPiù

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