martedì 1 ottobre 2013

Vittoria in Austria della destra identitaria che chiama la Lega alla battaglia anti-Ue

Alle elezioni  la Fpo passa, dal 17,5 al 21,4%. Gli analisti davano il partito in caduta libera e invece ha raccolto una marea di voti tra operai e pensionati. Strache: «Ci opponiamo all’islamizzazione dell’Europa e ius soli».
Trionfa la Fpo, la destra identitaria austriaca e suona la riscossa l’Austria profonda, quella dei crocefissi di campagna, delle chiese alpine, dei contadini legati al ritmo della terra. Trionfa perché dopo la morte misteriosa del carismatico Jorg Haider, potenziale leader naturale di tutto il mondo identitario mitteleuropeo, gli analisti la davano per morta e invece le urne hanno decretato che, passando dal 17,5 al 21,4%, è viva e vegeta ed è l'unico grande partito ad aumentare i propri consensi. 
Vince, dunque, l’Austria conservatrice e cattolica e basta guardare una cartina del Paese per vedere che il nero (colore associato ai democristiani dell’Ovp) e il blu (Fpo) predominano sul rosso della sinistra che rimane primo partito solo in tre regioni più la multietnica Vienna dove comunque la Fpo è seconda col 22% e raccoglie una marea di voti tra operai e pensionati che una volta votavano socialista ma oggi si sentono abbandonati da una sinistra attenta solo alle esigenze di alcune categorie di immigrati. 

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