sabato 28 giugno 2014

Diritto d'asilo, Renzi si prende un altro calcio dall'Europa


Sparisce la "reciprocità" chiesta dall'italia nella bozza del vertice. Salvini: <Bruxelles se ne frega e il premier cala le braghe>.
«Europa, sull’immigrazione Renzi cala le braghe... Dall'ultima bozza del vertice europeo, è scomparsa infatti la “reciprocità” sull'asilo fra gli Stati dell'Unione per le migliaia di immigrati in arrivo. In sostanza, l’Europa e Renzi se ne fregano dell'invasione clandestina». Lo ha scritto ieri il segretario leghista Matteo Salvini, commentando su Facebook la notizia della scomparsa dall’ultima bozza delle conclusioni Ue del «mutuo riconoscimento» delle decisioni sull’asilo. Era questo un punto fortemente voluto dall’Italia. Nella prima bozza veniva indicata come «nuovo passo futuro», ma già nella seconda, sotto le pressioni dei Paesi del Nord eruropa, era diventata una semplice possibilità «da esplorare». Nella terza, niente del tutto.
«L’Europa se ne fotte del problema immigrazione non accettando il mutuo riconoscimento del diritto d’asilo», ha commentato ildeputato leghista Nicola Molteni, capogruppo in commissione Giustizia.
«Renzi non conta niente. L’immigrazione e gli sbarchi rimarranno un problema tutto italiano. Frontex è e rimane un carrozzone europeo mangiasoldi che non controlla le frontiere esterne, destinate a rimanere un colabrodo. Mare nostrum rimarrà e verrà rifinanziata, con l’esito di indurre una nuova invasione, senza precedenti, causata da Renzi, Merkel, Alfano e dal Pd», conclude Molteni.
«Apprendo con grande disappunto, ma non con sorpresa, che dal vertice europeo in corso a Bruxelles tira una pessima aria per l’Italia che, se non cambieranno le cose, continuerà ad essere lasciata sola ad affrontare la tragedia della migrazione dal nord Africa», ha detto il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commentando la notizia della scomparsa del «mutuo riconoscimento» delle decisioni sull'asilo.
«Se questa previsione non verrà modificata prima dell’atto formale - incalza il Governatore del Veneto - saranno confermati tutti i nostri timori: che l’Europa sia e resti un carrozzone di burocrazia parolaia; che in Europa, nonostante il continuo ma sterile gonfiare il petto di Renzi, l’Italia non conti nulla; che i veri egoisti e razzisti stiano o a latitudini ben diverse dalle nostre; che le migliaia di disperati che sbarcano quotidianamente sulle nostre coste, mettendo sempre più in crisi istituzioni locali e territori, per i cosiddetti “partner europei” non siano affar loro, tranne la miseranda elemosina di qualche stanziamento del fondo Frontex».
«Non possiamo continuare a considerare Lampedusa e le regioni del sud - aggiunge Zaia - come il confine dell’Italia e non come il confine dell’Europa».
«Bisogna dire basta a questa ipocrisia continentale, e bisogna farlo con gesti e atti concreti. Renzi, se davvero conta così tanto come ci fanno credere, la metta giù dura e abbia il coraggio di dire ciò che tutti gli italiani pensano e di fare ciò che è necessario: pretendere la reintroduzione del mutuo riconoscimento delle decisioni sull'asilo arrivando, se non ascoltato, a non sottoscrivere l’accordo finale», conclude.
di Giovanni Polli

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