domenica 28 luglio 2013

No al carcere per il branco che stupra. L'indignazione di Zaia



“La misura è colma. La sentenza della Corte costituzionale che arriva a dire no al carcere per la violenza sessuale di gruppo se il caso concreto consente di applicare misure alternative ha qualcosa di incredibile e scandaloso. E’  il frutto malato di un Parlamento che non riesce a legiferare in modo severo, di una politica così distante dalle istanze dei cittadini da non saper più né considerare né rispondere al senso comune”.
“E’ inaccettabile – continua -  perché così di fatto si declassa uno dei reati più indegni e odiosi e che suscita ribrezzo negli uomini per bene, figuriamoci nelle donne. Mi chiedo a che punto si sia arrivati in questo Paese se si tengono più in conto i diritti dei  maschi violenti più che quelli delle donne e della dignità del corpo femminile. Per crimini come questo si deve andare in galera e buttare la chiave per un bel po’ di anni. In questa selva legislativa creata da un Parlamento incapace di dare ai giudici norme chiare e severe, la certezza del diritto diventa sempre più chimera. Una pagina avvilente, da dimenticare presto, da superare presto con nuove soluzioni di legge, nella speranza che per una volta le Camere ascoltino quello che dice la gente comune”.
da VicenzaPiù


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