martedì 30 luglio 2013

Ciambetti. Decreto Province: il Veneto è molto più avanti rispetto a Roma



Roberto Ciambetti, assessore regionale al Bilancio e agli Enti Locali - “Noi siamo più avanti rispetto al provvedimento del Governo sulle Province e gli ambiti di area vasta”: L’assessore regionale agli enti locali del Veneto Roberto Ciambetti non vuole commentare il ddl ‘svuotapoteri’  per le province deciso dal Governo “perché – spiega Ciambetti – prima di commentare bisogna vedere con esattezza la portata del provvedimento: vediamolo alla prova dei fatti perché, per sentito dire,  o dalle indiscrezioni, non si giudica nulla.
Che il governo voglia spronare al massimo l’aggregazione dei Comuni, l’unione tra i centri minori e tra capoluoghi e loro hinterland è fatto scontato; la stessa nuova normativa regionale veneta, che proprio questa settimana ha avuto il voto unanime della competente commissione consigliare regionale, e quindi è in fase molto avanzata,  supera questa impostazione o, meglio, individua, attraverso criteri scientifici e dopo un percorso complesso e articolato,  quelli che noi abbiamo chiamato bacini ottimali per l’aggregazione di funzioni da parte degli enti locali. Rispetto ai ‘desiderata’ governativi il Veneto, con largo anticipo e dopo aver approvato lo scorso anno la legge 18 con la quale abbiamo dato via al processo di aggregazione e accorpamento di uffici e funzioni, sotto la regia regionale fatta dalla nostra Direzione degli Enti locali, cooperando con le Università, centri di ricerca e formazione, strutture altamente qualificate come il Cuoa abbiamo dato vita a un tavolo di lavoro coinvolgendo gli enti locali e siamo arrivati, anche grazie a una piattaforma tecnologica con cui tutti gli attori potevano contribuire e partecipare attivamente ai lavori,  a stendere una legge che è effettivamente all’avanguardia, che anticipa l’area vasta delineata oggi dal governo”.  Grazie alle norme di questa nuova legge ormai in dirittura d’arrivo  il numero degli enti locali in Veneto potrebbe vedere  una drastica diminuzione “esemplificando – ha spiegato l’assessore – lo scenario e determinando una forte riduzione di costi per il cittadino grazie a sinergie di scala, già sperimentate con successo dagli 11 Comuni del Camposanpierese nel padovano che hanno visto  il successo della gestione comune di servizi e uffici.  In questi Comuni, grazie alla gestione associata,  il costo della Pubblica amministrazione locale è inferiore del 38 per cento rispetto al costo medio dei Comuni del Veneto i quali, a loro volta  sono tra i più virtuosi in Italia e già oggi hanno un costo inferiore del 18 per cento alla media nazionale”. L’assessore poi fa una digressione: “Sottolineo l’efficienza di tutti i Comuni veneti anche se il caso del Camposanpierese dimostra che si può sempre migliorare– ha sottolineato Ciambetti – Quando leggiamo nei giornali che le tasse locali sono aumentate a dismisura in questi anni dovremmo anche dire che le imposte locali non sono cresciute tanto quanto sono diminuiti i trasferimenti dello stato mentre a Comuni, ma anche alla Regione, sono aumentate e di molto le competenze, oneri e servizi da garantire. Le realtà istituzionali del Veneto, Province comprese, hanno fatto un buon lavoro e forse per questo oggi sono all’avanguardia e pronte al salto di qualità della riorganizzazione territoriale: la sensibilità degli amministratori locali è un patrimonio straordinario, capace anche di superare le resistenze poste dalla burocrazia locale.  La strada che abbiamo imboccato grazie a questa spinta ideale e grazie anche a stimoli importanti giunti da tutti gli attori sociali  – ha concluso  l’assessore – è nuova  nella metodologia di lavoro, che ha visto assieme strutture di ricerca ed enti locali che hanno dato basi scientifiche e culturali alle esigenze di buon governo. L’esatto contrario della chiacchera: uno dei problemi di questi anni sta nel sentire una babele impressionante di proposte e prese di posizioni, magari fatte sulla base di una perfetta buona fede e all’apparenza anche praticabili, che poi nella prassi si rivelerebbero assurde o di impossibile realizzazione. Mi sembra che il governo nazionale, da quanto leggo nelle prime agenzie, che parlando del mutamento della Provincia,  abbia intrapreso una strada prudenziale che nelle parole di Quagliarello, come dicevo ricalca o ricorda molto i bacini ottimali che caratterizzano la proposta di legge veneta.  Mi chiedete se Riuscirà Letta ad abolire le Province.  Non sono un indovino, ma credo che la domanda sia malposta: posso dire che, rispetto a Monti, ha scelto una strada costituzionalmente corretta e rispettosa.  Forse faremmo meglio, tutti, a chiederci piuttosto  se riusciremo a fare quelle riforme che rispondono alle reali esigenze della società: la riorganizzazione del territorio Veneto, con la nostra legge condivisa da tutti gli attori sociali, è un contributo in questo senso, sia come risultato finale, una razionalizzazione di ampia portata, sia come metodo di lavoro. Insomma, cambiare si può e noi Veneti lo abbiamo dimostrato”.
da VicenzaPiù

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