martedì 3 giugno 2014

Il governo porti a casa i marò anziché pensare ai clandestini



«Invece di andare a prendere i clandestini in mezzo al mare il governo si svegli e riporti a casa i due marò del glorioso Battaglione San Marco». Lo afferma in una nota il deputato della Lega Nord Marco Marcolin, presente oggi alla parata dei Fori imperiali per celebrazioni del 2 giugno. «Ci auguriamo che l’urlo lanciato durante la videoconferenza da Salvatore Girone serva a far capire che è finito il tempo delle passerelle e che dopo due anni di parole bisogna passare ai fatti»,
Quanto alla presenza alla parata di due esponenti della Lega Nord, «ogni anno mandiamo una nostra delegazione della Repubblica padana...”, ha spiegato il senatore della Lega, Sergio Divina, presente anch’egli ai Fori imperiali per celebrazioni del 2 giugno. Con lui, appunto, a rappresentare il partito del Carroccio, anche il deputato Marco Marcolin. «Siamo andati alla parata - spiega - anche perchè noi diamo un grande contributo alle Forze Armate. Il reggimento delle brigate alpine sono il tributo che il Nord ha sempre offerto alla difesa dello Stato italiano». Crede alla Repubblica? «Da oltre vent'anni - risponde Divina - si lavora per una trasformazione dello Stato italiano, che deve riconoscere maggiore autonomia alle realità territoriali, valorizzando meriti e capacità in un’ottica di solidarietà nazionale. Se così accadrà - assicura - nessun problema sorgerà per il futuro. Se, viceversa, si pensa che una parte del paese possa fungere da locomativa perpetua per un’altra parte che non si vuole svegliare dal torpore, ci si sbaglia di grosso. Ci si sbaglia di grosso -avverte- perchè quella locomotiva finirà per scoppiare o dovrà necessariamente sganciare daei vagoni...».
Sempre a proposito dei marò, ieri è intervenuto anche l’europarlamentare della Lega Nord Mario Borghezio: «Incredibile il contrasto tra la dignità e la fierezza dei due Marò e il servile ossequio delle autorità italiane di fronte agli ennessimi diktat di Bruxelles padrona. Come fanno ad assistere plaudenti alle sfilate patriottiche e non avere il coraggio di rivendicare la sovranità monetaria e respingere le richieste ricattatorie che ci vengono da questa Ue, anche nel dopo-Renzi?».
Giovanni Polli


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