venerdì 11 ottobre 2013

Ciambetti: eliminare reato della clandestinità è lo spot più bello per la malavita



"Provate a entrare in maniera clandestina, senza documenti, in paesi come gli Usa, Canada, Australia, Turchia, Cina, India, cioè nazioni che hanno tradizioni politiche, culture legali, norme religiose, completamente diverse tra loro . Penso avreste qualche problema con la Polizia locale".
L'assessore regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, non risparmia critiche al provvedimento che, nei fatti, eliminano dal Diritto italiano il reato di immigrazione clandestina, ma invita tutti a riflettere. "Nazioni diverse hanno in comune una cosa: nessuno rinuncia a difendere i propri confini e difendere i confini, assicurare la sicurezza del Paese, è uno dei compiti precipui, specifici e reali dello Stato. Da noi - ha detto Ciambetti - lo Stato esiste solo quando si tratta di far pagare le tasse, ad esempio, caricare cittadini e imprese di incombenze burocratiche, ma se si tratta di controllare chi vuole entrare nel nostro Paese, lo Stato rinuncia al suo ruolo: paradossalmente la depenalizzazione rischia di diventare uno dei colpi di marketing della malavita organizzata e dei neo-schiavisti. Insomma cui prodest? Serve ai poveri cristi che affrontano un calvario incredibile che culmina troppo spesso con la morte? Non credo. Non è così che si affronta la tragedia della povertà che alimenta i flussi migratori, non è così che si affronta il dramma della violazione dei diritti dell'uomo che spinge tanti a fuggire dal proprio paese nè, infine, si prendono decisioni così gravi sull'onda dell'emotività quasi a voler lavare la coscienza senza tener conto delle conseguenza che si determinano". 
Roberto Ciambetti, assessore Regione Veneto 

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